‘Bocciatura’ alla Dag, Bernardis replica a Bullian: «Polemica che non aiuta il territorio a crescere»

‘Bocciatura’ alla Dag, Bernardis replica a Bullian: «Polemica che non aiuta il territorio a crescere»

LA REPLICA

‘Bocciatura’ alla Dag, Bernardis replica a Bullian: «Polemica che non aiuta il territorio a crescere»

Di REDAZIONE • Pubblicato il 17 Gen 2026
Copertina per ‘Bocciatura’ alla Dag, Bernardis replica a Bullian: «Polemica che non aiuta il territorio a crescere»

Il consigliere regionale della Lega evidenzia le ricadute positive sul territorio e difende il valore dell’opera di Anadol, «investimento strategico che accresce il prestigio di Gorizia».

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«Mentre Gorizia è sempre più al centro dell'attenzione mediatica internazionale e accoglie migliaia di visitatori, sorprende leggere giudizi che riducono la Digital art gallery a una semplice operazione di facciata». Esordisce così la replica del consigliere regionale Diego Bernardis alle critiche rivolte alla rinnovata Galleria Bombi nei giorni scorsi dal consigliere di Patto per l’Autonomia Enrico Bullian.

«Spiace constatare che, mentre la Regione investe, certa Sinistra trovi sempre il modo di remare contro lo sviluppo di Gorizia» dichiara Bernardis, evidenziando quelle che sarebbero le ricadute positive sul capoluogo della nuova opera: «I 100mila visitatori registrati nelle prime settimane sono persone che vivono Gorizia, che entrano nei negozi, negli alberghi, nei bar e nei ristoranti, generando un indotto economico reale e diffuso».

«È doveroso chiarire - prosegue il consigliere regionale della Lega e presidente della V Commissione Cultura - che i circa 9 milioni di euro citati non riguardano soltanto l'opera artistica, ma includono anche i lavori di riqualificazione strutturale, impiantistica e di messa in sicurezza della galleria Bombi, che da anni necessitava di un intervento profondo». Bernardis sottolinea dunque come l’intera operazione rappresenti «un investimento che lascia alla città un'infrastruttura rinnovata e funzionale, destinata a durare oltre l'anno di Go!2025». Progetto, quello della Capitale Europea della Cultura, che «ha lasciato in eredità spazi riqualificati e una città che sta imparando a osare e a pensarsi grande».

Critiche secche al commento di Bullian anche sul piano del valore culturale di “Data Tunnel”, l’opera di Refik Anadol che animerà i led della DAG fino a fine 2026: «Liquidare come povera di contenuti l'opera di un artista di fama mondiale come Refik Anadol significa forse non riconoscere i linguaggi dell'arte contemporanea e digitale».

«Portare a Gorizia una firma di questo livello è un posizionamento strategico che accresce il prestigio della città, in piena linea con la visione del governatore Fedriga che ha creduto fin da subito nelle potenzialità di questo rilancio – conclude Bernardis - continueremo a lavorare per rendere Gorizia sempre più attrattiva, valorizzando ciò che funziona e costruendo futuro, senza fermarci a polemiche che non aiutano il territorio a crescere». 

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