IL PROGETTO EUROPEO
‘CREW’, il confine come spazio di incontro: concluso il progetto transfrontaliero tra Gorizia e Šempeter-Vrtojba
Centrato l’obiettivo di rafforzarne l’attrattività e la fruibilità degli spazi attraverso un approccio integrato che ha unito cultura, pianificazione territoriale, turismo, inclusione sociale e mobilità sostenibile.
Si è concluso mercoledì 30 settembre, presso lo Spazio CREW allestito da SDAG nell’ex valico confinario di Sant’Andrea, il progetto CREW – Crossing Views / Visioni incrociate, iniziativa cofinanziata dall’Unione europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia. L’evento conclusivo dal titolo “Visioni di un confine che cambia” - arricchito dall'accompagnamento musicale del gruppo “Görzæ” - ha rappresentato un momento di restituzione e di riflessione sul percorso sviluppato in questi mesi, mettendo in dialogo tre diverse prospettive sul territorio transfrontaliero: quello che cambia, quello che si scopre e quello che si racconta.
Dopo i saluti istituzionali di Fabrizio Oreti, assessore alla Cultura del Comune di Gorizia e Andreja Grom in rappresentanza del Segretariato congiunto del Programma Interreg Italia-Slovenia, la mattinata ha proposto un confronto tra i protagonisti delle diverse attività realizzate nell’ambito del progetto. Ezio Benedetti, coordinatore dei progetti europei per il GECT GO, ha dialogato con Corinna Nicosia, PhD e Research Fellow dell’Università IUAV di Venezia, sul tema Il territorio che cambia – Ripianificazione: il confine come spazio da ripensare. Sara Famiani, guida naturalistica e accompagnatrice turistica di Estplore, ha raccontato invece l’esperienza di conoscenza del territorio attraverso il tema Il territorio che si scopre – Attraversare il confine per conoscere il territorio. Cristina Feresin, project manager culturale di CREW, ha dialogato con Annibel Cunoldi Attems e Vanja Mervič, due degli artisti coinvolti nel percorso espositivo progettuale sul tema Il territorio che si racconta – L’arte come nuovo linguaggio del confine. Pavla Jarc e uno degli scultori, Damjan Komel, hanno infine presentato brevemente le attività legate al parco scultoreo transfrontaliero.
A chiudere il programma è stato Fabrizio Russo, amministratore unico di SDAG, lead partner del progetto. Russo ha ringraziato il proprio predecessore Giuliano Grendene, tutto lo staff di Sdag e i partner progettuali, e ha rimarcato come già il fatto di organizzare degli eventi culturali in un luogo a due passi dall’autostrada denoti un cambio di immagine. Non uno sguardo al futuro, ma già il futuro stesso. Parlando della visione di Sdag, Russo ha evidenziato due aspetti principali. In primis, l’obiettivo è avvicinare l’area di SDAG alla città, trasformandola in uno spazio attrattivo e vissuto anche dai cittadini attraverso percorsi verdi, piste ciclabili, iniziative culturali, mostre e nuovi luoghi di incontro, tutti elementi già contenuti nelle attività realizzate dal progetto Crew. Com’è naturale, SDAG guarda al futuro seguendo la propria mission principale, e quindi con la preparazione di un piano industriale quinquennale, che sarà presentato il 23 ottobre prossimo.
Questo prevede il potenziamento delle infrastrutture logistiche, verranno inoltre recepite alcune delle proposte emerse dal masterplan elaborato dalle università all’interno del progetto Crew, tra cui nuovi spazi verdi, collegamenti ciclopedonali e interventi per migliorare l’accessibilità e la qualità complessiva dell’area.
Il progetto CREW ha lavorato sulla trasformazione delle aree transfrontaliere di Gorizia e Šempeter-Vrtojba, con l’obiettivo di rafforzarne l’attrattività e la fruibilità attraverso un approccio integrato che ha unito cultura, pianificazione territoriale, turismo, inclusione sociale e mobilità sostenibile. Il progetto è nato dalla volontà di dare nuova vita a spazi che per lungo tempo sono stati fortemente caratterizzati dalla presenza del confine e delle attività legati alla logistica, trasformandoli progressivamente in luoghi di incontro e di relazione tra le comunità.
Tra i risultati più significativi vi è la riqualificazione dei locali di una delle palazzine SDAG presso l’ex valico confinario di Sant’Andrea. Il progetto ha infatti consentito il rinnovamento degli spazi del bar e la trasformazione dell’ex mensa aziendale nel nuovo Spazio CREW, un centro polifunzionale per eventi culturali, incontri, mostre e iniziative aperte alla cittadinanza. L’intervento è stato accompagnato da opere di street art realizzate dall’artista e graphic designer Andrea Antoni, che hanno contribuito a ridefinire visivamente l’area e a rafforzarne l’identità come luogo di incontro e scambio transfrontaliero.
Un elemento centrale del progetto è stato il coinvolgimento dei giovani nella conoscenza e nella riprogettazione del territorio. Le attività sviluppate dall’Università IUAV di Venezia e dalla Facoltà di Architettura dell’Università di Lubiana hanno portato gli studenti a confrontarsi con l’area transfrontaliera attraverso analisi territoriali, approfondimenti urbanistici e l’elaborazione di proposte progettuali. I due percorsi universitari sono confluiti nel laboratorio di co-progettazione intensiva organizzato nel febbraio 2026 presso l’Autoporto SDAG di Gorizia, che ha riunito studenti delle due università in sopralluoghi, analisi del sito, interviste e attività sul campo.
Il rapporto con le nuove generazioni è stato sviluppato anche attraverso attività rivolte direttamente agli studenti e ai più giovani. Con il supporto di Estplore, sono state organizzate visite didattiche per le classi quinte del Liceo delle Scienze Umane di Gorizia, dedicate alla storia, alla natura e alla cultura del confine. Bambini e ragazzi dell’area transfrontaliera hanno inoltre partecipato a un laboratorio di street art guidato da Andrea Antoni, contribuendo alla realizzazione di un graffito su un container destinato a rimanere nell’area culturale realizzata sul lato sloveno del confine. Accanto alla dimensione della progettazione territoriale e al coinvolgimento dei giovani, CREW ha sviluppato un articolato percorso artistico e culturale che ha restituito agli spazi di confine una nuova funzione pubblica. Lo Spazio CREW è diventato sede di una rassegna espositiva dedicata ad artisti italiani e sloveni del territorio, inaugurata nel 2025 con la mostra “Prospettive” di Ignazio Romeo e proseguita successivamente con “Between Black and White” di Vanja Mervič, “Obiettivo Confine” di Pierluigi Bumbaca e “Attraversamenti / Prehajanja” di Annibel Cunoldi Attems. Le esposizioni, curate da Cristina Feresin, hanno interpretato il territorio attraverso linguaggi e sensibilità differenti, offrendo occasioni di dialogo e confronto in un luogo che fino a pochi anni fa aveva una funzione esclusivamente legata al controllo della frontiera.
Il progetto ha inoltre dato vita a un parco artistico transfrontaliero permanente tra Gorizia e Šempeter-Vrtojba, lungo la linea del confine. Attraverso due concorsi internazionali promossi dal Kulturni dom di Nova Gorica sono state installate quattro sculture pubbliche: le opere degli artisti italiani Beatrice Taponecco e Stefano Comelli sul lato sloveno e quelle degli artisti sloveni Boštjan Kavčič e Damjan Komel sul lato italiano. Collocate in punti simbolici dell’area transfrontaliera, le opere costituiscono oggi un percorso artistico all’aperto che valorizza il dialogo, la cooperazione e lo scambio culturale tra i due territori, lasciando un’eredità permanente del progetto. Con il partner di progetto Estplore sono state inoltre organizzate due passeggiate guidate sul tema del confine, una con il fotografo Pierluigi Bumbaca, un’altra invece con il ricercatore Alessandro Cattunar.
Il progetto CREW – Crossing Views è stato realizzato da un partenariato composto da SDAG, in qualità di lead partner, il Comune di Šempeter-Vrtojba, l’Università IUAV di Venezia, l’Università di Lubiana – Facoltà di Architettura e il Kulturni dom Nova Gorica, con il GECT GO in qualità di partner associato. Avviato il 19 aprile 2024, il progetto ha avuto una durata di 30 mesi e un valore complessivo di 1.332.547,38 euro. Con la conclusione di CREW si chiude così un percorso che ha affrontato il confine non soltanto come elemento storico e geografico, ma come uno spazio da conoscere, ripensare e raccontare. Attraverso la collaborazione tra istituzioni, università, operatori culturali, artisti, giovani e comunità locali, il progetto ha messo in relazione diverse visioni dello stesso territorio, contribuendo a costruire nuove modalità di viverlo e attraversarlo.
Foto di Damiano TommasiRimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.
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