Cremonini Live 26 a Gorizia: «Un super concerto». Bocciati viabilità e piano del traffico

Cremonini Live 26 a Gorizia: «Un super concerto». Bocciati viabilità e piano del traffico

LA DATA ZERO TRA MERAVIGLIA E PROTESTE

Cremonini Live 26 a Gorizia: «Un super concerto». Bocciati viabilità e piano del traffico

Di Francesca Diviacchi • Pubblicato il 01 Giu 2026
Copertina per Cremonini Live 26 a Gorizia: «Un super concerto». Bocciati viabilità e piano del traffico

L’artista bolognese ha dominato la scena con carisma ed energia alternando musica, danza e dialoghi con i suoi fan, «siete un pubblico competente!».

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Mani al cielo, canzoni a squarciagola e migliaia di persone unite dalla stessa energia. La data zero del nuovo tour di Cesare Cremonini ha regalato al pubblico emozioni immense. Sul palco il cantautore bolognese ha saputo conquistare il pubblico fin dal suo ingresso, in uno spettacolo immersivo che ha coinvolto i 25mila presenti tra musica, emozioni e performance.

Per Gorizia non si è trattato solo del debutto della tournée, ma anche della prima grande prova generale di “tenuta” della nuova area dell’Aeroporto Amedeo Duca d’Aosta. Una doppia sfida, quindi, che ha portato fan da tutta la regione, dal Veneto, dall’Emilia Romagna e dalla vicina Slovenia.

L’evento ha rappresentato anche un banco di prova per il futuro della location. «Comunque vada sarà un successo per la città. Puntiamo ad avere un prossimo concerto di fama internazionale, in modo da attrarre un pubblico che arrivi sempre di più da oltre confine» ha sottolineato l’assessore ai grandi eventi Luca Cagliari prima dell’inizio del concerto.

I varchi di accesso sono stati aperti dopo le 17 e i primi fan hanno iniziato a prendere posto nelle rispettive aree, tra prato Gold e prato. Le nuvole che hanno ombreggiato il grande palco si sono rivelate innocue per tutto il pomeriggio e, a più riprese, hanno lasciato spazio al sole che lentamente calava nell’ultima domenica di maggio regalando emozioni e serenità. C’era chi festeggiava il proprio addio al nubilato, chi ingannava l’attesa con una partita a “Uno”, chi sorseggiava una bibita fresca e chi si godeva semplicemente il clima di relax e divertimento.

Tra il pubblico vario non sono mancate le famiglie con genitori e figli arrivati insieme per assistere al debutto. Da Pradamano e Percoto sono arrivati in gruppo Alice e Mattia con i genitori Alessandra e Walter, Benedetta, Aurora e Giulia arrivate insieme ai genitori Massimo, Cinzia, Elisa e Fabio: «Ci hanno chiesto loro di accompagnarli e siamo stati ben contenti di esserci. Per noi rappresenta una degna “conclusione” della Capitale della Cultura e speriamo che eventi come questo continuino anche in futuro».

Uno scambio generazionale evidente con adolescenti e adulti uniti dalla stessa passione per un artista che sa incantare pubblici diversi e attraversare tutte le età. «Per noi deve cantare “Vespa Special”» hanno scherzato i genitori, mentre c’era chi tra il pubblico sperava in un duetto con la cantante Elisa.

Poco dopo le 21, le luci si sono abbassate e l’attesa ha lasciato posto all’entusiasmo. Con un’energia travolgente è arrivato lui, Cesare, accolto da un lungo applauso e dal boato dei 25mila presenti. Così, per oltre due ore – dalle 21.10 alle 23.40 - l’artista bolognese ha dominato la scena con carisma ed energia, alternando musica e danza. Non è mancato nemmeno il sax, già mostrato nei giorni delle prove regalando una performance coinvolgente che ha fatto cantare, ballare ed emozionare il pubblico dall’inizio alla fine.

Non ci sono stati ospiti speciali sul palco ma l'assenza è stata colmata da due duetti virtuali con Jovanotti ed Elisa che hanno comunque incantato il pubblico

Se la performance dell’artista è stata «straordinaria e coinvolgente», va detto che sul fronte del traffico e della viabilità non è andata bene. Lo stress test non è stato superato né in entrata, né in uscita. Dopo le 16, tanti sono stati gli automobilisti restati intasati in autostrada a Savogna. C’è chi, per esempio, si è “inchiodato” in questo punto tra le 18 e le 20.30 passate, per arrivare al Park V – area di sosta, a 25 euro, che presentava una sola via di ingresso e di uscita - con grande fatica per poi approdare sulla spianata del Campovolo goriziano a concerto appena iniziato o – nel peggiore dei casi – anche con quasi un’ora di ritardo.

Bollino rosso in via Trieste. La situazione non è stata semplificata dai tanti mezzi che – anche se per pochi minuti – accostavano per far scendere chi veniva accompagnato all’appuntamento ma non aveva optato per scegliere i parcheggi previsti. Molti anche i fan in marcia in zone che ufficialmente non erano pedonali, soprattutto nel post concerto quando il quartiere di Sant’Andrea è stato invaso dai rientri a piedi e in auto con un insufficiente servizio di assistenza alla viabilità. Non sono mancati i parcheggi selvaggi. C’è chi ha lamentato anche «navette troppo lontane» e carenza di indicazioni con deflusso in uscita di oltre due ore. Insomma, una logistica da rivedere. Non deve mancare la nota di merito per il personale operante all’interno dell’area del concerto: «Sono stati gentili, competenti e puntuali». Non ci sono stati eccessi preoccupanti nel pubblico. Encomiabili anche i presidi sanitari e dei Vigili del Fuoco che assieme alle altre Forze Pubbliche e alla Protezione Civile hanno sorvegliato la zona con professionalità e pazienza. 

Insomma, Cesare da 110 e lode ma sistema da rivedere per meglio riuscire in futuro. Del resto, si doveva pur cominciare.

Ha collaborato Salvatore Ferrara

Foto Il Goriziano

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