LA MOSTRA
Gorizia, buone pratiche e testimonianze si trasformano in arte con ‘Stato di Confine’
Il progetto partecipativo 'In ascolto. Tracce lungo il margine' di 'QuiAltrove' con l’artista Matteo Attruia ha permesso di rappresentare il proprio concetto di limite attraverso workshop dedicati.
L’associazione culturale goriziana QuiAltrove ha presentato oggi, martedì 17 febbraio, il progetto artistico partecipativo “In ascolto. Tracce lungo il margine”, realizzato con l’artista Matteo Attruia, il cui esito conclusivo è la mostra-installazione dal titolo “Stato di Confine”. Presenti in mattinata l’artista della mostra, il vicepresidente dell’associazione goriziana Fabio Bonetta, la responsabile del progetto Fabiana Vidoz, il critico d’arte Daniele Capra e il vicesindaco Chiara Gatta.
L’iniziativa è stata realizzata con il contributo della Regione Autonomia Friuli Venezia Giulia e del Comune di Gorizia, insieme ai Comuni di Palmanova, San Vito al Tagliamento, Trieste, all’associazione BlueBird e alla Comunità San Vito al Tagliamento al Campo Onlus.
Il percorso è nato per indagare il concetto di confine in un territorio dove il confine non è soltanto una linea geografica, ma una condizione storica, sociale e simbolica inscritta nella vita delle persone. Il progetto nasce soprattutto dal dialogo con i diversi comuni partner con l’obiettivo di rielaborare il concetto di confine attraverso il coinvolgimento di giovani, migranti, anziani e persone fragili e in condizioni di vulnerabilità, categorie spesso poste ai margini del discorso pubblico.
«Abbiamo voluto indagare ancora una volta questo tema – ha spiegato la responsabile del progetto Fabiana Vidoz - ma lo abbiamo fatto a modo nostro. Noi goriziani, che non lo vediamo come una linea geografica, abbiamo voluto sondare questo concetto sotto punti di vista inediti, soprattutto sul piano individuale e nei suoi aspetti psicologici. L’abbiamo voluto fare lontano da Gorizia e con gruppi di persone speciali per capire questo termine che significato assumesse per loro attraverso l’arte contemporanea che per noi ha una funzione fondamentale sia come strumento di inclusione, di partecipazione».
Questa, infatti, è stata la prima fase dell’iniziativa “In ascolto”. Grazie ai workshop e incontri dedicati nei vari comuni partner ogni partecipante è stato libero di esprimere in modo autentico e personale il proprio concetto di confine, tramite parole, disegni, emozioni. Nella seconda fase è subentrato l’artista che ha rielaborato il materiale raccolto, trasformandolo in linguaggio artistico attraverso l’arte contemporanea. «Ogni workshop è stata una formazione prima di tutto per me – ha raccontato Matteo – dove ho fatto un lavoro di sottrazione di me stesso cercando di lasciare spazio ad un’empatia che fosse sostanza e che ci portasse poi ad un risultato che è quello che vedete esposto. Alla fine di ogni incontro, inoltre, abbiamo chiesto ai partecipanti una parola che descrivesse ciò che avevamo fatto e quelle parole sono state montate senza continuità in un video che è posizionato alla fine del percorso espositivo».
La terza e ultima parte del progetto, infatti, ha riguardato proprio l’allestimento della mostra “Stato di Confine”, esito di tutta l’esperienza, nello spazio The Circle in via Rastello 91. Qui sarà possibile osservare, in chiave artistica, le testimonianze raccolte da tutti i partecipanti, esperienze trasformate in un processo artistico condiviso. «Io ho tentato nella preparazione di non dare giudizio delle opere, ma semplicemente mostrarle per come sono – ha continuato l’artista – la scelta di uno strumento come il plexiglass voleva proprio rappresentare il confine come un luogo bifacciale, leggibile sia da una parte che dall’altra del muro». Il titolo dell’esposizione nasce da un ribaltamento linguistico: da “Confine di Stato” si passa a “Stato di Confine” inteso come condizione emotiva, politica e simbolica.
Il critico d’arte Daniele Capra ha raccontato come questo progetto rappresenta un cambiamento importante nella storia dell’artista. «In passato le sue opere nascevano soprattutto da esperienze personali, conversazioni e riflessioni intime. Invece qui, per la prima volta, l’artista lavora con persone esterne e costruisce un’opera collettiva. L’artista non è più solo autore individuale ma parte di qualcosa di più grande dando come risultato un’opera finale che è frutto di molte voci e molte mani – ha concluso – in questo caso il ruolo dell’artista non è quello di dimostrare, ma di rendere visibile quello che già c’è e Matteo questo lo ha fatto bene».
L’inaugurazione della mostra/installazione è prevista per sabato 21 febbraio alle 17 nello spazio The Circle in via Rastello 91 dove resterà visitabile fino al prossimo 22 marzo. Gli orari di apertura saranno dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 18. Sabato e domenica su appuntamento all’indirizzo mail info@quialtrove.it.
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