ieri pomeriggio
Maratona in consiglio per discutere sul monte Quarin a Cormons, Felcaro minaccia querela
Dopo quasi sette ore di discussione, è stata approvata la variante 40. Duro scambio di accuse tra minoranza e sindaco.
Ha richiesto oltre sette ore di confronto la discussione in consiglio comunale a Cormons, tenutosi in videocollegamento ieri pomeriggio. Una vera e propria maratona, incagliatasi sull'ultimo punto all'ordine del giorno riguardante l'approvazione della variante 40 al piano regolatore, legata al monte Quarin. Il documento era già stato presentato nell'ultima seduta, salvo poi ritirarlo dopo che l'opposizione ha avanzato 500 firme contrarie all'atto. Ieri, quindi, si è arrivati alla “resa dei conti”, dopo aspre accuse che hanno avuto il culmine in Assemblea, con il sindaco Roberto Felcaro che ha minacciato querela nei confronti della minoranza.
“Non accetto che mi si dica che ho intascato soldi o favorito gli amici” ha tuonato. Da lì, la richiesta alle compagini di Uniti e Progetto per Cormons di ritrattare alcune loro frasi indirizzate all'amministrazione, in particolare sul favorire le tasche di qualcuno. "La minoranza ha pubblicamente ritrattato, dopo avergli detto altrimenti che li avrei querelati". Da questa, però, arriva la replica: "Non erano accuse di intascare soldi - commenta la capogruppo di PpC, Elena Gasparin -, ma se tu consenti a una persona di derogare al concetto di adiacenza, crei una situazione particolare in quell'unico caso. Il punto non era che qualcuno si arricchisce o meno”. Ribadita invece la contrarietà al documento, anche se disponibili in extremis a dare parere favorevole a determinate condizioni.
Tra queste, la garanzia del rispetto completo dell'articolo 19 del piano particolareggiato, “che prevede la possibilità di costruire solo a edifici già esistenti. àˆ però passata la deroga che permette di costruire in libertà su quel terreno. Sarebbe bastato un emendamento”. Alla fine, invece, è arrivata la posizione contraria in toto, rivendicando che quello in oggetto “è un terreno che è da sempre inedificabile, perché non ha mai ospitato nessun manufatto precedente. La variante originale aveva accolto a richiesta del privato di poter costruire almeno 600 metri cubi, poi grazie alle nostre proteste l'ufficio tecnico ha proposto un'osservazione per ridurre a 50 metri cubi”.
Il centrosinistra promette quindi di vigilare, affinché “non ci saranno più metri cubi di quanto previsto e venga presentato in consiglio comunale il piano attuativo comunale”. Dal canto suo, Felcaro ribatte che “l'ingegnere Nonino, professionista che ha redatto questa variante così come le passate varianti durante l'amministrazione Patat, oltre ad aver smontato punto su punto le osservazioni dell'opposizione, ha definito la variante approvata come uno strumento che da un punto di vista paesaggistico, scenico-percettivo e ambientale non ha alcun impatto sul nostro monte, ed anzi, lo tutela di più”.
C'è poi stata l'approvazione all'unanimità dei patti parasociali sulla gestione di Irisacqua e Isontina ambiente. “Un segnale politico forte di unità d'intenti” ha commentato il primo cittadino; “In questo modo si garantisce pari peso a tutti i comuni soci e si risolve il problema nato nel 2019” sottolinea Gasparin. Dalla minoranza sono quindi arrivate critiche sul piano delle opere pubbliche e degli interventi nel centro storico. Qui, la voce a bilancio è di circa 77mila euro per la sistemazione di piazza XXIV maggio. “Sarebbe stato meglio fare prima l'intervento antisismico su Palazzo Locatelli e poi sulla piazza, per evitare di rovinarla” ha commentato la capogruppo.
Astensione, invece, sulle due opere pubbliche, la sistemazione di piazza Libertà e il polo intermodale, con la richiesta che il progetto di quest'ultimo venga aggiornato. Per quanto riguarda i lavori che partiranno a breve, “verranno fatti i marciapiedi a Borgnano - spiega Felcaro - e prenderanno il via i cantieri in via Capriva”. Sugli altri punti, invece, “non sono state aumentate le tasse comunali, nonostante gli ammanchi derivanti dal Covid. I conti sono in ordine e non abbiamo avuto bisogno di indebitamento, preservando invece i finanziamenti per il welfare”. In questo senso, è stata confermata l'aliquota Irpef, mentre l'opposizione ha chiesto chiarimenti sull'Imu.
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