IL TAVOLO ISTITUZIONALE
Commissione permanente italo slovena per l'Idroeconomia, entro sei mesi attesi i primi risultati
Fissati tempi e obiettivi. Tra gli obiettivi anche la tutela dell’ecosistema fluviale e la definizione di soluzioni condivise per le problematiche transfrontaliere.
«Sono particolarmente contento di aver partecipato alla due giorni di lavoro della Commissione permanente italo-slovena per l'Idroeconomia, in quanto sono stati discussi molti punti di interesse anche per il nostro Comune. La soddisfazione sta anche nel fatto che sono state recepite tutte le osservazioni e le richieste che, nel passato più o meno recente, abbiamo inoltrato».
Questo il commento dell'assessore comunale all'Ambiente, Francesco Del Sordi, commenta i lavori della commissione di carattere tecnico, di cui fanno parte rappresentanti dei ministeri, di vari enti e agenzie dei due Paesi, svoltisi tra ieri e oggi in prefettura. «Un ringraziamento particolare al capo delegazione italiana, Giuseppe Travìa, direttore generale della Direzione uso sostenibile del suolo e delle acque (USSA) del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, perché finalmente è riuscito a impostare il lavoro, raccomandando il raggiungimento di determinati obiettivi con una tempistica certa. I risultati sicuramente arriveranno in tempi ragionevoli» continua l'assessore.
Soddisfatto per l'andamento dei lavori si dice anche lo stesso Travìa: «Si è trattato di un lavoro intenso, impegnativo, improntato sulla collaborazione da parte di tutti. Da parte slovena abbiamo notato apertura su certe tematiche che erano rimaste bloccate negli anni, cosa che ci fa ben sperare. Quello che stiamo cercando di definire sono i tempi e i referenti per portare a casa, nell'arco di sei mesi-un anno, dei risultati concreti: quindi protocolli, impegni condivisi, soluzioni a problematiche transfrontaliere. Preciso che la tempistica è di sei mesi-un anno perché i verbali devono essere approvati dai rispettivi governi, nel rispetto delle previste tempistiche tecniche. Di qui a sei mesi avremo dei risultati, dopodiché si prevede che a giugno 2027 la commissione si riunisca nuovamente, questa volta in Slovenia, per arrivare all'approvazione dei documenti».
Per quanto riguarda l'Isonzo, dopo che il sindaco, Rodolfo Ziberna, ha scritto di recente al ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, per ribadire l'urgenza di interventi strutturali, della revisione delle modalità gestionali per la salvaguardia dell'alveo e della portata e di azioni di tutela dell'ecosistema fluviale, il capo delegazione italiana spiega: «La questione Isonzo è stata inquadrata in un tema più generale, quello del perseguimento degli obiettivi comunitari di attuazione della Direttiva quadro sulle acque. Sia l'Italia sia la Slovenia hanno degli impegni da rispettare per l'adempimento della direttiva e, in questa logica, rientra anche il deflusso dell'Isonzo. Come ho detto in apertura dei lavori, si tratta di una tematica non solo di interesse territoriale, ma anche nazionale».
Foto di EV
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