L'omaggio a Verdi di Massimiliano Finazzer Flory, la rilettura sbarca a Gorizia

L'omaggio a Verdi di Massimiliano Finazzer Flory, la rilettura sbarca a Gorizia

LA PROPOSTA

L'omaggio a Verdi di Massimiliano Finazzer Flory, la rilettura sbarca a Gorizia

Di Francesca Diviacchi • Pubblicato il 16 Gen 2026
Copertina per L'omaggio a Verdi di Massimiliano Finazzer Flory, la rilettura sbarca a Gorizia

Con il sostegno del Comune, lo spettacolo andrà in scena il 25 gennaio alle 16 al Teatro comunale. Il racconto delle tappe esistenziali dell'operista nella visione dell'artista monfalconese.

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È stato presentato questa mattina 16 gennaio lo spettacolo “Verdi legge Verdi” che si terrà domenica 25 gennaio alle 16 al Teatro Giuseppe Verdi a Gorizia e offrirà un’occasione unica per conoscere da vicino la vita dell’artista a cui il teatro deve il suo nome, tramite l’ascolto delle sue composizioni dalla Traviata all’Aida, dal Nabucco al Falstaff, il tutto accompagnato dal racconto della sua vita.

A personificare il famoso compositore Giuseppe Verdi sarà Massimiliano Finazzer Flory che, grazie ad un elaborato trucco scenico, racconterà le sfaccettature dell’operista dell’Ottocento ripercorrendo le sue tappe esistenziali e professionali, dalla famiglia d’origine alla formazione, dal periodo in Conservatorio al rapporto con la musica e con Wagner, dai librettisti come Arrigo Boito ai consigli dati a giovani compositori e cantanti. E ancora la sua relazione con l’Italia, il suo punto di vista sull’arte, sul teatro, sulla musica, il suo giudizio del pubblico e l’incontro con i direttori, in particolare Toscanini.

Flory ha raccontato che: «Con questo spettacolo ho voluto rendere omaggio a Verdi nel teatro che porta il suo nome. Si tratta di un teatro di maschera, in cui il protagonista racconta la propria vita, accompagnato da musica e canto. Io interpreterò un Verdi a fine vita, quasi ottantenne, un uomo filosofo che condivide la sua storia e riflette su sé stesso e sarò accompagnato al pianoforte da Asako Watanabe e dal soprano goriziano Claudia Mavilia».

Anticipando qualche dettaglio sullo spettacolo, il regista ha raccontato la sceneggiatura: «Terrò tra le mani la prima edizione illustrata de “I Promessi sposi” di Alessandro Manzoni, perché Verdi era profondamente affezionato a lui, tanto da considerarlo un modello di virtù e patriottismo. Nonostante l’interpretazione in prima persona, tutto il materiale dello spettacolo è autentico e diventa materia viva della sua biografia». In scena compariranno inoltre il cilindro, tipico della sua persona, e il bastone, che insieme vogliono quasi simboleggiare che il suo spirito è ancora presente.

«Il Teatro Verdi, così, continua a essere il centro nevralgico della vita culturale cittadina – ha commentato l’assessore alla cultura Fabrizio Oreti - Questo spettacolo unisce talento nazionale e artisti del territorio, offrendo al pubblico un’occasione preziosa ricordare il nome di Giuseppe Verdi anche in modo diverso».

Come ultimo punto, il regista ha voluto lanciare un appello: «Dobbiamo avvicinare i ragazzi alla lirica. Solo così potremo mantenerla viva, altrimenti questa straordinaria tradizione rischia di andare persa».

Lo spettacolo avrà la durata di 70 minuti senza pausa e l’ingresso sarà libero fino ad esaurimento posti.

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