IL CASO
Livarna e crisi dell'Isonzo, Legambiente incalza la politica: «Venti anni di silenzio, ora solo mosse per le elezioni»
I circoli di Gorizia e Monfalcone denunciano il ritardo delle istituzioni sui dossier storici di inquinamento e hydropeaking. L'associazione avverte la politica locale e nazionale, «verificheremo che agli annunci seguano fatti concreti».
Legambiente Gorizia APS e Legambiente Monfalcone esprimono forte perplessità per il recente interesse della politica locale e nazionale verso due storici dossier ambientali che le associazioni seguono da venticinque anni: il caso della fonderia Livarna e la crisi ecologica del fiume Isonzo. Le segnalazioni sull'inquinamento e sulle molestie olfattive della fonderia slovena Livarna sono iniziate nei primi anni Duemila. Nel corso degli anni si sono succeduti dossier, interrogazioni a vari livelli istituzionali e l'intervento della Commissione Europea. Nonostante decenni di monitoraggi e mobilitazioni, solo nel maggio di quest’anno il Comune di Gorizia ha avviato un percorso amministrativo. Legambiente accoglie con favore ogni azione utile, ma sottolinea l'amarezza per un intervento che arriva a pochi mesi dalle elezioni comunali del 2027.
La gestione del fiume Isonzo soffre da anni per i problemi legati all'hydropeaking (rilasci intermittenti dalla diga slovena di Salcano) e per la crescente siccità. Dopo una petizione europea promossa nel 2016 e un esposto del 2022 rimasto senza esito, l'attenzione delle istituzioni si è riaccesa solo dopo un'estate 2026 particolarmente critica. Per le associazioni si tratta di un'azione reattiva e non preventiva: la Commissione mista italo-slovena per l'idroeconomia resta il tavolo fondamentale a cui chiedere conto dei risultati.
Legambiente ribadisce che la tutela dell'ambiente e della salute pubblica non può dipendere dalle scadenze elettorali, chiedendo perché problemi documentati da decenni vengano affrontati con urgenza solo ora. «Se per vent'anni abbiamo segnalato criticità concrete e nulla si è mosso da parte della politica, la conclusione è semplice: la politica ha ignorato i propri cittadini e i loro disagi. E questo, per noi, è inaccettabile. Ora vogliamo che le parole diventino fatti, non promesse elettorali. Continueremo a seguire questi temi come facciamo da vent'anni a questa parte, e ci ricorderemo di questo momento: le dichiarazioni fatte in questi giorni, gli impegni annunciati. Seguiremo il processo fino ai risultati concreti».
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