Bufera sulle parole di Cisint sui profughi, ira nella sinistra di Monfalcone

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Bufera sulle parole di Cisint sui profughi, ira nella sinistra di Monfalcone

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 06 Mar 2022
Copertina per Bufera sulle parole di Cisint sui profughi, ira nella sinistra di Monfalcone

Il centrosinistra attacca la prima cittadina per le sue dichiarazioni, polemica nell'opposizione.

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Nemmeno presentata la coalizione a sostegno del sindaco uscente di Monfalcone, Anna Maria Cisint, che già  scoppiano le prime, forse attese, polemiche. Il primo a sollevarsi è stato il consigliere regionale Diego Moretti (Pd). “Mentre istituzioni, associazioni e molte famiglie, in Fvg e in Italia, si stanno impegnando a testa bassa per poter dare un contributo sincero al popolo ucraino che fugge dalla guerra, c'è chi invece, come il sindaco di Monfalcone (e non solo, anche in VI commissione giovedì abbiamo assistito a parole simili dal consigliere Calligaris) in maniera vergognosa e sbagliata, parla di fatto di profughi di serie A e di serie B".

Parole che invitano, accusa il dem, "a distinguere tra donne e bambini in fuga e migranti economici. A coloro che si stanno impegnando per la solidarietà  va il nostro ringraziamento. Ma a chi usa la tragedia dell'invasione russa in Ucraina, come fa Cisint, per becera propaganda nel pieno di una campagna elettorale, diciamo che è un gesto deprecabile del quale, soprattutto in questo momento, nessuno sente il bisogno”. Moretti rimarca che "chiunque scappi da guerre o dal rischio della vita (come in Siria o Afghanistan) va aiutato, senza distinzioni".

"Detto questo, nessuno di noi si è mai sognato di usare strumentalmente fatti così drammatici e tristi. Cisint invece non si è fatta scrupoli a utilizzare una tragedia simile in maniera strumentale. Triste, davvero triste”, conclude il dem. “La sindaca di Monfalcone, dopo averci ri-portato alla ribalta delle cronache nazionali per i suoi distinguo su a chi intenda dare gli aiuti, dice anche che chi la critica è un fascista”, tuona la candidata sindaco della sinistra, Cristiana Morsolin. “Se non fosse grave farebbe sorridere, detto da chi pretende di definire in base ad un concetto del tutto personale, e politico soprattutto, a chi prestare soccorso o a chi no".

"Alla sindaca consigliamo - incalza la sfidante -, prima di fornire altre personalissime 'verità ' sul tema, di leggere la definizione di rifugiato sul sito dell'Alto commissariato per i rifugiati (delle Nazioni unite) o dare uno sguardo alla Convenzione di Ginevra, invece di incaponirsi a pensare che le sue opinioni, a forza di ripeterle su social e carta stampata, si trasformino magicamente in 'verità '. Quanto invece al suo presunto essere vittima di altrui divieti d'espressione, ricordiamo con amarezza che in passato, ad aver provato deliberatamente a zittire le 'voci' dissonanti con lei è stata proprio la sindaca".

"Non dimentichiamo la infelice (e feroce) uscita pubblica per far tacere docenti accusati di essere insegnanti di sinistra che 'con le loro ideologie avvelenano i giovani', fino al punto di proporre un apposito sportello (del comune) per metterli all'indice. Detto da una amministratrice è da premio alla tutela della libertà  d'opinione, giusto? Per le sue uscite infelici, è stata giustamente criticata, perché è ora di finirla di giustificare tutto quello che a uno passa per la testa, e soprattutto per la pancia, soprattutto quando questa persona, vestendo un ruolo istituzionale e rappresentativo, dovrebbe mostrare su argomenti difficili e che riguardano la vita di persone fragili, un atteggiamento responsabile e non la foga di una fazione".

"Per fortuna esistono le leggi italiane che vanno rispettate nonostante ciò che pensa il partito politico della sindaca che ci vorrebbe tutti zitti e buoni quando parla il capitano (o la capitana)”, conclude Morsolin. Resta sul tema locale, invece, il segretario cittadino del Pd, Michela Percuzzi: “Durante la conferenza stampa per la ricandidatura di Anna Maria Cisint a sindaco di Monfalcone, Sandra Savino, coordinatrice regionale di Forza Italia, ha dichiarato rivolgendosi ai cittadini di Monfalcone 'Da una città  di morti siamo passati da una città  di vivi'".

"Da un politico di spessore - attacca - questa dichiarazione non è solo fuori luogo, ma di una gravità  inaudita se pensiamo ai tanti lavoratori e lavoratrici che hanno subito il dramma dell'amianto. Denotano una mancanza di rispetto per i cittadini monfalconesi e per le Istituzioni che dovrebbe rappresentare degnamente. Un politico che si rispetti sa misurare le parole. Del resto la coordinatrice regionale di Forza Italia non è la prima volta che riesce ad essere così maldrestamente fuori luogo colpendo compagni di partito in momenti di estrema fragilità . Certamente l'inizio della campagna elettorale per il sindaco non inizia nel migliore dei modi”, conclude Percuzzi.

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