Ferrovie, la lunetta di Gorizia attesa entro fine 2026. Fasiolo: «Basta isolamento, servono fatti»

Ferrovie, la lunetta di Gorizia attesa entro fine 2026. Fasiolo: «Basta isolamento, servono fatti»

L'INFRASTRUTTURA

Ferrovie, la lunetta di Gorizia attesa entro fine 2026. Fasiolo: «Basta isolamento, servono fatti»

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 22 Ott 2026
Copertina per Ferrovie, la lunetta di Gorizia attesa entro fine 2026. Fasiolo: «Basta isolamento, servono fatti»

L’assessore regionale Cristina Amirante fa il punto sul potenziamento della rete, sui collegamenti con Slovenia e Austria e sul rilancio del traffico merci. La consigliera del Pd chiede tempi certi per le opere e una soluzione stabile per i passeggeri.

Condividi
Tempo di lettura

La lunetta ferroviaria di Gorizia dovrebbe entrare nella fase dei lavori entro la fine del 2026, mentre prosegue la programmazione degli interventi per potenziare la linea Udine-Gorizia-Monfalcone e rafforzare i collegamenti con Slovenia e Austria. Sono alcuni dei punti affrontati il 21 ottobre in IV Commissione regionale dall’assessore alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, chiamata a fare il punto sulle prospettive del nodo ferroviario goriziano e sulle strategie per migliorare i servizi passeggeri e merci. Sul tema interviene anche la consigliera regionale del Partito democratico Laura Fasiolo, che accoglie positivamente l’attenzione riservata alla questione, ma sollecita il passaggio dalle dichiarazioni agli interventi concreti: «Non è ammissibile che Gorizia sia ancora sacrificata e tagliata fuori dalla rete ferroviaria del resto del Paese. Servono due vie d’uscita: non basta Opicina, serve il nodo di Gorizia con la lunetta».

La capacità della rete

Tra gli interventi individuati dalla Regione figura il potenziamento tecnologico della tratta Udine-Gorizia-Monfalcone, lunga circa 46 chilometri e inserita nella programmazione del contratto di programma di Rfi. L’aggiornamento dei sistemi di distanziamento e di gestione della circolazione consentirà di aumentare la capacità della linea, ampliare la disponibilità di tracce ferroviarie e migliorare gli standard di sicurezza. Si tratta di condizioni importanti anche per valutare nuovi servizi passeggeri, compresi quelli internazionali.

«Gli operatori ferroviari chiedono infrastrutture in grado di garantire maggiore capacità e affidabilità. L’aggiornamento tecnologico programmato da Rfi rappresenta pertanto un passaggio importante per valutare nuove opportunità di servizio, anche nei collegamenti internazionali», ha spiegato Amirante. La Regione sostiene inoltre lo sviluppo della linea Monfalcone-Udine, considerato una condizione necessaria per valorizzare il raccordo Ronchi Sud-Ronchi Nord e ampliare le possibilità di utilizzo della rete, comprese quelle relative alla sosta dei treni a Mossa.

È proprio sul collegamento tra Ronchi Nord e Ronchi Sud che Fasiolo insiste, richiamando quanto già evidenziato nella propria mozione sul rafforzamento dei passaggi ferroviari a Gorizia. La consigliera considera il raccordo un tassello fondamentale per consentire ai convogli di raggiungere il resto d’Italia senza dover effettuare inversioni di marcia e senza imporre cambi di treno ai viaggiatori. «Di questo si parla a ruota libera da oltre un decennio: le responsabilità, o corresponsabilità, sono numerose, e non si tratta di cercare colpe, ma di mettere finalmente la parola fine a questa vicenda», osserva. La consapevolezza delle criticità, aggiunge, deve ora tradursi in risultati.

L’alternativa a Villa Opicina

La lunetta di Gorizia assume un significato che va oltre il trasporto passeggeri. L’opera, insieme agli interventi previsti sul versante sloveno, potrebbe contribuire a costruire un itinerario alternativo verso l’Europa orientale e i Balcani, rafforzando i collegamenti tra Trieste, Gorizia, Udine e Venezia e le direttrici verso Vrtojba e Sežana. La disponibilità di un percorso aggiuntivo risulterebbe particolarmente importante in caso di indisponibilità del valico di Villa Opicina, oggi centrale nella gestione dei convogli merci provenienti dalla rete italiana e diretti verso la Slovenia e l’Europa centro-orientale.

I numeri richiamati da Amirante restituiscono la portata della contrazione del traffico merci attraverso il confine goriziano. I transiti ferroviari, che nel 2000 erano circa 21mila, erano scesi a 12mila nel 2015 e risultano oggi azzerati. La gestione dei convogli merci è stata infatti concentrata dalle Ferrovie slovene su Villa Opicina. L’assessore ha precisato che questa riduzione non è stata determinata da una decisione dell’Italia o della Regione, ma da scelte operative delle ferrovie slovene.

Mantenere disponibile il collegamento goriziano significherebbe quindi offrire una seconda possibilità di transito e aumentare la flessibilità della rete. Gli operatori ferroviari merci presenti in Friuli Venezia Giulia considerano questa direttrice una risorsa per i traffici est-ovest, per le connessioni con l’Austria e per le esigenze produttive delle imprese regionali. Tra queste figurano Acciaierie Bertoli Safau, il gruppo Pittini e le aziende dell’area industriale dell’Aussa Corno.

Il rilancio del collegamento richiede tuttavia un confronto concreto con i partner sloveni. La linea Nova Gorica-Sežana presenta ancora limiti infrastrutturali, a partire dalla mancata elettrificazione e da caratteristiche tecniche che condizionano la circolazione dei convogli più pesanti. Anche la disponibilità di locomotive diesel adeguate rappresenta un elemento da considerare nella pianificazione dei servizi.

Un’ulteriore possibilità riguarda la gestione logistica dei treni merci. I cinque binari presenti sul lato sloveno in prossimità del confine potrebbero consentire la sosta temporanea dei convogli, facilitando l’organizzazione dei flussi in funzione degli orari di attività degli stabilimenti e delle esigenze operative notturne o nei giorni festivi.

Il ruolo della piattaforma logistica

In questo quadro si inserisce anche la richiesta di Sdag di essere integrata nel complesso ferroviario del nuovo Porto di Trieste, in relazione alle infrastrutture retroportuali. La lunetta contribuirebbe a creare un itinerario alternativo tra il porto e Gorizia attraverso la Slovenia, rafforzando l’integrazione tra le infrastrutture portuali e logistiche regionali e il ruolo della società goriziana come piattaforma intermodale.

«Il Friuli Venezia Giulia svolge, da sempre, una funzione di collegamento commerciale tra l’Europa occidentale e quella orientale. Migliorare l’integrazione delle infrastrutture ferroviarie significa creare le condizioni per ridurre tempi e costi di transito e rafforzare la competitività delle imprese», ha sottolineato Amirante. Il tema sarà portato al confronto con i partner sloveni nell’ambito della collaborazione transfrontaliera, con l’obiettivo di affrontare le criticità tecniche e operative che limitano le potenzialità del valico goriziano.

I collegamenti internazionali

Sul versante dei collegamenti con l’Austria, la Regione mantiene un’interlocuzione con gli operatori interessati. I servizi ferroviari a mercato, come quello tra Trieste e Vienna, dipendono infatti dalle autonome valutazioni commerciali delle imprese ferroviarie. L’amministrazione regionale sta lavorando anche a una proposta per un collegamento tra Venezia e Salisburgo lungo la linea Pontebbana, con fermate a Pordenone e Udine. Il potenziamento della rete e l’aumento delle tracce disponibili costituiscono presupposti importanti per rendere possibili nuovi servizi.

Il confronto con l’Austria si sviluppa anche attraverso il tavolo transfrontaliero nell’ambito del programma Interreg Italia-Austria, mentre quello con la Slovenia coinvolge la Regione, il Gect Go, gli enti locali, Trenitalia, le Ferrovie slovene e Rfi. L’esperienza di GO! 2025 ha già dimostrato le potenzialità di questa collaborazione, contribuendo a rafforzare i collegamenti ferroviari tra Italia e Slovenia in occasione della Capitale europea della cultura condivisa da Gorizia e Nova Gorica.

Nel 2025 è stato avviato il servizio transfrontaliero tra Venezia, Gorizia e Nova Gorica, con un treno Blues in grado di circolare anche sulle linee non elettrificate. Il collegamento è stato consolidato nel 2026, con servizi che interessano anche Pordenone e Udine. Per il 2027 è previsto un ulteriore collegamento tra Nova Gorica, Gorizia e Pordenone, Capitale italiana della Cultura, con prosecuzione verso Venezia. Dal 2025 Gorizia dispone inoltre di un collegamento diretto con Roma mediante un servizio Freccia, mentre la città è servita dai treni regionali lungo la direttrice Trieste-Gorizia-Udine-Venezia e dai servizi automobilistici urbani ed extraurbani in corrispondenza della stazione ferroviaria.

Da GO! 2025 a un servizio stabile

È proprio sulla continuità dell’offerta passeggeri che Fasiolo chiede di non fermarsi ai risultati raggiunti in occasione di GO! 2025. «Non basta il collegamento eccezionale, previsto con Gorizia 2025 grazie ai treni messi a disposizione dall’assessore per Venezia direttamente dalla Slovenia, dalla Transalpina e da Gorizia. Deve diventare, questa, una soluzione stabile, che tolga il territorio dall’isolamento», afferma, richiamando la necessità di una trattativa con la Slovenia e di un confronto con la popolazione dell’area adiacente alla ferrovia del basso Goriziano.

La consigliera auspica in particolare una rapida modernizzazione delle infrastrutture slovene, a partire dall’elettrificazione delle linee. «Per troppo tempo non se n’è parlato, adesso è importante farlo e, soprattutto, fare lunetta e lunette comprese», aggiunge, ribadendo la necessità di affrontare in modo coordinato tutti gli interventi necessari a superare le attuali limitazioni.

Amirante, dal canto suo, ha confermato l’intenzione della Regione di proseguire il lavoro con i partner transfrontalieri per consolidare i collegamenti passeggeri e creare le condizioni per il rilancio del traffico merci. La sfida riguarda dunque sia la mobilità quotidiana sia la competitività del sistema economico regionale: la lunetta, il potenziamento della linea Udine-Gorizia-Monfalcone e il confronto con la Slovenia rappresentano tasselli di una strategia che punta a restituire al nodo goriziano una funzione più rilevante nella rete ferroviaria italiana ed europea.

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.

Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione