Grandi vini della Contea, l’asta della pace raccoglie 51.400 euro

Grandi vini della Contea, l’asta della pace raccoglie 51.400 euro

Vini e solidarietà

Grandi vini della Contea, l’asta della pace raccoglie 51.400 euro

Di Sarah Marras • Pubblicato il 23 Ott 2026
Copertina per Grandi vini della Contea, l’asta della pace raccoglie 51.400 euro

Quindici etichette della storica classificazione dei Cru di Maria Teresa protagoniste dell’iniziativa transfrontaliera tra Gorizia e Nova Gorica, a sostegno del patrimonio storico e vitivinicolo del territorio.

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Nel pomeriggio di oggi, venerdì 23 ottobre 2026, si è svolta la quinta asta di beneficenza dei Grandi Vini della classificazione CRU dell’imperatrice Maria Teresa, realizzata in collaborazione con la casa d’aste Dorotheum. L’iniziativa ha riunito viticoltori italiani e sloveni attorno a un progetto che lega la valorizzazione delle produzioni enologiche del territorio alla tutela del patrimonio storico e culturale transfrontaliero.

Il programma si è aperto con una tavola rotonda a Palazzo Coronini Cronberg, dove nel 1836 il re di Francia Carlo X trascorse gli ultimi giorni della sua vita. Al centro del confronto la storia della classificazione del 1787, che ordinò i vigneti della Contea di Gorizia, da Aquileia alla Valle del Vipacco, sulla base della qualità dei terreni. Il sistema si inseriva nella tradizione catastale avviata sotto Maria Teresa d’Austria, che prevedeva la rilevazione e la valutazione delle proprietà anche in rapporto alla loro qualità e resa. Una classificazione che precedette di 68 anni quella bordolese del 1855 e che oggi rappresenta un riferimento storico per la riscoperta delle potenzialità vitivinicole dell’area. Durante l’incontro sono stati approfonditi il significato di questo patrimonio, la sua influenza sulla produzione contemporanea e le prospettive di sviluppo della regione transfrontaliera.

L’asta di beneficenza si è tenuta nella cantina del convento francescano di Castagnevizza, a Nova Gorica, con quindici vini protagonisti, proposti in lotti da 300 bottiglie e ottenuti da singole varietà provenienti da selezionati siti CRU. Si tratta di produzioni legate a parcelle individuate dalla storica classificazione, secondo criteri che puntano a valorizzare le caratteristiche dei singoli vigneti e la qualità delle uve. I vini sono sottoposti a specifici requisiti produttivi, con attenzione alle pratiche biologiche e biodinamiche, al rispetto dell’ambiente e al contenimento delle rese. Anche l’affinamento, previsto per 12 mesi in botte e altri 6 in vasca, rientra nel percorso di valorizzazione di queste produzioni.

Approvati da una commissione speciale, i vini esprimono diversità ed eleganza: se i bianchi si distinguono per le note floreali e la mineralità, i rossi offrono profondità e morbidezza vellutata. Chardonnay, Rebula, Friulano-Jakot, Malvasia, Pinot Nero, Refosco e Merlot sono alcune delle varietà presenti nella classificazione, riscoperta dallo storico Stefano Cosma. Oggi questi vini rappresentano l’orgoglio dell’Associazione della Classificazione dei Cru, che riunisce viticoltori di Slovenia e Italia in una visione comune di amicizia, pace ed eccellenza.

L’asta è stata presentata e condotta da Camilla Tinnacher e Phillip von Hutten, banditori della casa d’aste Dorotheum. Tra i presenti anche il sindaco di Gorizia, lo storico Stefano Cosma e Boštjan Horvat, superiore del monastero francescano di Castagnevizza, che ha inaugurato l’appuntamento con una benedizione, insieme a diversi ospiti internazionali.

I quindici vini sono stati presentati uno alla volta, con una base d’asta di 3.000 euro per ciascun lotto da 300 bottiglie. Gli offerenti hanno formulato le proprie proposte conoscendo esclusivamente la tipologia del vino e la famiglia del vitigno, senza sapere quale fosse l’azienda produttrice. Tra i lotti più contesi si sono distinti “Theodoro” e “Sotto la quercia”, entrambi aggiudicati per 6.000 euro. Poco sotto, “Baraka” e “Zala” sono stati venduti a 4.400 euro ciascuno. Il ricavato complessivo della prima fase dell’asta ha raggiunto i 51.400 euro.

I fondi raccolti sosterranno il restauro del monastero francescano di Castagnevizza, in particolare gli affreschi della cappella danneggiati da un terremoto, e gli interventi a Palazzo Coronini Cronberg a Gorizia. Per quest’ultimo sono previsti lavori in due saloni di rappresentanza al piano nobile, che interesseranno anche arredi lignei, arazzi e tappezzerie. La raccolta contribuisce così alla conservazione di luoghi legati anche alla storia di Carlo X, la cui vicenda unisce simbolicamente i due versanti del confine: il sovrano morì infatti a Palazzo Coronini nel 1836 e riposa nella cripta del monastero di Castagnevizza.

L’edizione di quest’anno ha introdotto anche una novità per gli aggiudicatari: la possibilità di apporre la propria firma su ciascuna delle 300 bottiglie borgognotte del lotto acquistato, attraverso etichette commemorative esclusive, create appositamente per l’occasione. La giornata si è conclusa con una seconda fase dedicata ai lotti da dodici bottiglie, proposti a partire da 120 euro ciascuno secondo il catalogo della casa d’aste. La vendita delle bottiglie in serie limitata affianca quella delle botti complete, offrendo un’ulteriore modalità di partecipazione all’iniziativa benefica e di sostegno ai restauri.

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