In Aula da remoto, ritirato il regolamento per le sedute a Gorizia

In Aula da remoto, ritirato il regolamento per le sedute online a Gorizia

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In Aula da remoto, ritirato il regolamento per le sedute online a Gorizia

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 31 Mar 2022
Copertina per In Aula da remoto, ritirato il regolamento per le sedute online a Gorizia

La decisione di Obizzi dopo il confronto, Gentile: «La burocrazia uccide la democrazia».

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La discussione ha tenuto impegnati per diverse ore l'Aula ma, alla fine, tutto si è risolto in un nulla di fatto. Ieri sera, l'assessore Dario Obizzi ha ritirato la proposta di regolamento per le sedute in videoconferenza del consiglio comunale e relative commissioni di Gorizia, dopo che erano stati presentati una quarantina di emendamenti - di cui 31 solo dal capogruppo di Forza Italia, Fabio Gentile - e che il dibattito si era concentrato sull'opportunità  di normare o meno la questione a poche ore ormai dalla fine dello stato di emergenza.

L'esponente della giunta ha spiegato che, proprio per la scadenza del periodo che va avanti da inizio 2020, la possibilità  di utilizzare i videocollegamenti è un aspetto che doveva essere normato. “Seppur si possa tornare a fare riunioni in presenza da ottobre - evidenzia - abbiamo notato che diversi consiglieri hanno comunque preferito collegarsi da remoto. Sarebbe stato sciocco non poterlo garantire a tutti. Il regolamento proposto era semplice e di soli 9 articoli, una sintesi di altre istituzioni come Anci, con una forma snella e facile da applicare”.

Alla fine, però, la giunta ha deciso di ritirare il documento. “Serve un lavoro più approfondito - prosegue Obizzi -, la discussione avrebbe richiesto tempi troppo lunghi. Bisogna evitare che il testo sia contraddittorio, com'erano alcuni emendamenti tra loro, per cui sarà  oggetto di discussione in commissione”. Un lavoro che, dati i tempi stretti, sarà  difficile vedere a breve nuovamente in assise, mentre gli uffici sono al lavoro per arrivare alla presentazione del bilancio. La previsione è che l'atto sia pronto per il dibattito e voto a fine aprile.

Nel frattempo, le forze politiche tirano le somme dopo ieri sera. “Era un regolamento che andava votato - commenta Gentile - e la maggioranza dell'Aula aveva convenuto sui miei emendamenti che modificavano i primi due articoli, dando le motivazione specifiche per cui era concessa la modalità  mista”. In ogni caso, il forzista non nasconde la volontà  di proseguire in presenza le sedute: “la burocrazia uccide la democrazia, se dal primo aprile decadono le limitazioni e si può riempire tutti gli spazi a teatro e al cinema, è buonsenso dire che lo stesso valga in Aula”.

Dal Pd, il capogruppo Marco Rossi aveva condiviso con il collega di centrodestra “emendamenti trasversali che avrebbero consentito il voto del regolamento accogliendo anche le richieste avanzate come gruppi di opposizione. Accordo necessario visto che, nonostante le riserve del Consiglio comunale circa il testo del regolamento, l'assessore si era dapprima rifiutato di ritirare la delibera quanto questo era stato richiesto dai capigruppo ed auspicato dallo stesso presidente Luca Cagliari. Obizzi si era invece rifiutato di ritirare la delibera, chiedendo di condividere gli emendamenti”.

“Assurdamente, al rientro in Aula dopo la sospensione chiesta dallo stesso assessore Obizzi, la delibera è stata ritirata, proprio quando tra i gruppi consiliari l'accordo era stato invece finalmente raggiunto” rimarca il dem. A favore del regolamento - seppur presentando alcune modifiche - si è espresso il Movimento 5 stelle, mentre Federico Portelli (Borghi) ha rimarcato l'importanza della presenza in politica per il confronto e l'inopportunità  di collegarsi da remoto per chi si trovasse in ferie. Silvano Giaggioli (Gorizia c'è) ha visto nel testo una mossa politica della maggioranza.

“Serve al sindaco per avere la sicurezza che passino le delibere” l'attacco, auspicando poi che la normativa venga inclusa in un regolamento dell'Aula “antiquato” e che andrebbe rinnovato. Allo stato attuale, la capienza massima della sala consiliare è di 45 posti, come da piano della sicurezza, per 41 esponenti senza contare assessori esterni, tecnici ed eventuali figure esterne. Limitazione che è “grave imbarazzo”, come rimarca Obizzi, dovendo ora modificare il piano, mentre Gentile evidenzia che, venuta meno la norma nazionale, dovrebbe ristabilire la normalità  anche in Aula.

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