Bagarre nel centrodestra sul bilancio, Aiutiamo Gorizia si sfila dalla maggioranza

Bagarre nel centrodestra sul bilancio, Aiutiamo Gorizia si sfila dalla maggioranza

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Bagarre nel centrodestra sul bilancio, Aiutiamo Gorizia si sfila dalla maggioranza

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 03 Giu 2021
Copertina per Bagarre nel centrodestra sul bilancio, Aiutiamo Gorizia si sfila dalla maggioranza

Si lavora alla nuova seduta del Consiglio per approvare il documento. Piscopo: «Il mandato di Ziberna sta indebolendo la città ».

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Continua ad essere al centro dell'attenzione politica il “terremoto” registrato lunedì sera in Consiglio comunale a Gorizia, quando è mancato il numero legale per votare il bilancio. Stasera, i capigruppo si riuniranno per stabilire la data della prossima seduta, che vedrà  il numero minimo di partecipanti necessario scendere da 21 a 14, e con ogni probabilità  sarà  già  all'inizio della prossima settimana. Nel frattempo, le casse si trovano in gestione provvisoria, ossia con una disponibilità  limitata delle risorse fino a quando non sarà  approvato il documento. Dal canto suo, il sindaco Rodolfo Ziberna ha chiamato a raccolta la maggioranza

La speranza è che rientrino le “defezioni” emerse non solo a inizio settimana, ma anche in occasione della mozione su corso Italia. Proprio la componente del centrodestra che l'aveva presentata, Aiutiamo Gorizia, si è sempre più sfilata dal blocco a sostegno della giunta, come dimostra il fatto che non prenderà  parte alla riunione di maggioranza prevista per queste ore. “Ci dispiace che il sindaco ci rivolga continui attacchi - spiega l'esponente Francesco Piscopo - noi non stiamo agendo per propaganda elettorale o per fare lo sgambetto a qualcuno. Siamo responsabili nei confronti di chi ci ha eletto e della città , forse è Ziberna che dovrebbe avere un dialogo con noi”.

Piscopo lamenta quindi di non essere più ascoltato dal primo cittadino, evidenziando che in questi quattro anni abbiamo cercato di portare delle migliorie alla diverse proposte. “Se arrivasse il Commissario - prosegue - questo approverebbe il bilancio redatto dalla giunta. Ad oggi siamo nella coalizione di centrodestra, non siamo chiusi al confronto con gli altri moderati, ma siamo contrari alla gestione della città  di questo sindaco. Il suo mandato sta indebolendo Gorizia, per cui per coerenza ci asterremo o usciremo dall'Aula al momento del voto, non ci riconosciamo su questo bilancio”. Il consigliere auspicava un confronto per risolvere le divergenze “ma non c'è mai stato”.

Si unisce alla sua sfiducia anche Rinaldo Roldo (Cambiamo con Toti), che ribatte alla recenti dichiarazioni del capo della giunta. “Non accetto di sentirmi dare del non-affidabile, né di stare in silenzio quando vengono fatte affermazioni false per confondere i cittadini. Invece di ‘ricattare' i consiglieri dicendo che ‘se il bilancio non passa la città  si ferma', sarebbe opportuno spiegare che l'ordinaria amministrazione prosegue: asili, ospizi, opere già  approvate continuano il loro corso. Diverso il discorso per i progetti inseriti nel bilancio di previsione che -per la prima volta in 27 anni di esperienza politica- è stato presentato a fine maggio. Potevano anzi dovevano, farlo prima”.

“Ziberna dice che io voglio abbattere un sindaco di centrodestra? - continua - Non è cosi, e anche fosse non penso servano grandi strategie, basta che continui a comportarsi in questo modo: si sta scavando la fosse da solo a suon di arroganza e assolutismi. Inutile dire ‘la mia porta è aperta' ha abbastanza esperienza politica per sapere che è lui a dover convocare i consiglieri. Inutile anche dire che adesso si spende il triplo rispetto alla giunta Romoli perché c'è più democrazia. Penso che per essere democratici oltre a indire i consigli, bisognerebbe trattare determinati temi, che invece questa giunta discute e gestisce senza consultare consiglieri e quindi il popolo”.

“Fosse per i goriziani - affonda Roldo - sarebbe a casa già  da un pezzo, quindi non penso di essere io il problema, anzi. Infine mi fa sorridere che si faccia riferimento ai partiti nazionali. Faccio parte di Cambiamo con Toti, a cui lo stesso Ziberna ha telefonato per farmi fuori. Sinceramente trovo ridicoli questi ragionamenti, non mi interessa cosa succede a Roma. Il partito per me è un mezzo, non un fine perché io faccio politica perché amo la mia città , non perché ambisco a una poltrona, ma forse per lui non è cosi”. La palla ora torna al Consiglio, che dovrà  chiudere la questione il primo possibile per poter usufruire delle proprie economie senza limitazioni.

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