Lettera aperta del sindaco Ziberna:

Lettera aperta del sindaco Ziberna: "Il governo lasci decidere ai sindaci come intervenire nell'emergenza"

La richiesta del primo cittadino

Lettera aperta del sindaco Ziberna: "Il governo lasci decidere ai sindaci come intervenire nell'emergenza"

Di Redazione • Pubblicato il 26 Ott 2020
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"L'ho detto e ripetuto, continuando di questo passo rischiamo di ritrovarci con migliaia di attività  chiuse, l'economia devastata e le città  deserte: il governo torni indietro e attribuisca ai sindaci la facoltà  di decidere gli interventi anti Covid-19 sui loro territori con adeguato stanziamento di risorse umane ed economiche".

E' un appello vero e proprio quello che il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, lancia al presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte e per conoscenza al governatore del Friuli Venezia Giulia Fedriga ed ai presidenti nazionale e regionale dell'ANCI, l'associazione dei Comuni. In una lettera inviata questa mattina al premier, Ziberna mette in evidenza le conseguenze drammatiche che si ritroverebbero a vivere città  come Gorizia se non venissero modificate alcune delle misure previste dall'ultimo Dpcm, in particolare la chiusura di bar e ristoranti alle 18 e la chiusura di palestre, piscine, cinema e teatri.

"In Italia - si legge nella missiva - ogni città  è diversa dall'altra, per le dimensioni, l'economia e anche la vita sociale ed è assurdo prenderne una come esempio per emanare provvedimenti di carattere nazionale. Assurdo. A Gorizia le strutture sportive, dalla piscina alle palestre, sono gestite con grandissima professionalità  e si sono fatti investimenti per garantire la massima sicurezza per le persone che vi accedono. La stessa cosa vale per bar e ristoranti, per il cinema e i teatri. Mi rendo conto - rimarca Ziberna - che chi si trova a Roma non è in grado di toccare con mano la diversità  delle situazioni e, proprio per questo, il percorso avviato nel precedente Dpcm, che delegava anche ai sindaci la scelta di intervenire sul territorio, in particolare sul controllo degli assembramenti, stava andando nella direzione giusta".

"Non capisco il motivo - prosegue il primo cittadino - per cui sia stata fatta marcia indietro centralizzando nuovamente le decisioni con conseguenze che rischiano davvero di essere devastanti. Ci sono situazioni come quella attuale in cui non può non prevalere il buon senso e, di conseguenza la delega a Regioni e Comuni di una serie di provvedimenti mirati alle singole realtà  territoriali. Vanno rafforzati i controlli con nuove risorse umane e non chiuse nuovamente le attività  che rappresentano la vita stessa delle città . Non è mia abitudine polemizzare, anzi, in questo periodo ho cercato di mantenere uno stretto rapporto di collaborazione con le Istituzioni a tutti i livelli (Ministeri, Regione, Prefettura, Forze dell'Ordine, Azienda sanitaria e così via) ma oggi mi ritrovo a difendere la sopravvivenza stessa della mia città ."

"Il Comune - sottolinea Ziberna - sta facendo il possibile per sostenere le famiglie, le attività  economiche, le associazioni e via elencando ma non sarà  sufficiente a salvare quel patrimonio di piccole e medie imprese che rappresentano il tessuto vitale della città . In tale contesto, pur condannando con forza gli episodi di violenza a cui abbiamo assistito di recente e augurandomi che non se ne ripeteranno di altri, nella mia veste di amministratore locale io non me la sento di esimermi dal cercare di analizzare le ragioni che tali fatti hanno scatenato e temo davvero che, se non ci sarà  uno sforzo per comprendere la disperazioni che sta crescendo in molti cittadini potremmo assistere a nuove tensioni sociali. Quindi - conclude il sindaco - io sono pronto a fare la mia parte e anche di più per evitare che la situazione diventi davvero drammatica".

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