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Gorizia e la città sottoterra, gli speleologici aprono le antiche cripte

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Gorizia e la città sottoterra, gli speleologici aprono le antiche cripte

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 29 Giu 2022
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Il viaggio a Sant'Ignazio, dove sono conservate le tombe di nobili e gesuiti.

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Si scende di qualche metro sotto terra, mentre le lancette dell’orologio tornano indietro di secoli. Questa pomeriggio, il gruppo speleologico Seppenhofer di Gorizia ha aperto la botola che porta nelle cripte di Sant’Ignazio, parte di quell’universo sotterraneo e molto poco conosciuto che sono i sotterranei della fu Nizza asburgica. Oltre a questo luogo, infatti, sono numerosi i punti e collegamenti che si snodano attraverso le parti più profonde della città, frutto di secoli di lavoro tra i luoghi più importanti.

Uno di questi era proprio la chiesa di piazza Vittoria, edificata dai gesuiti che proprio sotto di essa molti di loro trovano ancora oggi riposo. Appena scesi, infatti, i visitatori incontrano le iscrizioni sulle pareti di nomi di antichi prelati dell’ordine, riportanti anche la data di nascita e l’età a cui morirono. Si tratta di date del Settecento, secolo in cui venne inaugurata la chiesa anche se la sua realizzazione richiese numerosi anni: se nel 1716 ci fu la consacrazione dell’altare maggiore, solo nel 1767 ci fu quella della chiesa.

Proseguendo nel percorso, si intravedono gli effetti dei lavori fatti all’impianto di riscaldamento e il rifacimento dei pavimenti tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta. Parte della scalinata principale, da cui si accedeva attraverso la botola nei pressi dell’altare, è stata distrutta, facendo spazio ai tubi che scorrono. Un lavoro fatto senza badare molto alla preservazione storica del sotterraneo, ma permettendo comunque di riscoprirne diversi aspetti. Quando venne fatta la bonifica, infatti, emersero diversi scheletri.

Lì accanto, si trova la cripta delle famiglie nobili, con un’incisione risente a fine Seicento. Lo spiraglio d’aria che si avverte è quello proveniente da un collegamento con i finestroni esterni della chiesa, permettendo di avere un collegamento diretto con l’esterno. Numerose le storie che ruotano attorno a questo angolo nascosto di città, sul quale si è più volte cercato di indagare su possibili collegamenti con altre parti della chiesa. Altre cripte sono state rivenute in altri punti, ma ad oggi non sono emersi condotti comuni.

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