Gorizia, al Kulturni dom ‘Gli occhi di Argo’, la mostra con gli scatti dei non vedenti

Gorizia, al Kulturni dom ‘Gli occhi di Argo’, la mostra con gli scatti dei non vedenti

L'ESPOSIZIONE

Gorizia, al Kulturni dom ‘Gli occhi di Argo’, la mostra con gli scatti dei non vedenti

Di REDAZIONE • Pubblicato il 19 Ott 2026
Copertina per Gorizia, al Kulturni dom ‘Gli occhi di Argo’, la mostra con gli scatti dei non vedenti

Accanto alle fotografie degli anni Cinquanta e Sessanta di Gianni Placido Borghesan, uno dei padri del Neorealismo friulano, ci sono le immagini realizzate all'aperto con l'accompagnamento dei fotografi di ‘Obbiettivo Immagine’.

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Giovedì 22 ottobre, alle 11, il Kulturni dom Gorica, in via Italico Brass 20 a Gorizia, inaugura la mostra fotografica "Gli occhi di Argo", terza esposizione della 22esima edizione della rassegna "Questa Volta metti in scena... L'Aurora". Sarà visitabile fino al 7 novembre, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

«Ispirata da Argo, il mito greco dai cento occhi disseminati sul corpo», spiega Lorena Matic, che ha ideato e diretto il progetto, prodotto e organizzato dall'Associazione culturale Opera Viva, «la mostra propone fotografia storica e contemporanea, nonché scatti realizzati da autori non vedenti». Il nucleo storico, con fotografie degli anni Cinquanta e Sessanta, nasce dalla collaborazione con il Craf, il Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia, ed è dedicato a Gianni Placido Borghesan, classe 1924, «considerato uno dei padri del Neorealismo friulano». La parte contemporanea è allestita con gli scatti dei fotografi di Obbiettivo Immagine, associazione fotografica di Gradisca d'Isonzo, i cui autori hanno inoltre accompagnato le persone non vedenti a realizzare fotografie all'aperto. Un'esperienza che, aggiunge Matic, ha permesso di vedere le cose da «un inedito punto di vista».

Secondo la presentazione, la mostra offre stralci di vita quotidiana attraverso epoche, linguaggi e sensibilità diverse: soggetti che sembrano vivere un momento sospeso e libero, in cui il tempo rallenta senza che necessariamente accada qualcosa. Il dialogo tra la fotografia di ieri e quella di oggi fa emergere nell'ordinario qualcosa di inatteso e trasforma l'attimo anonimo in un possibile racconto. Argo, il custode dai molti occhi, ricorda che gli occhi non sono solo quelli che vedono, ma anche quelli che ascoltano, percepiscono, ricordano e immaginano.

Il progetto si realizza con il sostegno della Regione Fvg, il contributo di Fondazioni Casali Ets, dell'Inaf-Osservatorio astronomico di Trieste, dell'Unione Italiana, della Can di Pirano e della Zkb, e con la collaborazione dei Comuni di Trieste e di Monfalcone, del Craf, del Kulturni dom Gorica e di Obbiettivo Immagine.

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