Il Castello di Duino protagonista in Barcolana: la storia del maniero e l'eredità di Rilke al centro della promozione turistica

Il Castello di Duino protagonista in Barcolana: la storia del maniero e l'eredità di Rilke al centro della promozione turistica

A TRIESTE

Il Castello di Duino protagonista in Barcolana: la storia del maniero e l'eredità di Rilke al centro della promozione turistica

Di Redazione • Pubblicato il 10 Ott 2026
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Nello spazio ‘Io sono Friuli Venezia Giulia’, il principe Dimitri della Torre e Tasso ha raccontato l'identità della dimora tra gestione del patrimonio ed eventi culturali. In vista del centenario rilkeano del 2026, il focus è sul rafforzamento del turismo di qualità lungo la Riviera.

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Il Castello di Duino e la sua storia, intrecciata con quella della letteratura, dell’arte e della cultura europea, sono stati al centro dell’incontro “L’incanto dei castelli d’acqua: Miramare e Duino protagonisti della Riviera triestina”, organizzato venerdì 9 ottobre nell’ambito del programma di appuntamenti promosso da PromoTurismoFVG durante la Barcolana 58. L’iniziativa si è svolta nello spazio istituzionale “Io sono Friuli Venezia Giulia”, in piazza dell’Unità d’Italia a Trieste, dedicato alla promozione del territorio e delle sue eccellenze.

A confrontarsi sono stati il principe Dimitri della Torre e Tasso, proprietario del Castello di Duino, e Guido Comis, direttore del Museo storico e Parco del Castello di Miramare, intervistati dal giornalista Andro Merkù. Due realtà affacciate sul Golfo di Trieste, vicine geograficamente ma caratterizzate da storie e modelli di gestione differenti, accomunate dalla responsabilità di custodire e trasmettere un patrimonio di grande valore. Per Duino, il confronto ha rappresentato un’occasione per raccontare non soltanto il fascino architettonico del maniero, ma anche il patrimonio di storie, incontri e suggestioni letterarie che ne fanno una destinazione di particolare interesse per il turismo culturale regionale.

Il castello è infatti legato a figure di primo piano della cultura europea, tra cui il poeta Rainer Maria Rilke, del quale il 29 dicembre 2026 ricorrerà il centenario della morte. Il suo nome rimane indissolubilmente legato alle Elegie duinesi, composte anche a partire dalle suggestioni suscitate dal paesaggio e dal soggiorno nel castello. Accanto a Rilke, la storia della residenza richiama personalità come Eleonora Duse e Gabriele d’Annunzio, oltre a numerosi protagonisti della letteratura e della musica europea. Tra i nomi citati figurano Paul Valéry, Mark Twain, Victor Hugo, Johann Strauss e Franz Liszt. La tradizione associa inoltre al luogo, secondo una leggenda, anche Dante Alighieri.

È questo intreccio tra vicende personali, paesaggio e cultura a rendere il Castello di Duino molto più di una semplice attrazione turistica. La sfida, come emerso dal confronto, consiste nel valorizzarne la storia senza trasformarla in un prodotto da consumare rapidamente, preservando invece la capacità del luogo di suscitare curiosità, emozioni e conoscenza. Il castello è stato aperto al pubblico nel 2003 e da allora si è affermato anche come destinazione turistica. Per il principe Dimitri della Torre e Tasso, il compito è continuare a raccontarne l’identità attraverso un equilibrio tra accoglienza dei visitatori, tutela del patrimonio e apertura a nuove iniziative, senza perdere il legame con la storia della famiglia e del territorio.

Il tema della conservazione e della valorizzazione ha accomunato il Castello di Duino e quello di Miramare, pur nella diversità dei rispettivi modelli gestionali: privato il primo, pubblico il secondo. Il dialogo ha offerto l’occasione per riflettere sulle responsabilità di chi custodisce luoghi storici di questa importanza e sulla necessità di conciliare tutela, accessibilità, sostenibilità economica ed esigenze contemporanee. L’incontro, promosso da PromoTurismoFVG, ha posto inoltre l’accento sulla possibilità di rafforzare la collaborazione tra le due realtà, inserendole in una proposta turistica più ampia che metta in relazione castelli, mare, Carso e città. In questa prospettiva, la FVGcard può rappresentare uno strumento per favorire la scoperta di più luoghi e incentivare una visita del territorio meno frammentata.

A chiudere il confronto è stata una riflessione sul futuro. Come saranno il Castello di Duino e quello di Miramare tra trent’anni? Quale ruolo avranno nella vita culturale del territorio e quale eredità sapranno lasciare alle nuove generazioni? Domande che riportano al cuore della questione: mantenere vivi i luoghi storici senza snaturarli. Una responsabilità condivisa da Comis e della Torre e Tasso, concordi sull’importanza di trasmettere il patrimonio culturale alle generazioni future, affinché i due castelli possano continuare a raccontare la propria storia e a conservare la propria identità non soltanto nei prossimi trent’anni, ma anche nei secoli a venire.

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