UNIVERSITÀ
Gorizia, ultima Lectio Magistralis del professor Pietro Neglie al SID
Il centro conferenze dell’Università di Trieste a Gorizia folta di ex studenti per ascoltare il professore emerito di Storia Contemporanea e pietra miliare del corso.
Si è tenuta oggi, lunedì 5 ottobre, la cerimonia di pensionamento del professor Pietro Neglie insegnante dell’Università degli Studi di Trieste, al Corso di Scienze Internazionali e Diplomatiche. Autore di libri, con un curriculum vitae di alto spessore. Nato a Roma ma vive in Friuli da decenni, è ritenuto uno dei più illustri storici d’Italia, studente e poi collaboratore di Renzo de Felice. Nei suoi quasi trent’anni a Gorizia è stato il professore di migliaia di giovani menti, dedicato alla ricerca e alla formazione, diventando un monumento dell’università.
La conferenza organizzata dagli ex studenti in collaborazione con le associazioni studentesche ASSID e MSOI, si è aperta con i saluti istituzionali da parte di: Georg Meyr capo del Dipartimento SID, l’assessore alle politiche universitarie Chiara Gatta, il professore dell’università Moreno Zago e il presidente del consorzio universitario Sergio Orzan. «Il compito dell'università è fornire agli studenti gli strumenti per porsi domande sempre migliori», ha sottolineato il presidente Sergio Orzan. È stato evidenziato come la storia influenzi non solo l’analisi degli eventi odierni, ma anche le previsioni sul futuro, sia a livello locale che internazionale. I relatori hanno condiviso il valore di coinvolgere i giovani del territorio in questo genere di attività.
Il concetto cardine della cerimonia è stato che – per dirla alla Carlo Levi - «il futuro ha un cuore antico». La lezione ha seguito questo principio. Il professor Neglie dopo aver ringraziato gli studenti ha iniziato il suo discorso parlando dei nuovi ordini geopolitici, dello scontro ideologico tra Occidente e Oriente per poi legarsi alla storia del territorio. Ha spiegato questi concetti in modo lineare e chiaro. Il professore ha affermato: «Territori di confine come il Friuli sono testimoni di questi cambiamenti storici, che vanno dalla storia romana fino alla guerra fredda». Un unicum a livello italiano. Il professore ha parlato di identità europea e l’origine di matrice cattolica di questo valore. Un processo tuttora in atto che comprende in sé i diversi passaggi verso l’Unione Europea. Non si è trattenuto da critiche verso il sistema di integrazione ed auspica ad un’osmosi culturale ed emotiva.
«GO!2025 dimostra che questa città ha saputo fare i conti con la propria storia e trasformare un confine di divisione in un luogo di incontro», ha risposto Neglie alle domande degli ex studenti. Dagli scontri della Prima Guerra Mondiale, quella che come condiviso da diversi storici definisce “Guerra civile europea”. In cui Gorizia e la sua provincia sono diventate campo di battaglia. Ne sono derivati un forte senso nazionalista e di avversità verso lo straniero, per poi passare grazie al dialogo tra nazioni ad un nuovo spirito di tolleranza ed inclusione. Necessario in una regione come il Friuli, intreccio di lingue e culture diverse. Un processo non privo di rigurgiti nostalgici ma probabilmente impossibile da fermare. La lezione si è conclusa con la visione di videomessaggi inviati da ex studenti del professore, con ringraziamenti di rito da parte del personale docente. Il professor Neglie si è mostrato fiducioso del passaggio di testimone verso il professore che raccoglierà la sua eredità accademica, fa un augurio alle nuove generazioni di studenti del SID.
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