L'idea
Liberalizzare il Lisert, il centro studi Rizzatti ripropone la sua idea di 25 anni fa
Dal 1997 nessuno ha ascoltato l'appello che ora il sodalizio ripropone a Regione e Stato per benefici al territorio regionale e non solo.
Ritorna sul tavolo del Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e del Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, un appello per il Lisert. Sull'ultimo casello dell'Autostrada Venezia-Trieste intervengono ancora una volta Nicolò Fornasir, estensore della proposta e già presidente del Centro Studi “sen. A. Rizzatti”, l'attuale presidente, Michele Bressan e Dario Baresi di “Insieme per Gorizia”.
La proposta, di fatto, era già stata avanzata nel 1997 ma, come sottolineano i sottoscrittori, “rimasta senza alcun riscontro, nonostante il pieno sostegno delle istituzioni locali, in particolare della Provincia di Gorizia”. Nel documento si legge come i promotori siano “ben consapevoli che ad appalto completato e nell'imminenza dell'inizio dei lavori il nostro appello può risultare velleitario e anzi provocatorio, ma ci muove il nostro diritto-dovere di provare anche questa ultima strada, la più autorevole, quindi anche la più difficile anche in relazione all'enormità dei problemi che sono all'attenzione dei Governi, regionale e nazionale”.
L'appello, tra l'altro, sottolinea come l'ampliamento del casello del Lisert sia il più “eclatante esempio di potenziale spreco di denaro, di forte impatto sull'ambiente naturale, con effetti dannosi al sistema logistico e quindi socio-economico non solo della Regione Friuli Venezia Giulia ma dell'intero territorio compreso tra Veneto – Carinzia – Slovenia, quindi sul più ampio rapporto di questi territori con la Mitteleuropa e il Mediterraneo”.
Tra i benefici l'evitare “i pericolosi, costosi e frequenti blocchi del traffico che un qualsiasi incidente o un sovraccarico di mezzi in uscita o in entrata induce sull'intero territorio circostante” ma anche, con l'eventuale spostamento dell'ultimo casello in zona Visco, così come proposto, sbloccare la questione dell'alta capacità e velocità dell'asse strategico “Padania – Mitteleuropa che consiste sostanzialmente nel collegare Venezia e Lubiana”.
L'appello si muove anche nel verso di sottolineare il ruolo strategico del “Goriziano storico” costituito dall'ex provincia di Gorizia e dalla Bassa Friulana (e dall'area della vicina Slovenia, ndr), che “da sempre costituiscono la cerniera strategica e che ambienti forti in ambito regionale hanno esonerato progressivamente, trasformando l'Isonzo, per la prima volta nella sua storia, come confine tra due territori a forti caratteri identitari e quindi inevitabilmente conflittuali. Sarebbe la fine della specialità della Regione e del suo ruolo nel Paese e nell'Europa”.
“Così – concludono i sottoscrittori – il ‘banale' esempio del casello del Lisert assume una rilevanza socio economica ma anche fortemente politica nel senso più vero e sostanziale del termine”.Â
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