Dubbi sulle terapie intensive a Gorizia, timori del M5s per la Cardiolgia

Dubbi sulle terapie intensive a Gorizia, timori del M5s per la Cardiolgia

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Dubbi sulle terapie intensive a Gorizia, timori del M5s per la Cardiolgia

Di Redazione • Pubblicato il 29 Nov 2021
Copertina per Dubbi sulle terapie intensive a Gorizia, timori del M5s per la Cardiolgia

Il Movimento 5 stelle presenta un'interrogazione sul futuro della Cardiologia, i dubbi.

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“Le segnalazioni ricevute ci confermano che, da questa settimana, l'Unità  di terapia intensiva cardiologica di Gorizia verrà  nuovamente utilizzata per pazienti Covid”. Lo afferma la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Ilaria Dal Zovo, che annuncia la presentazione di un'interrogazione per avere chiarimenti dalla giunta.

“Se da una parte comprendiamo l'esigenza di dover utilizzare le postazioni di terapia intensiva disponibili, vista la situazione che sta attraversando la nostra regione – continua Dal Zovo -, dall'altra siamo a chiedere ancora una volta chiarezza sul futuro della Cardiologia di Gorizia”.

“La preoccupazione è legata al grande lavoro che sta svolgendo anche in queste settimane il reparto, in particolare su pacemaker e defibrillatori. Se ci sarà  una riconversione in posti Covid – afferma la consigliera del M5S -, le agende aperte salteranno e gli appuntamenti saranno disdetti, con un'incognita anche sui tempi di recupero che potrebbero avere queste prestazioni”.

“Sappiamo che c'è un'ipotesi di mantenere due posti attivi in Utic, ma ci auguriamo che siano stati fatti dei lavori di adeguamento, soprattutto nell'impianto di areazione – conclude Dal Zovo -. Nella scorsa ondata, infatti, non era possibile svolgere sia l'una che l'altra attività  proprio per l'impossibilità  di scindere i pazienti Covid da quelli non Covid”.

Sul tema sanità  si era espresso anche il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Diego Moretti, che chiede venga "chiarita al più presto la chiusura, per conversione in reparto covid di terapia intensiva della sala elettrofisiologica del reparto di cardiologia dell'ospedale di Gorizia. I forti timori, non solo nostri ma anche e soprattutto degli operatori, riguardano una situazione che si potrebbe prolungare molto nel tempo, con una riapertura che non avverrà  probabilmente a breve e che potrebbe interessare, in un prossimo futuro, l'intero reparto di cardiologia".

"Si tratta – prosegue il dem – di un reparto (quello dove si applicano pacemaker e defibrillatori) nel quale nell'ultima settimana si sono registrati sei ricoveri e che stava lavorando dunque a pieno regime, già  con un'agenda di appuntamenti importante che a questo punto andranno disdetti. La preoccupazione, che nasce dagli stessi operatori per i tempi incerti su un ritorno alla normalità , è data soprattutto per la mancanza dell'atto aziendale dell'Asugi (non ancora licenziato)".

"A questo punto una domanda nasce spontanea - conclude -: se a Trieste risultano essere occupati meno della metà  dei posti letto di terapia intensiva e se ne stanno approntando altri trenta nuovi, perché questa scelta su Gorizia?».

Foto di archivio

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