la posizione
Fratelli d'Italia boccia l'unione di Gorizia e Nova Gorica di Pettarin: «Affermazioni inutili»
Dura replica del gruppo del centrodestra, che attacca il deputato forzista. L'appello per ottenere la Zona economica speciale.
“Con grande stupore apprendiamo che un parlamentare italiano eletto dal centrodestra, auspicherebbe una fusione tra città di diversi Stati con differenti leggi, non rammentando quanto sia successo nel corso della storia recente in queste periferiche terre italiane del Nordest". La presa di posizione arriva dal gruppo di Gorizia di Fratelli d'Italia, dopo le parole di Guido Germano Pettarin (Forza Italia) sui rapporti sempre più stretti tra la città e Nova Gorica. La compagine prende quindi "le distanze dalle dichiarazioni di questo onorevole che, una volta andato a Roma, ha dimenticato la sua identità e la sua appartenenza politica non risultando peraltro di nessun aiuto allo sviluppo economico della sua città ”.
“Quando parla di città unica - prosegue FdI - è perfettamente consapevole dell'impossibilità ed anche dell'inutilità delle sue affermazioni. Il Gect e la Capitale della cultura europea sono frutti delle differenze e identità che ci contraddistinguono, ma anche della collaborazione e del rapporto che si è venuto a creare nel corso dell'ultimo decennio. Solo mantenendo questo status quo, queste diversità nazionali saremo un eccellenza agli occhi dell'Europa che in noi vede un esempio di integrazione. L'onorevole in questione dovrebbe rammentare le differenze abissali delle macchine burocratiche italiane e slovene, dovrebbe ricordarsi la difficoltà economica ed il depauperamento industriale che Gorizia ha subito con l'eliminazione della Zona Franca".
"Il gruppo consiliare di Fdi rivendica l'identità nazionale di Gorizia e del suo territorio ed allo stesso tempo riconosce l'opportunità politica ed economica del GO2025 e del Gect". Poi l'appello: “La nostra richiesta al sindaco Ziberna è sempre la stessa da quattro anni, riuscire ad ottenere per Gorizia la Zona economica speciale (Zes) che permetta di abbassare il carico fiscale su determinate categorie di prodotti in maniera da poter essere concorrenziali con la vicina Slovenia ed attrarre investimenti industriali che possano creare posti di lavoro ridando a Gorizia la linfa di cui necessita. Chi è a Roma si ricordi da dove è partito, non solo parlandone l'idioma in Parlamento, ma con atti concreti e richieste al governo di cui fa parte”.
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