ieri sera
L'Aula si accende su Sdag e Aeroporto, dubbi sulle partecipate di Gorizia
Lunga seduta ieri sera in consiglio, la delibera passa con 18 favorevoli. Le critiche.
Sulla carta, doveva essere una presa d'atto della situazione attuale. Alla fine, però, il consiglio comunale di Gorizia ha discusso a lungo sulle proprie partecipate, nella seduta fiume di ieri che aveva all'ordine del giorno la loro ricognizione periodica. Un confronto che ha visto l'attenzione rivolta in particolare verso la Sdag e l'Aeroporto Duca d'Aosta, le due controllate totalmente dall'amministrazione locale e la cui condizione attuale, ma soprattutto futura, ha destato le perplessità di diversi consiglieri, non solo dell'opposizione.
Dubbi che hanno trovato conferma nella votazione finale, con 18 pareri favorevoli, 11 astenuti, a fronte di 7 contrari. Quattro assenti. L'atto è quindi passato, dopo lunghe ore di dibattito su quali sono gli obiettivi da perseguire per rilanciare le aziende. Sulla “graticola” è stata posta soprattutto Ada, che dal 15 ottobre è guidata dal nuovo presidente del consiglio di amministrazione Antonio Vivona, subentrato a Rolando Parmesani. Come sua vice è stata nominata Elisa Hoban, neopresidente dell'Ugg.
“Fino ad ora - ha commentato Giancarlo Maraz (M5s) - sono stati spesi 600mila euro sull'aeroporto per fare una nuova recinzione e quattro lavori. I soldi sono già finiti e l'azienda è di nuovo sotto di 115mila euro. àˆ un pozzo senza fondo, va chiuso”. Il Movimento ha quindi votato contro la delibera, evidenziando anche le criticità della Sdag: “Nel suo core business ci dovrebbe essere la logistica, ma nel bilancio gli utili sono per la vendita di vignette e per bar, siamo fuori strada”. Contrario alla gestione di Ada si è detto Federico Portelli (Borghi).
Quest'ultimo, però, scelto di astenersi: “Ci sono troppe lacune nel piano di razionalizzazione votato nel 2019. Bisogna capire quale sarà il futuro dopo la digitalizzazione delle vignette, ho chiesto di audire in commissione i presidenti di Sdag e Isa”. Ha quindi posto l'attenzione sull'azienda di smaltimento rifiuti: “Ha una tariffa che non copre tutti i costi, maturando un buco preoccupante”. Nella maggioranza, Fabio Gentile (Forza Italia) ha espresso dubbi sul futuro dell'interporto, sempre in relazione al futuro delle vignette che pesano per 125mila euro all'anno.
“Da marzo le vignette per la Slovenia non saranno più in vendita - così il forzista -, sono seriamente preoccupato”. Il discorso è legato anche all'incasso del bar, che con il mancato arrivo di persone dirette ad est si troverebbe così privo di clienti. “Sull'aeroporto continuo a essere fiducioso, sono d'accordo con l'assessore Obizzi che i risultati si vedranno tra qualche anno”. Sempre in maggioranza, il coordinatore della commissione partecipate, Giuseppe Ciotta (Progetto Fvg) non ha risparmiato critiche al report presentato da Ada, astenendosi dal voto finale.
“Bisogna mettere persone competenti nei cda - così Rinaldo Roldo (Cambiamo) -, io credevo nell'aeroporto ma è il sindaco che non ci crede. Altrimenti avrebbe usato per quello i 7 milioni di euro destinati al parcheggio di via Boccaccio”. Il Pd ha deciso di non partecipare al voto, critico soprattutto su via Fratelli Russian: "Già a maggio avevamo chiesto di fare controlli più costanti. Al contrario, una bozza di un regolamento sui controlli comunali alle società pubbliche, che era stata preparata, giace dimenticata” ha commentato il capogruppo Marco Rossi.
Lo stesso dem ha rimarcato che “i revisori dei conti invitano l'amministrazione a migliorare la qualità delle informazioni fornite dal cda al Comune, a definire una precisa tempistica per la revisione del Piano di risanamento dell'aeroporto, e a sottoporre quanto prima al consiglio comunale il nuovo piano di risanamento: si tratta di rilievi inusuali che sottolineano la gravità della situazione, che potremmo dire di pre-dissesto, nonostante l'iniezione di 600mila euro da parte del Comune a inizio 2020, in parte già ‘divorati' dal profondo rosso”.
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