l'ordine del giorno
Forum porta il caso Regeni in consiglio comunale a Gorizia, si punta al voto unanime
L'appello alla giunta di farsi parte attiva nella richiesta di verità . Il precedente del Consiglio regionale.
L'appello per arrivare alla verità sul caso di Giulio Regeni arriverà per la prima volta all'ordine del giorno in consiglio comunale a Gorizia. Nella prossima riunione dell'assemblea, in programma lunedì e martedì pomeriggio in videoconferenza, il gruppo Forum presenterà infatti una richiesta alla giunta affinché aderisca alla campagna di Amnesty International, oltre a far propria la richiesta di giustizia sul caso nato ormai cinque anni fa e sensibilizzare l'opinione pubblica sulle violazioni dei diritti umani e sui crimini di tortura. Un atto che segue il flash mob a dicembre davanti al municipio (nella foto) e supportato dalle associazioni che vi parteciparono.
“àˆ una richiesta al sindaco - spiega il capogruppo Andrea Picco - affinché si faccia parte attiva nella richiesta al governo di fermare la vendita di armi all'Egitto e a tutti quegli stati che utilizzano sistematicamente la tortura. Richiediamo anche il ritiro dell'ambasciatore italiano da Il Cairo, oltre che verità e giustizia per Regeni e Patrik Zaky”. In occasione di quella manifestazione, venne lasciato uno striscione giallo attaccato al palazzo del municipio, poi rimosso per due volte. “L'abbiamo allora consegnato all'assessore Bellan - prosegue Picco - e in quell'occasione è emersa la possibilità di fare quest'ordine del giorno, coinvolgendo l'amministrazione”.
L'obiettivo, quindi, è raccogliere adesioni da tutti gli schieramenti, anche alla luce della mozione sul tema presentata dalla Lega in Consiglio regionale e approvata all'unanimità , qualche settimana fa. Nel documento, viene ripercorsa tutta la cronistoria della vicenda internazionale, a partire da quel 3 febbraio 2016, quando venne ritrovato il corpo del 28enne di Fiumicello lungo una strada di Giza. Tre anni e mezzo dopo, verrà creata la Commissione parlamentare d'inchiesta, mentre lo scorso dicembre la Procura di Roma ha concluso le indagini. àˆ stata così formalizzata l'accusa a quattro funzionari dei servizi nazionali di sicurezza egiziani, ignorata però dall'Egitto.
Così come è stata ricordata la vicenda di Zaky, studente egiziano dell'Università di Bologna. 27enne, l'attivista della ong Eipr è stato arrestato il 7 febbraio 2020 con l'accusa di istigazione al rovesciamento del governo e della Costituzione. Rischia da 13 a 25 anni di carcere e da allora si trova rinchiuso, senza un regolare processo. La stessa mozione è già stata presentata in altri comuni e ora l'obiettivo è che Gorizia possa inviarla - una volta approvata - anche ai presidenti del più ampio numero possibile di Assemblee in Italia, per chiedere che venga messa all'ordine del giorno per poter essere votata. àˆ la prima volta che un atto sul tema viene discusso in Aula.
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