Il caso
Monfalcone, Sarkar finisce nel mirino de La7: «Taglio le dita a chi non mi vota»
Un video che ritrae il candidato di Noi con l'Italia è diventato virale. Dei connazionali hanno sporto denuncia.
Che la comunità bengalese a Monfalcone, con le numerose cittadinanze acquisite, abbia una fetta non indifferente di elettorato, è ormai noto. E che le modalità di campagna elettorale spesso possano incendiare gli animi anche. Così, qualche giorno fa, durante un comizio, il candidato per Noi con L'Italia, Jahangir Sarkar, si è fatto prendere la mano durante un discorso. Tanto da pronunciare alcune frasi che non sono andate giù ad alcuni connazionali.
Nello specifico, Sarkar, come denunciato da un servizio andato in onda oggi pomeriggio su La7 durante il programma Tagadà a firma di Alessio Schiesari, avrebbe intimato che, nel caso non avessero votato per lui, ci sarebbero state “brutte conseguenze”. Il video che lo ritrae, diventato poi virale, è stato oggetto anche di una denuncia da chi è stato citato durante il discorso.
Sarkar avrebbe anche mostrato una foto ritraente la candidata del centrosinistra, Cristiana Morsolin, assieme ad altri bengalesi nell'atto di fare il gesto della vittoria, un po' alla Churchill. “Festeggiando la sua vittoria alle primarie, posando nelle foto con le due dita di vittoria e prevedendo la sua vincita finale, lavorano contro il nostro centro culturale. Se dovesse vincere lei, che succede? Chi si prende le responsabilità ?”, si domanda il candidato nel video, tra il tripudio dei presenti. “Se dovesse succedere qualcosa al centro culturale, queste stesse dita delle persona che la sostengono saranno tagliate una a una. Noi musulmani abbiamo il sangue caldo, solo perché siamo in Italia e la legge è forte, altrimenti voi che tradite la religione avreste delle brutte conseguenze”, ha concluso.
Ai microfoni de La7, Sarkar si è difeso sottolineando come il centro culturale islamico non sia un luogo di politica, “è il posto della preghiera. Non è questione di tagliare le dita ma a portare la politica lì sono stati loro”. Schiesari ha poi raggiunto il sindaco uscente, Anna Maria Cisint, chiedendo spiegazioni. “Non fa parte del mio modo di essere – ha sottolineato Anna Cisint – e verificheremo”.
La stessa Cisint ha poi emanato una nota, annunciando anche una conferenza stampa domani alle 9.30 in Piazza della Repubblica. “Non ci può essere da parte mia alcuna tolleranza e connivenza per quello che ho potuto visionare: mi aspetto una conseguente decisione dell'interessato che, per quanto mi riguarda, è già fuori delle nostre liste. Mi dissocio nel modo più assoluto dal grave contenuto espresso e ritengo che gli organi preposti debbano fare tutti i necessari accertamenti rispetto alle responsabilità personali che ne possano derivare”, così Cisint.
“In questa consultazione, le liste che mi appoggiano contano 139 candidati e sono l'espressione più ampia della realtà e della società monfalconese che è una delle più articolare e complesse della regione e non solo”, conclude Cisint.
“Quanto abbiamo visto è molto grave”, chiosa Cristiana Morsolin. “Ringraziamo i cittadini bengalesi che hanno segnalato quanto avvenuto, soprattutto perché a pochi giorni dal voto. La magistratura prenderà i provvedimenti adeguati. In ogni caso chi ha fatto la scelta di inserire persone alcune liste - presentate in conferenza stampa in polpa magna - ma siamo scioccati dai toni e dalle modalità che non ci appartengono. Noi vogliamo che il voto sia caratterizzato da trasparenza e libertà che non abbiamo visto in quelle immagini. Non basta un comunicato in cui dice che ci si dissocia ma serve un cambio radicale di modo di fare politica”.
“Ci troviamo in una situazione spiacevole e ci auguriamo che episodi simili non accadano più. Spero che si vada a votare in modo libero e non obbligato”, ha concluso Laura Khan, giovane della comunità bengalese candidata tra le fila de La Sinistra per Monfalcone.
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