il voto
Fvg boccia la cittadinanza italiana per Patrick Zaki, respinta la mozione
Fronte contrario della maggioranza, naufraga l'appello per supportare lo studente dell'Università di Bologna da oltre un anno in carcere.
La concessione della cittadinanza italiana a Patrick George Zaki (nella foto), il ricercatore egiziano dell'Università di Bologna arrestato all'aeroporto del Cairo il 7 febbraio 2020 e da allora in carcere, non è affare del Consiglio regionale. àˆ risuonata così la votazione che ha visto i gruppi di maggioranza respingere compatti, con 25 no e nessuna astensione, la mozione di Furio Honsell (Open Fvg), Massimo Moretuzzo (Patto), Tiziano Centis e Simona Liguori (Cittadini), Chiara Da Giau e Diego Moretti (Pd) e Ilaria Dal Zovo (M5S), a cui non sono bastati 19 sì delle opposizioni e quello di Walter Zalukar del Misto.
L'impegno chiesto alla giunta regionale dai proponenti era di sostenere presso il governo la richiesta di cittadinanza, nonché attivarsi anche in ambito di Conferenza delle Regioni affinché giungesse a una deliberazione analoga. Nel documento, non si mancava di far presenti i vari atti già intrapresi a livello comunale e nazionale, non ultima la mozione 218 approvata dalla nostra Assemblea legislativa con voto unanime il 10 dicembre 2020, nella quale si invitava l'amministrazione Fedriga ad attivarsi presso il governo per sollecitare ogni azione possibile per giungere a una scarcerazione di Zaki.
Ribadite le posizioni dei firmatari, ferma anche la posizione della Lega per bocca del capogruppo Mauro Bordin che si è detto dispiaciuto "per ciò che sta vivendo Zaki, crediamo si debba applicare ogni azione per la sua scarcerazione, ma parliamo di un ragazzo egiziano. Non basta che studi a Bologna perché ci sia una correlazione con la cittadinanza italiana, che invece è legata a ben determinati valori e principi su cui si fonda la nostra società ". Ancora più determinato Claudio Giacomelli (FdI), che dopo aver ricordato di essersi complimentato con Honsell per la mozione sulla morte conseguente a torture di Giulio Regeni, ha però sottolineato che "ci sono 60mila detenuti politici in Egitto".
"Speriamo tutti che il caso Zaki si risolva - ha sottolineato -, ma la cittadinanza è altra cosa. Invece si può concordare sul fatto che anche se l'Italia gliela riconoscesse, per lui non cambierebbe nulla, il governo si mostrerebbe inefficace allo stesso modo. Non possiamo lavarci la coscienza semplicemente con delle mozioni degli enti locali quando abbiamo lasciato, nello scorso Governo, che l'Egitto entrasse a far parte dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, la massima espressione internazionale dei diritti civili".
Dalla minoranza, arriva la reazione contrariata del Movimento 5 stelle: “Incomprensibile il voltafaccia di Lega e Forza Italia in merito alla concessione della cittadinanza italiana a Patrick George Zaki - ha commentato Ilaria Dal Zovo -. Il centrodestra si è schierato compatto contro questa mozione, ma lascia interdetti il cambio di atteggiamento di Lega e Forza Italia, che al Senato hanno votato a favore di un analogo testo, mentre in Consiglio regionale si sono espressi in maniera opposta. Dalla Regione di origine di Giulio Regeni ci sarebbe voluto un segnale di coesione su un'altra vicenda inquietante nei rapporti tra Italia ed Egitto”.
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