gli ospiti
Leader e menti di Gorizia a confronto, il futuro della città agli Stati generali
Lunga maratona per parlare del territorio. Quasi 60 ospiti, Romoli: «Serve un governo dei migliori».
Quasi 60 nomi, provenienti dal mondo dell'economia, politica, cultura e Terzo settore, ma anche docenti e “osservatori esterni”. Sono stati tanti coloro che si sono alternati ieri nella lunga maratona dell'Assise generali di Gorizia, organizzata dalla Scuola di formazione politica “Ettore Romoli” nella cornice dell'hotel Internazionale di via Trieste. Il tutto, però, si è svolto principalmente online per motivi sanitari, collegandosi in streaming sulla pagina Facebook dell'associazione dalle 9 di mattina fino alle 19.30. Davanti la telecamera, si sono così susseguiti volti e idee.
Oltre dieci ore di collegamento quasi continue, iniziando con il regista Matteo Oleotto, impegnato in questi giorni nelle riprese del suo nuovo film in zona. Una scelta, come spiegato dallo stesso presidente Andrea Romoli, fatta per partire dalle opportunità culturali e transfrontaliere dell'area: “Non ho mai voluto vedere Gorizia come solo territorio italiano - ha spiegato il cineasta -, ma parlo sempre di una terra che comprende anche la parte slovena. Sogno una città in cui i cittadini possano nutrirsi di cultura, perché questa è la base di tutto e il punto di partenza”.
Una base da cui partire “per abbandonare quei vecchi mostri di paure”. Proprio il rapporto con le altre comunità , sia all'interno della città che nei confronti della sua controparte d'oltreconfine, è stato il filo conduttore della giornata. “Mi ha emozionato vedere che persone diverse hanno una linea comune” spiega Romoli, sottolinenando però la larga assenza di consiglieri comunali, nonostante il suo invito per assistere dal vivo: “Solo Rinaldo Roldo è venuto, non c'è l'idea di ascoltare”. A prendere la parola, invece, è stato il capogruppo di Forza Italia, Fabio Gentile.
Da questi “Stati generali”, il forzista ha denunciato quello che definisce un grave danno alla democrazia, ossia il non essere ancora tornati a svolgere le sedute dell'Aula in presenza. “Una colpa - precisa - che non è dell'amministrazione in sé, ma la scontata superiorità e impossibilità di condividere delle scelte per portarle a termine. Comandano due dirigenti, la classe politica goriziana sta accettando supinamente pur avendo la possibilità di riunirsi in ampi spazi”. Sul fronte politico, la maratona ha visto alternarsi anche altri esponenti, di diversi schieramenti.
Presenti quindi i sindaci Rodolfo Ziberna e Klemen Miklavič, così come il deputato Guido Germano Pettarin, l'assessore al welfare e vicepresidente della Scuola, Silvana Romano, e l'ex senatore Alessandro Maran ma non solo. “Bisogna cambiare insieme la città - commenta Romoli - e superare politicamente gli steccati. Serve un governo dei migliori, ma questi non stanno mai da una sola parte”. Per l'ideatore, inoltre, “le assenze di oggi sono significative quanto le presenze. Chi è venuto si è seduto attorno allo stesso tavolo. Dobbiamo parlare di un'area urbana condivisa”.
“Basta con la comunicazione violenta e divisiva - incalza - la cultura cambia se i messaggi giusti arrivano dall'alto. Servono parole nuove”. Gli ospiti hanno quindi ricalcato le opportunità , partendo dall'appuntamento del 2025, alternandosi tra frasi di circostanza a veri obiettivi: “La mia Gorizia del futuro - ha sottolineato Elena Sartori (Gorizia News&Views) - è una comunità felice e chi avrà l'onore e l'onere di rappresentarla e gestirla dovrà avere la forza e il coraggio di fare scelte orientate alla salute delle persone, al loro benessere psicologico, dunque alla loro felicità .
Nella foto, da sinistra a destra: Martin Novak (Gorizia 3.0) e Andrea Romoli
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