«Errore di traduzione», la comunità bengalese in piazza difende Sarkar

«Errore di traduzione», la comunità  bengalese in piazza difende Sarkar

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«Errore di traduzione», la comunità  bengalese in piazza difende Sarkar

Di Daniele Tibaldi • Pubblicato il 06 Giu 2022
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Ieri diversi bengalesi in piazza per difendere il candidato di Noi con l'Italia.

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In una realtà  multietnica come quella di Monfalcone l'incidente causato da interpretazioni errate è sempre dietro l'angolo. Ed è questa la ragione che ha spinto, nella tarda mattinata di ieri, a manifestare in piazza della Repubblica decine di persone della comunità  bengalese cittadina.

Non c'erano solo uomini, ma anche diverse famiglie composte da donne e bambini, tutti motivati dalla volontà  di ricucire la frattura aperta negli ultimi giorni dalle dichiarazioni di Jahangir Sarkar, candidato di Noi con l'Italia nella coalizione a sostegno della rielezione della sindaca Anna Cisint.

Stando alla registrazione mandata in onda dal programma televesivo Tagadà  di La7, Sarkar avrebbe minacciato di "tagliare i pollici", dopo aver intimato di fotografare la scheda elettorale, a quanti, tra i membri della sua comunità , avessero votato per il principale avversario di centrosinistra, Cristiana Morsolin. Affermazioni gravi, del tutto incompatibili con le norme della nostra democrazia.

Ma la manifestazione di ieri non intendeva in alcun modo difendere tali frasi, quanto piuttosto denunciare la grave strumentalizzazione mediatica che è stata fatta di una scorretta interpretazione delle stesse. "Non solo la traduzione è sbagliata – sostiene uno degli organizzatori della manifestazione – trattandosi di un modo di dire comune nella cultura bengalese, ma è stata registrata in un centro di preghiera islamica, confondendo un contesto di natura confessionale con quello elettorale".

Sarkar stesso ha infatti promesso la prossima pubblicazione di un video integrale curato da un traduttore qualificato, per chiarire meglio il senso delle sue parole. Non sono mancati anche i monfalconesi che hanno colto l'occasione per esprimere la propria incredulità  per quanto asserito da Sarkar, con l'intervento in piazza dal tono aspramente polemico verso i manifestanti da parte dell'ex consigliere comunale Giuliano Antonaci.

Nel frattempo, è intervenuto anche il segretario provinciale del Pd, Diego Moretti, che definisce "positive le prese di distanza di Cisint e della sua lista, ma inaccettabili le accuse del sindaco di strumentalizzazione e linciaggio, che sulla questione non vi sono state: Cisint eviti lezioni su questi argomenti perché è l'ultima a poterle dare agli altri. Ricordo le affermazioni del capolista della Lega Calligaris di qualche tempo fa su cosa farebbe ai migranti (anche qui con scuse successive) e la successiva minimizzazione del sindaco".

"Allo stesso modo - rimarca -, però, a nulla valgono le 'sospensioni' e il 'pentimento”'del candidato, se poi le reazioni di una parte della sua comunità  sono quelle viste oggi in piazza, che negano quanto avvenuto. Quello che invece mi chiedo su una vicenda come questa è più profondo: se questi sono gli atteggiamenti per una semplice campagna elettorale, mi chiedo (e qua non c'entra nulla la vicenda specifica) cosa succede ogni giorno di fronte ai cancelli del Cantiere prima dell'inizio del turno diurno?"

Foto Daniele Tibaldi

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