Asse Italia-Slovenia per l'energia: a Colloredo parte il Tavolo sulle comunità energetiche transfrontaliere

Asse Italia-Slovenia per l'energia: a Colloredo parte il Tavolo sulle comunità energetiche transfrontaliere

IL PIANO

Asse Italia-Slovenia per l'energia: a Colloredo parte il Tavolo sulle comunità energetiche transfrontaliere

Di Redazione • Pubblicato il 26 Set 2026
Copertina per Asse Italia-Slovenia per l'energia: a Colloredo parte il Tavolo sulle comunità energetiche transfrontaliere

La Comunità Collinare del Friuli e la Fondazione RECOCER ospitano il Forum italiano con esperti europei e dei Balcani. Dalle interconnessioni con la Goriška al ‘Corridoio 8’, si lavora allo scambio d'energia oltre confine con il presidente Bottoni: «mettere in dialogo Stati diversi fa parte del nostro DNA».

Condividi
Tempo di lettura

In Friuli Venezia Giulia, a Colloredo di Monte Albano, la Comunità Collinare del Friuli, con la Fondazione RECOCER, ha ospitato l'avvio del Tavolo di lavoro del Forum italiano delle Comunità Energetiche dedicato alle comunità energetiche rinnovabili transfrontaliere; la Collinare è capofila del progetto pilota Cross-Border Energy Community Friuli-Goriška, selezionato dalla Commissione europea. All'incontro, tenutosi venerdì 18 settembre, hanno partecipato istituzioni, operatori di rete ed esperti italiani e sloveni, con contributi dall'Albania, dalla Macedonia del Nord e dal Montenegro. Dall'asse Italia-Slovenia il percorso guarda al Corridoio 8 dei Balcani, reso possibile dall'articolo 15 del decreto CACER, con l'Italia tra i Paesi più avanzati nel recepimento delle direttive europee. I lavori confluiranno nei «quaderni di approfondimento» che il Forum presenterà alla sesta Conferenza nazionale sulle comunità energetiche, in programma entro fine anno.

È dalla Comunità Collinare del Friuli, con i suoi sedici Comuni e una storia lunga quasi sessant'anni, che venerdì 18 settembre ha preso avvio il confronto nazionale sulle comunità energetiche rinnovabili transfrontaliere. Al Castello di Colloredo di Monte Albano, sede della Comunità Collinare del Friuli, il Forum italiano delle Comunità Energetiche ha riunito istituzioni, operatori di rete ed esperti italiani e sloveni, con contributi dall'Albania, dalla Macedonia del Nord e dal Montenegro, attorno al Tavolo dedicato allo scambio di energia tra Stati confinanti. Alla base c'è un percorso avviato dalla Comunità Collinare del Friuli nel 2019 con il Progetto RECOCER e che nel settembre 2025 ha portato alla nascita della Fondazione RECOCER: trentacinque impianti fotovoltaici su edifici pubblici, per una capacità di 2 megawatt. Sul piano transfrontaliero la Collinare è capofila del progetto pilota Cross-Border Energy Community Friuli-Goriška, selezionato dalla Commissione europea e sviluppato con la Fondazione RECOCER e i partner sloveni GOLEA e Center zelenih tehnologij.

I lavori si sono aperti con il presidente della Comunità Collinare del Friuli, Luigino Bottoni: «Il progetto RECOCER era ed è di grande avanguardia e, con la costituzione della Fondazione RECOCER a fine 2025, ha ritrovato tutta la sua energia e la sua forza innovativa. Con il medesimo spirito pionieristico ci stiamo occupando di un tema che sentiamo fortemente, in quanto terra di confine, e che finora in pochi hanno affrontato: le comunità energetiche transfrontaliere — che in chiave di mercato unico dell'energia possono generare sviluppi veramente importanti e, per il loro stesso nome, uniscono soggetti diversi. Noi pensiamo — è anche nel nostro DNA — che mettere in dialogo realtà, popolazioni e Stati diversi sia un'evoluzione della comunità energetica conforme alla nostra storia, dove uniamo anime diverse in uno stesso territorio».

Per la Fondazione RECOCER, il presidente Filippo Bisaro: «Questa comunità energetica nasce dalla composizione dei sedici Comuni e della Comunità Collinare: è la comunità che fa comunità. In questi mesi assistiamo a un'adesione crescente, poiché non è questione di sola tecnologia e di impianti, ma innanzitutto di persone: enti pubblici, imprese e cittadini che, con un comune proposito, intendono fare della transizione energetica un beneficio di tutti». E sul valore del confine: «Se un tempo il confine poteva rappresentare un limite, oggi si fa punto d'incontro tra territori, nel quale il vettore comune è l'energia: una transizione energetica non affidata alla carta, ma voluta e percepita da chi vi abita».

A fare da ponte tra l'esperienza locale e il confronto nazionale è il direttore generale della Comunità Collinare del Friuli, Emiliano Mian: «Siamo tra i pionieri delle comunità energetiche, e di quelle transfrontaliere, sin dal 2019, e nel 2026 abbiamo ottenuto un finanziamento europeo per svilupparle con partner sloveni. Il Tavolo nazionale del Forum e il progetto della Comunità Collinare e della Fondazione RECOCER confluiscono qui e danno avvio a un confronto di livello nazionale e internazionale, che porteremo alle autorità competenti. Affrontiamo le difficoltà dello scambio di energia tra le nazioni nel pieno rispetto della visione dell'Unione: la costruzione di un mercato unico dell'energia e la spinta verso la transizione energetica».

Sul piano normativo e regolatorio, le comunità energetiche rinnovabili trovano fondamento nelle direttive europee — 2018/2001 (RED II), 2019/944 e 2024/1711 —, che gli Stati membri sono tenuti a recepire nei rispettivi ordinamenti. In Italia il quadro è definito dal decreto CACER del dicembre 2023: il suo articolo 15 introduce le comunità energetiche transfrontaliere (Cross-Border Energy Community), ossia la possibilità di condividere energia rinnovabile tra Paesi confinanti. Il versante procedurale — a partire dal riconoscimento degli incentivi oltre confine — richiederà tempo; le condizioni infrastrutturali dello scambio, invece, in parte già sussistono e in parte sono in costruzione: le interconnessioni elettriche tra Italia e Slovenia e tra Italia e Montenegro sono in esercizio, mentre è in fase di avvio l'elettrodotto tra Italia e Albania.

A darne conto è stato Sergio Olivero, coordinatore dei quattro Tavoli, dell'Energy Center del Politecnico di Torino: «Non è una rivoluzione teorica: è una rivoluzione in atto, e nel recepimento l'Italia è più avanti degli altri Paesi. Qui nasce una comunità energetica dei Balcani, il cosiddetto Corridoio 8 — Italia, Montenegro, Albania, Macedonia del Nord, Bulgaria e Romania». Il nome richiama il Corridoio paneuropeo VIII, l'asse di trasporto ed energia che collega l'Adriatico al Mar Nero attraverso Albania, Macedonia del Nord e Bulgaria. «L'energia non ha confini — ha proseguito Olivero —: da oggi si avvia un processo di aggregazione tra più Paesi, e serve un percorso che faccia dialogare Stati che altrimenti non si parlerebbero».

Dai Balcani è giunta la voce di Tea Sinamati, esperta ambientale e membro del board della Fondazione ALBANESE SIEGRA: «Il Corridoio 8 è di grande importanza per l'Albania e per la regione balcanica: può migliorare la connettività, lo sviluppo economico e la collaborazione tra Albania, Italia e altri Paesi europei». Alla sessione sulle esperienze e le prospettive europee, moderata da Sergio Olivero, sono intervenuti anche Raf Douglas C. Tommasi, Mitja Ozbič, Ennio Pittino (SECAB) e un referente del Montenegro; in apertura, per l'IFEC, Romano Borchiellini dell'Energy Center. Nel pomeriggio i membri del Tavolo si sono riuniti in sessione tecnica su quadro normativo, reti e condivisione dell'energia, governance e sostenibilità economica, e hanno fissato le priorità e i passi successivi.

La novità di maggior rilievo riguarda il metodo di lavoro del Forum: i «quaderni di approfondimento». I suoi quattro Tavoli — dedicati alle CER transfrontaliere, ai meccanismi di incentivo e finanziamento oltre il 2027, ai modelli di business e a quelli di aggregazione — produrranno documenti destinati a mettere a sistema il lavoro di queste settimane e a orientare le decisioni pubbliche. La prima presentazione è attesa alla sesta Conferenza nazionale delle comunità energetiche, entro la fine dell'anno, a Roma presso il GSE, il Gestore dei Servizi Energetici. «Tutti questi Tavoli produrranno lavori e risultati che metteremo a supporto delle istituzioni», ha spiegato Paolo Storti, del World Energy Council Italia, per il quale «la forza del Forum è il network». La giornata si è conclusa con la visita guidata al Castello di Colloredo di Monte Albano, l'ultimo maniero friulano a rinascere dopo il terremoto del 1976: restaurato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, è stato restituito alla comunità e riaperto al pubblico proprio in questi giorni.

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.

Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione