lo spettacolo
Ironia e follia, gli Oblivion come mai visti sul palco di Cormons
Giovedì l'appuntamento a teatro, una versione inedita del gruppo.
Uno show per festeggiare l'anniversario dei primi dieci anni di tournée insieme: Oblivion Rhapsody è la summa dell'universo Oblivion come non l'avete mai visto né sentito prima d'ora, in programma giovedì 21 aprile, alle 21, al Teatro Comunale di Cormons, a conclusione della ricca rassegna artistica. In scena il gruppo: Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli diretti da Giorgio Gallione (scene Lorenza Gioberti, costumi Elisabetta Menziani, luci Aldo Mantovani).
In piena crisi di mezza età , i cinque rigorosi cialtroni sfidano sé stessi con un'inedita e sorprendente versione acustica della loro opera omnia. Uno spettacolo che toglie tutti i paracadute per arrivare all'essenza dell'idiozia: cinque voci, una chitarra, un cazzotto e miliardi di parole, suoni e note scomposti e ricomposti a prendere nuova vita. Per la prima volta gli Oblivion saliranno sul palco nudi e crudi per distruggere e reinventare le loro hit, dopo aver sconvolto senza pietà quelle degli altri.
Oblivion Rhapsody è un gigantesco bigino delle performance più amate e imitate che parte dalle famose parodie dei classici della letteratura, passando per la dissacrazione della musica a colpi di risate, un viaggio lisergico che ripercorre anni di raffinate e folli sperimentazioni, senza soluzione di continuità , in lungo e in largo, di palo in frasca. Tutto il meglio (e il peggio), quello che non ricordavate, quello che si ama di più e quello che non è stato mai visto, in un viaggio allucinato e visionario che collega mondi mai avvicinati prima d'ora.
Sarà un anniversario memorabile, un'indigestione senza limiti e senza senso, una Oblivionata all'ennesima potenza. "Gioco, paradosso, ironia, sorriso: questo è il Comico che vedo negli Oblivion – spiega il regista Gallione -. Il tutto sorretto e condito da un talento continuamente messo in discussione e da una professionalità feroce. Rivolta soprattutto 'contro' sé stessi. Tutto è libero e volatile nel loro teatro, ma nulla è affidato al caso. C'è costantemente una architettura ferrea che sostiene i loro castelli di carta. Così, sempre, quello che può sembrare solo uno scherzo diventa nella realtà della scena non tanto un ingrediente digestivo o ciecamente spensierato, ma un linguaggio polifonico, meticcio, contaminato".
"Prezioso come una filigrana lucente ma usato come strumento del pensiero divergente, del mondo alla rovescia. Una costruzione variegata e complessa di parole e musica che gode della gioia della lingua e del pensiero, ma che si trasforma presto in sberleffo liberatorio, sovversione del senso comune, ludica e ragionata aggressione alla noia. Riguardandoli ripenso sempre ai 'valori' che Calvino suggerisce come fondamentali nelle sue Lezioni Americane: leggerezza, rapidità , esattezza, molteplicità , visibilità . E tanto serio divertimento. Perché senza gioia le parole, e le musiche, hanno i piedi di piombo".
Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) +39 328 663 0311.
Occhiello
Notizia 1 sezione
Occhiello
Notizia 2 sezione



















