EDILIZIA PUBBLICA
Case popolari nel Goriziano, scontro tra Ater e politica sui numeri degli alloggi sfitti
Il presidente Sergon rivendica l'aumento dei riatti concentrati sulle reali graduatorie, ma i consiglieri regionali Bullian e Moretti denunciano oltre mille appartamenti inutilizzati tra Gorizia e Monfalcone.
Per giudicare lo stato dell'edilizia residenziale pubblica nel Goriziano bisogna guardare alla domanda abitativa, cioè alle famiglie in attesa di un alloggio, prima ancora che al numero degli immobili non occupati. Lo sostiene il presidente di ATER Gorizia, Daniele Sergon, intervenendo sui dati diffusi in questi giorni sugli alloggi sfitti.
Il conteggio di 1.069 alloggi non occupati comprende infatti anche immobili destinati alla dismissione o alla demolizione e fabbricati da svuotare completamente, che non possono essere riassegnati. Al netto di questi, gli alloggi effettivamente sfitti sono 842, pari al 20% del patrimonio, con una riduzione di due punti percentuali. «Mettere nello stesso conteggio queste case e i normali appartamenti vuoti, che ATER potrebbe ristrutturare e assegnare, dà una fotografia che non rappresenta la situazione reale», sottolinea Sergon, citando come esempio le 88 casette Pater, chiuse e con porte e finestre murate, in attesa delle risorse per la demolizione. Secondo ATER, anche gli altri numeri dell'attività confermano questa tendenza: l'azienda ha superato le 100 consegne di alloggi all'anno e, in base ai dati ufficiali del bilancio 2025, ha aumentato del 10% le risorse destinate a manutenzioni e riatti, utilizzando oggi tutti i fondi disponibili per queste finalità.
Sui casi citati nei giorni scorsi, a cominciare da San Floriano del Collio, ATER precisa che l'immobile non era di proprietà dell'azienda, ma del Comune, che circa dieci anni fa lo aveva messo a disposizione per un progetto di edilizia convenzionata con mini alloggi a un canone di circa 400 euro al mese. Il progetto non ha incontrato una domanda significativa e all'inizio del 2025 il Comune ha chiesto di tornare in possesso dell'intero edificio. L'operazione si è conclusa il primo agosto scorso con l'accordo firmato da Sergon e dal sindaco Marjan Drufovka. Oggi gli alloggi ATER sfitti nel Comune sono quindi zero e negli ultimi cinque anni non è arrivata alcuna domanda di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata.
Lo stesso ragionamento, secondo ATER, vale per San Lorenzo Isontino e Moraro, dove nel corso del 2026 è stato soddisfatto il 100% delle domande in graduatoria e oggi nessuno è in attesa. «Sarebbe difficile giustificare l'impiego prioritario di denaro pubblico per riattare subito alloggi in un Comune dove nessuno è in graduatoria, sottraendo quelle risorse ai territori in cui famiglie e cittadini stanno aspettando una casa», spiega Sergon. Per gli immobili di Moraro, l'azienda sta comunque studiando con il sindaco Lorenzo Donda nuovi utilizzi. La nuova normativa regionale consente infatti di assegnare alloggi di edilizia pubblica sovvenzionata anche agli appartenenti alle Forze dell'Ordine e, in questa prospettiva, alcuni alloggi di Moraro sono entrati nel piano manutentivo 2027.
Per il patrimonio che richiede gli interventi più importanti, ATER Gorizia punta sulle risorse europee del PNRR e del piano REPowerEU. Si tratta di un'operazione che potrebbe valere circa 30 milioni di euro e che, con la regia e il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia, potrebbe dare al patrimonio abitativo pubblico dell'Isontino una risposta di dimensioni mai viste negli ultimi decenni. L'azienda ha inoltre già avviato il lavoro preparatorio in vista della pubblicazione del Piano Casa nazionale. «Il nostro obiettivo non è inseguire statistiche astratte, ma usare nel modo più efficace ogni euro pubblico disponibile. Prima vengono le persone in attesa di una casa: per questo concentriamo gli interventi dove c'è domanda abitativa, senza abbandonare gli immobili dei Comuni dove oggi la domanda manca, ma cercando per loro nuove forme di utilizzo. I risultati dicono che la direzione è giusta, e ora vogliamo accelerare ancora», conclude Sergon.
Alle dichiarazioni del presidente di ATER Gorizia replicano i consiglieri regionali Enrico Bullian e Diego Moretti, rispettivamente di Casa Civica e del Partito Democratico, che contestano l'interpretazione dei dati. «Il presidente di ATER Gorizia Sergon vuole fare il furbetto con i numeri, ma non gli riesce bene. Troviamo infatti desolante la difesa d'ufficio fornita, anche perché non è un problema legato alla sua persona in sé, ma di una gestione di lungo periodo che – per quanto ci riguarda – è risultata inefficiente e inefficace, producendo i dati disastrosi sotto gli occhi di tutti e che abbiamo voluto pubblicare puntualmente», affermano Bullian e Moretti.
«Andando con ordine: abbiamo sempre allegato la tabella che ATER Gorizia ci ha fornito con i dati puntuali. In sintesi, ci sono 4.687 alloggi complessivi, di cui 1.069 non sono locati, ovvero il 22,81%. Di questi, secondo l'azienda, 842 sono sfitti e 227 da dismettere. A noi interessa sottolineare il numero complessivo di alloggi che, per un motivo o per l'altro, non svolgono la funzione di ospitare una famiglia beneficiaria: a luglio 2026 erano appunto 1.069, in crescita rispetto al passato. Tra l'altro, anche fossero “solo” 842, sarebbe comunque un dato estremamente allarmante». I due consiglieri contestano inoltre l'attenzione riservata da ATER ai piccoli Comuni. «Il problema principale non sono i 10 alloggi in questo o quel municipio, ma il numero di alloggi che non sono locati a partire dalle prime due città dell'Isontino, Gorizia e Monfalcone, con rispettivamente 290 e 266 alloggi non locati, sulle quali significativamente il presidente di ATER Gorizia non proferisce verbo».
Bullian e Moretti chiedono quindi coerenza rispetto all'affermazione di Sergon secondo cui ATER «concentra gli interventi dove esiste domanda abitativa». «È evidente – sostengono – da dove si debba partire: da una realtà urbana in controtendenza dal punto di vista demografico e che, allo stesso tempo, è Comune ad Alta Intensità Abitativa. Stiamo parlando di Monfalcone, dove sicuramente c'è una richiesta rilevante, alla quale si associano quelle provenienti dal Mandamento Monfalconese, da Gorizia e dagli altri centri abitati principali della Provincia».
I consiglieri ricordano inoltre il dato di 862 famiglie escluse dalle assegnazioni di alloggi su base provinciale e ribadiscono la necessità di un Piano straordinario per ATER Gorizia. «Il presidente dell'azienda aspetti prima di parlare trionfalisticamente a proposito dell'appalto da 30 milioni: noi saremo i primi a essere soddisfatti se dovesse procedere nella giusta direzione e auspichiamo che le tempistiche previste siano rispettate. Il passato ci dice che appalti così significativi nascondono sempre difficoltà e insidie, e quindi è bene aspettare che gli alloggi siano assegnati». Infine, Bullian e Moretti intervengono sulla governance dell'azienda: «Il CdA si sta rivelando inutile. Si ritorni a un amministratore unico, ma soprattutto si ritorni a un direttore per ciascuna delle quattro ATER. Gorizia ha bisogno di una guida tecnico-amministrativa a tempo pieno e non di un vertice a part-time», concludono.
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