La polemica
«Costi troppo esosi per la pista da ghiaccio», a Monfalcone è scontro Morsolin-Cisint
Secondo l'esponente de La Sinistra per Monfalcone la proposta natalizia è troppo spendacciona. Il sindaco si difende, «il Natale è ben altro rispetto a ruote panoramiche e cammelli».
Cristiana Morsolin all'attacco della pista di ghiaccio nella centralissima Piazza della Repubblica a Monfalcone. “Costi da brivido”, accusa l'esponente de La Sinistra per Monfalcone che paragona la spesa elettrica per la gestione della stessa pista al fabbisogno familiare in città . “I due moduli che generanno il ghiaccio per la pista di pattinaggio – precisa Morsolin – hanno una tensione di 400 V con una corrente nominale non di picco di 182 A, per cui la potenza dei due moduli è di 146 KW. Una famiglia italiana media con un contratto di fornitura di energia elettrica di 3KW ha un consumo medio di 3.700 KWh all'anno”.
La pista in questione “è stata installata il 2 dicembre e chiuderà dopo carnevale per cui possiamo considerare 3 mesi di esercizio per un totale di 2.160 ore, dunque 315.360 KWh, lo stesso che consumerebbero oltre 85 famiglie in un anno”. Morsolin, tra l'altro, stima in 50mila il costo di energia elettrica in un anno cui aggiunge “il noleggio della pista, dei pupazzi luminosi e della casetta presepe per cui spendiamo 154.818 euro. Se ognuno – conclude la consigliere - si prendesse la briga di fare due conti forse si farebbe qualche domanda su come potrebbero essere spesi meglio i soldi dei cittadini”.
Non ci sta il sindaco, Anna Maria Cisint. “Capisco – chiosa il sindaco – che rispetto alle ruote panoramiche e ai cammelli, quando il Natale era organizzato dalla sinistra il clima natalizio era ben diverso. Per noi questo periodo vuol dire colore e gioia ma anche una presenza di persone che affollano le nostre strade e i negozi, oltre che la pista di pattinaggio”.
Tornando alla questione ghiaccio, dunque, “se la pista dà fastidio è perché è il simbolo del loro fallimento e vuol dire che non vogliono bene alla città . Oltre ai calcoli errati, è molto triste che chi si candida a sindaco della nostra città non capisca che chi non è impiegato nel pubblico deve avere clienti per poter mandare avanti la propria attività ed è questo che stiamo facendo”.
“Lasciamo i cammelli agli altri – conclude Cisint – per noi il Natale è ben altro”.Â
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