IL REPORT
Cpr di Gradisca, è il più costoso d' Italia: nel 2025 spese di gestione salite a 3,16 milioni di euro
L’indagine realizzata da ActionAid Italia e Università ‘Aldo Moro’ di Bari, rileva anche una diminuzione dei rimpatri. Fabrizio Coresi, «si spendono milioni per rinchiudere persone in condizioni inumane».
Nel 2025 il CPR di Gradisca d'Isonzo ha registrato 606 ingressi e 205 rimpatri, contro i 656 ingressi e 278 rimpatri del 2024. Gli ingressi sono diminuiti del 7,6%, i rimpatri del 26,3%: il rapporto rimpatri/ingressi è sceso dal 42,4% al 33,8%. Nello stesso periodo la capienza effettiva a fine anno si è ridotta da 90 a 80 posti, su 150 ufficiali, mentre la spesa per gestione e manutenzioni sale da 3,06 a 3,16 milioni di euro (+3,3%).
È quanto emerge dall'aggiornamento al 31 dicembre 2025 della piattaforma open data Trattenuti e da “Espulsioni. Un'analisi della politica di rimpatrio italiana, 2015-2025”, il nuovo rapporto realizzato da ActionAid Italia e dal Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. L'analisi si basa sui dati ottenuti, non senza fatica, da Ministeri, Prefetture e Questure e ricostruisce funzionamento, costi ed esiti del sistema.
Gradisca è il secondo CPR sul territorio italiano per spesa complessiva nel 2025 e il primo per sola gestione. La struttura assorbe 3.156.417 euro: 2.323.433 euro per la gestione, 180mila per la manutenzione ordinaria e 652.984 per quella straordinaria. La sola gestione cresce del 27,5% rispetto al 2024 quanto a costi. Rapportando gestione e manutenzioni ai 205 rimpatri, la spesa detentiva per rimpatrio sale da circa 10.992 a 15.397 euro (+40,1%), esclusi i costi accessori e delle operazioni di rimpatrio. Tra il 2020 e il 2025 il centro è costato almeno 11,89 milioni di euro.
Il quadro nazionale conferma quindi lo scarto tra detenzione e rimpatri. Il rapporto rimpatri/ingressi di Gradisca resta superiore al dato medio nazionale, ma si riduce di 8,5 punti percentuali in un anno. I dati sulle persone trattenute mostrano poi che a Gradisca le uscite per mancata convalida o proroga del trattenimento sono aumentate da 52 nel 2024 a 75 nel 2025 e sono pari al 12,4% degli ingressi. Dei 205 rimpatri, 144 sono avvenuti con voli charter, 43 con scorta e 18 senza scorta. I richiedenti asilo trattenuti nel 2025 sono 204, un numero pari al 33,7% degli ingressi, contro il 40,1% nazionale: 68 lo erano già all'ingresso e 136 hanno presentato domanda nel centro. Le persone provenienti dal carcere sono 106, il 17,5% degli ingressi, maggiore rispetto al 16,2% nazionale, ma comunque poco consistente.
«A Gradisca si continuano a spendere milioni per rinchiudere persone in condizioni inumane, mentre i rimpatri diminuiscono - afferma Fabrizio Coresi, esperto di migrazioni per ActionAid - cinque tentativi di suicidio in una settimana nel maggio 2026 mostrano un costo umano intollerabile: la nocività di questi luoghi è riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, nonché dal Consiglio di Stato che ha ritenuto insufficienti le misure per la tutela psicofisica dei trattenuti e la prevenzione del rischio di autolesionismo e suicidio».
«Nonostante questo, persone con esigenze particolari sono sistematicamente recluse e si perseguono medici che fanno il proprio lavoro, rispettando il mandato costituzionale e deontologico – prosegue Coresi - la responsabilità politica è di chi continua a finanziare e difendere questo sistema. Quanta sofferenza deve ancora produrre il CPR di Gradisca perché si decida di chiuderlo?».
Al costo economico si aggiunge quello umano. Nel 2024 e nel 2025 la competente Prefettura di Gorizia ha effettuato una sola visita in presenza all'anno. ActionAid Italia riferisce che «il verbale della visita prefettizia del luglio 2025 segnala docce senza divisori, assenza di spazi separati, pasti somministrati nelle celle "per motivi di sicurezza" e accesso all'aria aperta limitato: oltre le "le c.d. vasche, ovvero una parte all'aperto che risulta come estensione delle stanze, circondata da grate [...] una volta a settimana massimo 10 persone possono accedere al campo sportivo a turno [...] per 40 minuti al giorno"». Nella visita, riporta ancora ActionAid, si registravano anche 22 persone "con esigenze particolari", delle quali 3 in cura presso il Centro di Salute Mentale di Gorizia e 19 seguite dal Servizio per le dipendenze del capoluogo.
Tra il 4 e l'11 maggio 2026 a Gradisca si sono verificati cinque tentativi di suicidio mediante tentata impiccagione. Secondo la relazione straordinaria della Garante comunale per i diritti delle persone private della libertà personale, le cinque persone sono state successivamente dimesse per incompatibilità psichiatrica con il contesto restrittivo. La gestione è tuttora affidata alla cooperativa Ekene: dopo 1.408 giorni di gestione provvisoria, quasi quattro anni di proroga, la nuova convenzione è stata stipulata il 23 ottobre 2025, con lo stesso ente gestore.
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