I commenti
«Fornire ai cittadini gli strumenti contro le infiltrazioni mafiose», il monito di Cattarini
L'esponente dem dice la sua sul tema. Morsolin, «da anni a Monfalcone non parliamo di legalità ».
Legalità , subappalto, presenza della Mafia nel tessuto sociale e produttivo. Riccardo Cattarini non ha usato mezzi termini e, anzi, portando alla mano alcuni dati, descrivendo la situazione che una parte del comparto produttivo locale e commerciale sta vivendo e portando all'attenzione della candidata sindaco della sinistra monfalconese, Cristiana Morsolin, alcune richieste e proposte. Non conferma né smentisce quanto emerso nei giorni scorsi circa una sua possibile uscita di scena dalla corsa al municipio monfalconese.
In ogni caso, lasciate da parte le illazioni di natura politica, Cattarini ha definito un “contrabbando politico comunicativo” quanto emerso da controlli e riunioni sulla sicurezza nel territorio. “Non mi sento al sicuro come cittadino se vengo a sapere che una persona che orina viene multata mentre in una grande azienda del territorio ci possono essere attività legate a organizzazioni di stampo mafioso”.
Ma andiamo con ordine. A introdurre le dichiarazioni di Cattarini la stessa Morsolin: “Da anni in questa città non si sente parlare di legalità . Purtroppo, anche in questi giorni la commissione antimafia sottolinea che ci sono delle aree da attenzionare per la presenza della ‘Ndrangheta. Bisogna rendere consci i cittadini della situazione”.
Cattarini si è soffermato sul termine “degrado”, a suo dire utilizzato in modo sbagliato. “Sembra che a Monfalcone si debba girare con il giubbotto antiproiettile ma i numeri del ministero della Giustizia e della Regione ci dicono che la nostra provincia è tranquilla, tra le più sicure in Italia”.
Quanto dovrebbe far preoccupare non sono “i 3200 delitti su tutta la provincia, che non sono il degrado, bensì gli arresti che sono stati effettuati per l'articolo 416 bis, ovvero il reato di stampo mafioso”. All'interno “di una grande azienda del territorio ci sono tante ditte in subappalto che non solo non hanno storia, quindi sono nate poco prima di entrare come appaltatrici, ma hanno sede fuori dal territorio regionale, spesso in Campania”. Dunque, da parte della municipalità Cattarini dice di aspettarsi non solo maggiori azioni ma anche un lavoro di informazione nei confronti dei cittadini.
“Il tessuto commerciale va sostenuto con miglioramenti e non solo con fondi”. Cattarini punta il dito anche su situazioni poco chiare accadute nel territorio, “dove, mi giunge notizia, ad alcuni è stato proposto l'acquisto del negozio in contanti con somme non enormi ma dignitose”.
I cittadini, dunque, devono “avere gli strumenti per capire e contrastare certi fenomeni”, conclude Cattarini Â
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