Comunali a Gorizia, la sanità e gli obiettivi dei candidati sindaco

Comunali a Gorizia, sanità  e obiettivi dei candidati sindaco

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Comunali a Gorizia, sanità  e obiettivi dei candidati sindaco

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 01 Giu 2022
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Il confronto a San Rocco, scintille nel finale. I rapporti da sviluppare con la Slovenia.

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àˆ stata la sanità  il tema del quarto confronto pubblico tra candidati sindaco di Gorizia. Ieri sera, il comitato 900 firme ha raccolto sei su sette degli sfidanti alle urne in sala Incontro, a San Rocco, per capire le diverse visioni sulla sanità . Una serata che non ah registrato particolari tensioni se non alla fine, con le scintille tra il primo cittadino uscente Rodolfo Ziberna e Franco Zotti, passando poi alla contestazione di parte del pubblico. Malumori rientrati in pochi minuti, al termine di due ore di dibattito su cosa serve - secondo i singoli esponenti - alle strutture cittadine e della provincia.

Un argomento caldo quello proposto dal gruppo, guidato dai medici in pensione Adelino Adami e Giorgio Bisiani, già  promotori della petizione sulla tutela dell'ospedale San Giovanni di Dio e contro la prima bozza di Atto aziendale di Asugi. Lo stesso documento è stato presentato sul palco, evidenziando le differenze e possibile mancanze che il nosocomio cittadino potrà  subire con il riassestamento. A partire dall'accorpamento di alcune strutture complesse, tema legato anche ai rapporti con le altre strutture. “Gorizia e Monfalcone si sono guardati in cagnesco in passato - così Ziberna - ma è inutile cercare un nemico”.

Adami ha evidenziato che nell'Atto manca un riferimento alla Terapia del dolore a Gorizia. Dal centrosinistra, Laura Fasiolo ha rilevato che “il sindaco non può essere estromesso dal suo ruolo nella sanità , deve partecipare alla programmazione e giudicare sull'operato”. Per Serenalla Ferrari “serve un'impronta politica” nei rapporti con l'azienda sanitaria, mentre Antonio Devetag ha ricondotto l'inizio della crisi all'operato dell'allora assessore regionale Fasola “che decise che Monfalcone doveva essere la sede dell'ospedale isontino”. Pierpaolo Martina ha evidenziato che “non è stato chiesto il parere dei professionisti”.

Zotti non ha mancato di puntare il dito verso diversi aspetti, a partire dall'erogazione dei servizi a tutti: “La Regione non può pagare la sanità  anche per chi viene da fuori”. Ha quindi invitato a ripensare i rapporti anche con la Slovenia: “A Å empeter c'è un ospedale con delle specialità  che noi non sfruttiamo”. Proprio il tema della medicina transfrontaliera è stato posto a tutti i partecipanti, con una generale visione positiva sul lavorare in questa direzione. Al netto di quanto ancora non funziona, come la convenzione per il punto nascita oltreconfine o la gestione del Cup unico. “Dobbiamo superare l'aspetto linguistico” l'invito della dem.

Ziberna ha quindi ricordato gli investimenti regionali su Gorizia, con oltre 40 milioni di euro in cinque anni “mentre la Serracchiani ne spese solo uno nel suo mandato”. Per Martina, “destra e sinistra hanno già  dato sulla pelle di Gorizia” in questioni sanitarie, proponendosi così come soluzione nuova. Devetag ha puntato ancora una volta il dito verso “la debolezza della nostra città  nei confronti di Monfalcone e Trieste, è commissariata”, mentre Ferrari ha elencato le mancanze di personale in diversi reparti. “Chiunque sarà  il prossimo sindaco - ha concluso Adami - spero che possa fare tesoro di quanto è emerso questa sera”.

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