ieri sera
Crisi a Gorizia sul bilancio, non basta la maggioranza per approvarlo. Tutto da rifare
Dopo una lunga maratona di quattro giorni, manca il numero legale al momento del voto. Ziberna: «Se non si approva il bilancio, mi dimetto».
Dopo una lunga maratona iniziata martedì e interrotta dal weekend, ieri notte non è arrivata la tanto agognata parola finale sul bilancio. Il Consiglio comunale di Gorizia, infatti, si è ritrovata senza più il numero legale al momento del voto, con il presidente dell'Assemblea Luca Cagliari che non ha potuto far altro che sciogliere la seduta. Tutto da rifare, quindi, con una seconda convocazione, anche se il termine ultimo per approvare il documento finanziario era proprio il 31 maggio. Ma ben 21 consiglieri hanno deciso di non partecipare al voto, con solo Federico Portelli (Borghi) che si è formalmente astenuto.
La maggioranza, invece, si è fermata a quota 19 favorevoli. Meno della metà dell'assise, frutto anche delle diverse defezioni nel centrodestra, la cui ultima è quella del gruppo Aiutiamo Gorizia. Nello schieramento a sostegno della giunta, sono rientrato invece i malumori dei capigruppo Fabio Gentile (Forza Italia) e Sergio Cosma (Fratelli d'Italia), emersi in particolare nella seduta precedente quando è stato accolto dal sindaco Ziberna un emendamento di Serenella Ferrari sul project financig del Palabigot. Gli stessi non hanno comunque risparmiato altre critiche all'amministrazione nel corso della sessione, durata quasi sei ore.
In particolare, Gentile ha evidenziato una possibile violazione contabile, dopo aver ascoltato il presidente del collegio dei revisori Piergiorgio Strizzolo: “Nella loro relazione, c'è una situazione di cassa pari a zero e, ai sensi delle sentenze della Corte di conti, questo non è possibile. Ho chiesto spiegazioni e mi è stato detto che si è concordato con gli uffici che ciò andava bene, ma non mi risulta che il controllore possa mettersi d'accordo con il controllato”. In ogni caso, è arrivato il parere favorevole. Una questione tecnica, che si somma a quella politica: “Ci sono stati dei distinguo di non poco conto, parte di questi problemi possono essere sanati dalle riunioni in presenza”.
Dall'opposizione è stato quindi sottolineata la mancata comunicazione al Consiglio degli eventi in preparazione per la Capitale europea della cultura 2025. In questo senso, a poco sono servite le rassicurazioni del primo cittadino, che ha parlato di oltre 600 eventi su cui il comitato organizzatore è già all'opera. “Il dato politico è che la maggioranza è di 19 - attacca il capogruppo del Pd, Marco Rossi -. Questa giunta prima va a casa e meglio è per tutti”. Dal canto suo, Portelli ha rimarcato la propria posizione, unico rimasto formalmente in Aula a votare: “Ognuno interpreta il proprio ruolo in Consiglio come meglio crede, ma non per forza va praticata opposizione. Nel documento, comunque, ci sono tante cose condivisibili”.
“Gia l'anno scorso - evidenzia - mi sono astenuto sul bilancio, ma all'epoca non faceva notizia. In questa fase storica, la città ha bisogno di andare avanti senza troppe polemiche, raccogliendo le proposte fatte in questi anni. Sono rimasto in Aula perché era giusto che, pur non votando a favore, non si perdesse tempo. Comprendo però anche le reazioni di chi è uscito”. Tra questi, c'è anche Rosa Tucci (Gorizia è tua), secondo cui la decisione “ha denunciato, l'imbarazzo nel votare Dup e bilancio all'insegna dell'incoerenza e della mancanza di consequenzialità , sia con quanto precede (ossia il programma elettorale), sia con un futuro connotato da una mancanza di visione generale”.
Cosa succede ora, quindi? Già oggi, Cagliari dovrebbe convocare d'urgenza i consiglieri in seconda istanza - forse già in settimana - nella quale il numero legale sarà ridotto a un terzo dei membri dell'Aula. Si scenderà così a 14, cifra che dovrebbe permettere l'approvazione del documento senza ulteriori problemi, salvo colpi di scena dell'ultimo minuto. Nella peggiore delle ipotesi, comunque, il passaggio successivo è l'invio di una lettera dall'assessore regionale alle Autonomie locali affinché si proceda con il voto entro venti giorni. Scaduti questi, si passa alla nomina di un Commissario. Scenario che ad oggi non si è ancora verificato in Friuli Venezia Giulia e lontano anche da Gorizia.
Lo stesso Ziberna chiarisce qual è il futuro, in una dichiarazione all'Ansa: "Il Consiglio comunale sarà immediatamente riconvocato per approvare il bilancio: se il documento non dovesse essere approvato, ciò comporterà le mie immediate dimissioni, per impedire che ulteriori danni provocati da minoranza e contras si ripercuotano sui cittadini. Ciò consentirebbe di andare al voto anticipato nel prossimo autunno". Sottolinea quindi che la città è "in ginocchio per un atto gravemente irresponsabile di alcuni consiglieri comunali. Ora vedremo il loro comportamento alla prossima seduta di Consiglio, quando si trattera' di anteporre gli interessi di Gorizia e dei goriziani a quelli propri elettorali. Certo è che la politica non offre un bello spettacolo"
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