Le elezioni
Governare e amministrate la città , il dibattito di Morsolin a Monfalcone
Nel frattempo Morsolin stigmatizza l'uscita di Dipiazza sulle donne, «pensiero patriarcale diffuso».
La lista civica ParteciparePerMonfalcone, che sostiene la candidata del centrosinistra Cristiana Morsolin, organizza per domani un incontro pubblico che va ad inserirsi negli appuntamenti della campagna elettorale cittadina. “Governare la città o amministrarla? Quando discrezionalità politica e amministrativa si confondono”: questo è il titolo dell'assemblea che sarà moderata dall'avvocato Elisa Di Ilio, componente della formazione.
L'incontro avrà luogo al Caffè Corso di viale S. Marco alle ore 18. Al tavolo interverranno l'ex segretario generale del Comune di Monfalcone Antonio de Stefano, l'architetto Franco Lenarduzzi, sindaco di Ruda e coordinatore della consulta dei piccoli comuni del Fvg, e porterà il suo saluto anche il consigliere regionale Massimo Morettuzzo, membro di Patto per l'Autonomia.
Interverrà la candidata sindaco Cristiana Morsolin che, dopo alcuni giorni, ha desiderato intervenire sulle dichiarazioni pubbliche rese note dopo i ben noti fatti accaduti al raduno degli alpini di Rimini. Così, dopo il richiamo sulle spiacevoli vicende tenuto dal sindaco uscente Cisint che ha chiesto di stare attenti al linguaggio che si utilizza, pure Morsolin ha inteso commentatare la dichiarazione del sindaco di Trieste Di Piazza.
"Ci ho messo un po' per rispondere alle esternazioni di un sindaco che purtroppo è la rappresentazione di un pensiero patriarcale diffuso. Ci ho messo un po' non solo perché ero impegnata nella presentazione di una giovane donna monfalconese di origine bengalese candidata con me alle elezioni di Monfalcone, ma anche perché mi ha profondamente colpito. Anzi mi ha proprio inorridito" esordisce Morsolin.
"La destra - continua la candidata - non è nuova a queste uscite, non abbiamo dimenticato il leghista Pillon che con il suo disegno di legge voleva mantenere le donne in condizione di sudditanza rispetto ad un compagno violento. A chi parla di scivolone ricordo che questa è una prassi incardinata nel pensiero unico di certe formazioni politiche che negli anni si sono scagliate contro il pensiero femminista che rivendicava il diritto delle donne di poter scegliere come essere, come vivere e come vestirsi senza doversi sentire giudicate o addirittura in pericolo".
Per Morsolin, quelle usate da Di Piazza sono state quindi parole gravi rivolte alle donne e non sono state frutto di nessuna goliardia o di uno scivolone. E in conclusione fa un invito: "Questo modo di fare che cerca di sdoganare i più bassi istinti, che siano rivolti alle donne o a chi ha il colore della pelle diverso, devono cessare ora e non essere più tollerati in una società che si dice civile”.
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