«Sì ai consigli di quartiere», i candidati sindaco a Lucinico

«Sì ai consigli di quartiere», i candidati sindaco a Lucinico

il dibattito

«Sì ai consigli di quartiere», i candidati sindaco a Lucinico

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 02 Giu 2022
Copertina per «Sì ai consigli di quartiere», i candidati sindaco a Lucinico

Nuovo confronto, il primo con tutti i candidati. Consenso unanime sul tema.

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Arriva il quarto confronto tra candidati sindaco a Gorizia, il primo con tutti e sette gli sfidanti presenti. A riunirli, ieri sera, è stata l'Unione delle associazioni Lucinà®s nel Centro civico di piazza San Giorgio, sfruttando il cortile interno. Un'occasione per porre gli aspiranti primi cittadini davanti alle richieste della frazione e del tessuto socio-economico locale, a partire da quella della ricostituzione dei consigli di quartiere. Un tema, questa, fatto proprio dai diversi ospiti, mentre i vertici del sodalizio hanno ricordato la richiesta avanzata già  nel 2012 e rinnovata nel 2014.

L'ultima missiva fu indirizzata all'allora sindaco Ettore Romoli e al resto dell'amministrazione dagli ex presidenti dei consigli di Lucinico, Piedimonte Sant'Andrea e Oslavia-San Mauro. L'anno dopo, sarà  la volta della petizione in tre lingue - italiano, sloveno e friulano - con oltre firme con lo stesso scopo. L'ultimo documento ricordato è quello ideato all'epoca dal presidente Giovanni Bressan, individuando sei enti rionali - anziché i dieci precedenti - “previsti dalla specifica legge regionale”. Proposte unite anche ad altri interventi richiesti, tra cui la sistemazione dell'ex scuola e del cimitero.

Appello anche a valorizzare il monte Calvario, ricordando il piano presentato nel 2012 dall'associazione La Primula, nonché a mettere mano al Piano del traffico per i tratti più pericolosi. In primis la piazza del borgo. Infine, la richiesta della sistemazione del Centro civico: “Non si chiedono nuove opere ma di mantenere nel tempo i beni comunali”. Prima ancora di rispondere ed entrare nel dibattito, si sono registrate le scintille tra Franco Zotti e Rodolfo Ziberna sulle parole del primo nei confronti dell'assessore al welfare, Silvana Romano (“Una tabaccaia non può fare l'assessore”) nel confronto a San Rocco.

Polemica spenta, i candidati hanno quindi posto la loro visione sul tema. A partire proprio dall'ex esponente della Lega, evidenziando che “Lucinico è stata abbandonata, i consigli di quartiere sono stati chiusi perché costavano 20mila euro ma il sindaco ne spende 40mila per l'albero di Natale”. Antonio Devetag ha quindi posto la frazione come “aggancio identitario con il friulano, noi abbiamo denunciato le mancanze in questo senso nel bidbook della Capitale europea della cultura 2025”. Da lì, la necessità  di “non guardare solo a est, ma anche a ovest e alla provincia, soprattutto al Collio”. Serenella Ferrari ha invece puntato il dito verso “i troppi cantieri avviati sotto le elezioni”.

La candidata ha quindi rimarcato che “io sono nata qui, ci sono 6mila abitanti che non sono stati tenuti conto da nessuna amministrazione”. Per Pierpaolo Martina “è positivo se tutti parliamo di ricostituire i consigli di quartiere, anche in forma non elettiva. Questa è una bella realtà  da cui partire”. Più in generale, Mario de Marco ha auspicato il “prendere le parti positive delle diverse tradizioni, non dobbiamo farci fermare da cose di 100 anni fa”. Il primo cittadino uscente ha invece ricordato che “10 consigli non funzionavano, né un consigliere delegato per quartiere. Bisogna decidere quali soluzioni adottare”, a partire da composizione e budget.

Sul tema della scuola, “è illogico che l'asilo rimanga all'incrocio, bisogna spostarlo”, mentre sul progetto della rotonda in piazza “i cittadini hanno detto di no e io ho fatto dieci passi indietro”. C'è poi il tema dell'ambulatorio, che da tempo affligge la comunità  locale sprovvista di medico di base, per la quale Asugi ha vincolato un posto per Lucinico. Notizia, questa ripresa da Laura Fasiolo, ricordando anche le problematiche del traffico pesante sulla regionale 56 e tutela della lingua friulana. Diverse le richieste avanzate dal pubblico, criticando anche l'amministrazione uscente, chiedendo anche risposte per il rilancio economico del borgo.

Foto Daniele Tibaldi

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