Gorizia, 'Musica cortese' si chiude con l'Ensemble Dialogos e Pino De Vittorio: ecco lo spettacolo 'Arianna Viva'

Gorizia, 'Musica cortese' si chiude con l'Ensemble Dialogos e Pino De Vittorio: ecco lo spettacolo 'Arianna Viva'

L'EVENTO FINALE

Gorizia, 'Musica cortese' si chiude con l'Ensemble Dialogos e Pino De Vittorio: ecco lo spettacolo 'Arianna Viva'

Di REDAZIONE • Pubblicato il 06 Ott 2026
Copertina per Gorizia, 'Musica cortese' si chiude con l'Ensemble Dialogos e Pino De Vittorio: ecco lo spettacolo 'Arianna Viva'

Appuntamento a Palazzo Attems il 10 ottobre alle 20.30. La messinscena ripercorre il mito di Arianna e le Metamorfosi di Ovidio tra Trecento e Cinquecento, mostrando come essi parlino ancora al presente.

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Tocca l’epilogo la ventitreesima edizione di Musica Cortese, il festival internazionale di musica antica organizzato dal centro di ricerca giuliano Dramsam con l'ampio programma “Santi, Poeti e Navigatori”. Sabato 10 ottobre, alle ore 20.30, sarà la cornice di Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia ad accogliere l’appuntamento conclusivo, ovvero lo spettacolo “Arianna viva. Ovidio nell’Italia medievale e rinascimentale”. 

La serata sarà introdotta alle ore 19 da una visita guidata al palazzo, cui seguirà l’aperitivo “Cortese”. Protagonisti del concerto saranno l’Ensemble Dialogos, diretto dalla musicologa e cantante Katarina Livljanić, e il celebre tenore Pino De Vittorio, l'ultima vera figura di una tradizione unitaria in cui azione scenica, parola e suono si fondono per restituire la nostra storia culturale più profonda. 

Il progetto è un originale percorso che ripercorre la fortuna del mito di Arianna e delle Metamorfosi di Ovidio nella cultura italiana tra Trecento e Cinquecento. Sul palco, assieme a loro, ci sarà la formazione composta da Albrecht Maurer alla viola da braccio, Norbert Rodenkirchen ai flauti e Bor Zuljan al liuto, uniti nel ricreare un linguaggio sonoro che fonde rigore filologico e improvvisazione, ispirati dalla tradizione canora dell’ottava rima. In questo nuovo progetto, la messa in scena, costruita sul dialogo tra corpi, musica, luce e immagini, esplora le dualità di parola e silenzio, ombra e luce, movimento e immobilità, conducendo alla dimensione eterna del mito. Passato e presente si intrecciano in un viaggio fuori dal tempo, dove una cantante, trasportata dal proprio canto in uno spazio estatico, incontra la propria voce e scopre che essa, come l’anima, attraversa i secoli incarnandosi in corpi diversi. 

La presenza di Pino De Vittorio aggiunge una dimensione teatrale e profondamente umana all’esecuzione. Attore e cantante di formazione, De Vittorio ha costruito un itinerario artistico unico in cui teatro, musica antica e tradizioni vocali del Mezzogiorno si incontrano senza rigide separazioni. Dalla storica collaborazione con i Pupi e Fresedde alle esibizioni con la Cappella della Pietà de’ Turchini, la sua vocalità duttile e fortemente espressiva attraversa repertori colti e popolari, trasformando ogni canto in gesto, parola e personaggio. Come ha scritto il critico Franco Pavan, ascoltare De Vittorio permette di «riconoscere una parte della nostra storia, della nostra cultura, del nostro sentire più profondo e remoto».

Lo spettacolo, realizzato in collaborazione con l’Altolivenza Festival, non è una mera ricostruzione archeologica, ma un’opera aperta che restituisce al pubblico la vitalità eterna del mito classico filtrato attraverso la sensibilità medievale e rinascimentale. Le Eroidi di Ovidio diventano così una riflessione universale sui desideri e le perdite, dimostrando che i miti continuano a parlare al presente.

Foto di Marko Lorenzo Blaslov

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