LA NOVITÀ
La voce delle minoranze linguistiche nell’Unione Cattolica della Stampa Italiana. Danijel Devetak in Consiglio Nazionale
La delegazione regionale composta dai giornalisti Ferrara e Bianchi ha riconfermato Vincenzo Varagona alla presidenza. «Minoranze luoghi di incontro e di ricchezza culturale e spirituale».
Nel fine settimana appena trascorso, anche il Friuli Venezia Giulia ha partecipato al XXI Congresso dell’Unione Cattolica della Stampa Italiana tenutosi al Sermig di Torino. La delegazione regionale era composta dal presidente Salvatore Ferrara e dal delegato Ivan Bianchi che è stato pure componente della “Commissione Verifica Poteri”. L’assemblea composta dai presidenti delle Ucsi Regionali e dai rispettivi delegati ha eletto Vincenzo Varagona presidente nazionale. Si apre quindi il mandato bis per il giornalista anconetano d’adozione che è stato per 35 anni in Rai al TGR Marche, collaboratore di Avvenire e Famiglia Cristiana, autore di reportage dai Balcani, dall’Africa e dal Medio Oriente e di numerose biografie dedicate a figure esemplari della società e della Chiesa.
A sostenere il presidente ci saranno i tre vicepresidenti dell’associazione: Domenico Interdonato, Antonello Riccelli e Maria Luisa Sgobba.
Della nuova giunta fanno parte anche Paola Springhetti come segretaria, Alessandro Zorco con il ruolo di tesoriere, Giuseppe Delle Cave, Paolo Lambruschi, Alberto Lazzarini e Luisa Pozzar di Ucsi Fvg, riconfermata anche per il nuovo corso associativo.
Il Congresso ha eletto anche il nuovo Consiglio Nazionale dell’associazione. Ne fanno parte: Claudio Baccarin (Veneto), Giustino Basso (Trentino – Alto Adige), Elisa Battista (Piemonte), Sara Bessi (Toscana), Rita D’Addona (Molise), Danijel Devetak (Friuli Venezia Giulia), Francesca Di Palma (Liguria), Giuseppe Longo (Basilicata), Elena Lovascio (Umbria), Andrea Pala (Sardegna), Mariangela Parisi (Campania), Francesco Pira (Sicilia), Laura Simoncini (Sicilia), Angela Trentini (Abruzzo), Daniela Verlicchi (Emilia Romagna).
Nel Collegio dei Garanti ci saranno invece Giovanni Bucchi (Emilia Romagna), Antonio Foti (Sicilia), Giulia Pigliucci (Lazio). Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto da Salvatore Catapano (Puglia), Giovanni Corso (Sicilia), Flaminia Vittoria Marinaro (Lazio), Piero Chinellato (Marche), Eugenio Montesano (Basilicata).
Con i giornalisti Ferrara e Bianchi c’era anche il direttore del settimanale sloveno “Novi Glas”, che ha partecipato ai lavori congressuali in qualità di socio e “visitatore” in vista dell’approvazione del nuovo testo dello Statuto associativo. Nel documento è stata recepita a larga maggioranza anche una proposta di Ucsi Fvg, ovvero la previsione di un rappresentante delle minoranze linguistiche in Consiglio Nazionale. A tal proposito, nel dibattito congressuale, Devetak ha proposto l’avvio di un laboratorio/gruppo di lavoro sulle minoranze linguistiche presenti in tutta Italia. Una proposta che ha convinto quasi all’unanimità il “corpo elettorale” e che ha visto il professionista entrare nel nuovo Consiglio Nazionale.
Nel suo intervento, il direttore di Novi Glas ha parlato della sua «dinamica e vivace» realtà editoriale della quale fanno parte diverse presenze giovanili che operano in redazione e tra i collaboratori. Devetak si è fatto promotore di un “progetto apripista” dedicato all’approfondimento e alla promozione del valore culturale ed umano rappresentato dalle minoranze linguistiche le cui voci vanno tutelate e promosse dai giornalisti “di frontiera” e non più “di confine”.
«Partiamo dal Friuli Venezia Giulia con l’intenzione di fare sistema, di coinvolgere e includere anche altre minoranze linguistiche delle regioni di frontiera – afferma Devetak - potrebbe essere interessante creare un gruppo di lavoro non solo per condividere, tra le varie realtà minoritarie locali, buone prassi e sinergie, ma anche per promuovere il valore culturale e umano delle minoranze linguistiche come risorsa per l’intero Paese. Noi di Novi glas crediamo molto nel dialogo, nella collaborazione e nel fare rete. Le minoranze linguistiche non sono periferie, ma luoghi di incontro e di ricchezza culturale e spirituale».
A sostegno del dialogo e di un rinnovato impegno per la riconciliazione, anche il presidente Ferrara che ha invitato l’assemblea a porre l’accento sulla necessità di «sviluppare un più ampio sguardo di rete, a cambiare i linguaggi». «Saper respirare i luoghi e la crescita fa parte della nostra professione – sostiene Ferrara – non si deve mai mollare nel mettere al centro le persone. dobbiamo alimentare questo ribaltamento di approcci che fa la differenza a partire dalla nostra professione. Un atteggiamento che diventa un’urgenza da concretizzare e che con la riconferma di Varagona merita di proseguire nel segno del cammino già tracciato».
Foto di Ilaria Maccari e Elisa Battista
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