Incidenti stradali, nel 2025 a Gorizia saliti i sinistri a +11.65%, vittime aumentate del 150%

Incidenti stradali, nel 2025 a Gorizia saliti i sinistri a +11.65%, vittime aumentate del 150%

I DATI

Incidenti stradali, nel 2025 a Gorizia saliti i sinistri a +11.65%, vittime aumentate del 150%

Di REDAZIONE • Pubblicato il 19 Ott 2026
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Nel Goriziano scontri saliti da 412 a 460 e i morti da 4 a 10. Mancato rispetto della segnaletica e distrazione alla guida le principali cause.

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Il mancato rispetto dei segnali e la distrazione legata all’uso di dispositivi elettronici: sono queste le principali cause di incidenti stradali verificatesi sulle strade del Goriziano nel 2025. A dirlo sono le ultime statistiche ACI-Istat sugli incidenti stradali nell’anno 2025 in Friuli Venezia Giulia, resi noti nella giornata di ieri e che
purtroppo parlano, per Gorizia e il suo territorio, di un deciso aumento dei sinistri che passano da 412 nel 2024 a 460 (+11,65%). In decisa salita anche il numero delle vittime che nel 2025 sono state 10 contro le 4 dell’anno precedente, facendo così registrare un aumento del 150% mentre i feriti sono saliti da 539 a 593 (+10,02%) con dei costi sociali pari a 365,065 euro per abitante. Scorrendo l’elenco dei comuni del resto del territorio, sui 460 incidenti rilevati il numero maggiore si è registrato a Monfalcone (119, in leggera flessione rispetto ai 122 dell’anno precedente) dove non c’è stata nessuna vittima (una nel 2024) ma ben 156 feriti, in crescita rispetto ai 142 dell’anno precedente. Gorizia segue nella classifica con 112 sinistri contro i 103 dell’anno precedente, con un numero di feriti in diminuzione (134 contro 139) ma un aumento dei morti chesono saliti da 1 a 3. Seguono, ad ampia distanza, il comune di Ronchi dei Legionari (46 incidenti, più che raddoppiati però rispetto ai 22 dell’anno precedente) e Gradisca d’Isonzo con 24 sinistri contro i 22 del 2024. Le strade più pericolose sono quelle urbane (in 272 casi), i brevi tragitti dove gli automobilisti tendono a sentirsi più tranquilli, mentre l’autostrada nonostante le velocità potenzialmente più elevate restano sicure facendo registrare solo 10 sinistri.

Potrebbe sembrare un ulteriore paradosso ma sono i rettilinei a far registrare il maggior numero di incidenti (240) seguiti da incroci (67 casi sul totale di 460 incidenti), curve (59) e rotatorie (41). Come detto, nel 29,25% dei casi totali è il mancato rispetto della segnaletica a provocare i sinistri seguita, nel 23.12% dei casi dalla guida distratta. Relativamente alla tipologia, degli 807 veicoli coinvolti nell’intera provincia, 533 sono autoveicoli, 103 i motocicli, 81 le biciclette, 46 i mezzi commerciali o industriali, 7 i monopattini elettrici e 6 le biciclette elettriche. E se per quanto concerne le vittime sono i motocicli a detenere il primato (il doppio rispetto alle automobili, 4 contro 2) sono invece gli autoveicoli a provocare il maggior numero di feriti (308 a confronto con 105 delle moto). Come curiosità, i mesi con il maggior numero di incidenti sono stati settembre, giugno e dicembre (rispettivamente 15, 14 e 12) mentre si sono fermati a 6 incidenti i mesi di gennaio, febbraio e aprile, la maggior parte dei quali verificatesi in condizioni meteorologiche di tempo sereno. Estendendo l’analisi al resto della Regione, se nel 2025 rispetto all’anno precedente sono rimasti invariati i decessi, sono aumentati del +8,8% gli incidenti e del +6,4% i feriti. In particolare a Trieste si sono verificati 954 incidenti con 11 morti e 1.144 feriti, mentre nel 2024 i numeri erano rispettivamente 904 (quindi +5,53%), 13 e 1.083, con dei costi sociali nell’anno 2025 pari a 83.486.995 euro, cioè 366,428 euro per abitante.

Anche nel caso del capoluogo di regione la maggior parte dei sinistri avviene nei centri cittadini (774), dove è anche maggiore il numero dei decessi e dei feriti
(rispettivamente 6 e 881 casi). Alto anche il numero di incidenti su strade provinciali, regionali e statali (78) mentre 33 sono quelli avvenuti su autostrada.
A tenere il triste primato dei sinistri e delle persone da essi colpiti è ovviamente Trieste con 841 casi (837 nel 2024) in cui sono decedute 9 persone (esattamente
come nell’anno precedente) e ne sono rimaste ferite 989 (con un calo di 5 unità). Il Comune invece in cui si è registrato il minor numero di incidenti è Monrupino con un incremento deciso rispetto al 2024 (5 sinistri contro 1), a fronte comunque di un parco veicolare di dimensioni nettamente diverse fra le due città: 172.036 vetture contro le 1.123 dell’ultimo in classifica. Il mancato rispetto della segnaletica resta la causa principale di incidenti (277), molti dei quali dovuti ancora una volta alla guida distratta e anche alla velocità (rispettivamente 161 e 123 casi). 1625 i veicoli complessivamente coinvolti in sinistri, con una netta prevalenza di autovetture (822) seguite dai motocicli (575), causa di 5 decessi e 551 feriti: numeri nettamente superiori a quelli provocati dalle automobili, che si attestano rispettivamente a 1 e 314.

Tanto a Gorizia quanto a Trieste sono soprattutto gli uomini a pagare le conseguenze del mancato rispetto della sicurezza. Dei dieci conducenti, passeggeri e pedoni deceduti nel capoluogo isontino solo 3 sono donne mentre, per quanto riguarda i feriti, queste sono quasi la metà del totale di 592 (197 contro 395). Passando a Trieste si registra una situazione quasi di parità nel numero dei morti (6 uomini contro 5 donne) mentre tra i feriti su un totale di 1139 persone coinvolte 718 sono di sesso maschile. «Grazie al progetto 4Safety FVG, realizzato con il contributo della Regione Friuli- Venezia Giulia, in questi anni sono state messe in campo tante iniziative in tema di sicurezza stradale» commenta la Presidente di AC Gorizia Cristina Pagliara. «Abbiamo cercato di coinvolgere tutte le fasce di età: dai bambini con gli spettacoli teatrali, ai ragazzi con lezioni nelle scuole, dallo sport come veicolo educativo, fino alla guida in sicurezza per i neopatentati cercando anche di raggiungere tutte le fasce della popolazione entrando nel Cara di Gradisca d’Isonzo o formando i numerosi lavoratori stranieri presenti sul territorio».

«Oggi l’educazione stradale necessita di un impegno condiviso e coordinato da parte di tutte le Istituzioni, molto abbiamo fatto ma tanto rimane ancora da fare. La tecnologia aiuta certamente, ma alla base della sicurezza ci deve essere la cultura. Il problema della sicurezza stradale richiede un approccio integrato che combini riforme legislative, interventi strutturali, controlli severi e educazione culturale. Se da una parte il rispetto delle regole deve nascere dalla consapevolezza del valore della vita, dall’altra solo operando tutti insieme riusciremo a far diminuire questi numeri: oggi, questo è il nostro obiettivo principale». «La strada verso la mortalità zero è ancora molto lunga e le cifre lo dimostrano – prosegue Pagliara- Le principali cause restano legate al fattore umano: distrazione dovuta all'uso dello smartphone, velocità eccessiva e guida sotto l'effetto di alcol o stupefacenti. Di conseguenza, è proprio sull’uomo che dobbiamo intervenire con un approccio multidisciplinare affinché in strada il rispetto delle regole, e soprattutto degli altri, non rappresenti un optional, ma un dovere primario».

Foto d’archivio Il Goriziano

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