Apprendimento immersivo con il metodo ‘living history’, la proposta di Bullian

Apprendimento immersivo con il metodo ‘living history’, la proposta di Bullian

IL COMMENTO

Apprendimento immersivo con il metodo ‘living history’, la proposta di Bullian

Di F.D.G. • Pubblicato il 31 Lug 2025
Copertina per Apprendimento immersivo con il metodo ‘living history’, la proposta di Bullian

Il consigliere regionale di Patto per l’Autonomia invita a promuovere l’approccio rievocativo della storia come modalità didattica innovativa da rivolgere a bambini e ragazzi.

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«In sede di Assestamento di bilancio avevo presentato un emendamento per concedere contributi alle associazioni senza fini di lucro impegnate nella valorizzazione del patrimonio storico, culturale ed etnoantropologico del Friuli Venezia Giulia, in particolare attraverso progetti di natura immersiva in collaborazione con le scuole regionali, che è stato ritirato per approfondimenti e per meglio pensarlo all’interno di un quadro più generale».

Lo sottolinea Enrico Bullian, consigliere regionale di Patto per l’Autonomia–Civica Fvg, tornando sul discorso emendamenti approvati durante la discussione per la legge di assestamento di bilancio in Consiglio regionale.

Sempre da Bullian arriva la proposta di estendere il sostegno e la valorizzazione delle manifestazioni di rievocazione storica anche come attività didattiche da proporre a bambini e ragazzi: «Nell’ambito della discussione sulla proposta di legge numero 48, meritoriamente presentata dal consigliere Markus Maurmair, considero plausibile la possibilità di introdurre una simile misura estendendo le potenzialità dell’articolo 5, che definisce le ‘Attività laboratoriali ed esperienze rivolte a bambini e ragazzi’».

La proposta di legge citata, secondo il consigliere di Patto per l’Autonomia, è la «cornice corretta per aprire una riflessione sulla validità della metodologia “living history”» ovvero una forma di divulgazione storica dal carattere immersivo che si fonda su esperienze interattive per consentire di apprendere e sperimentare l’argomento delle radici storico-culturali del territorio in maniera diretta e vissuta. Non si tratta, precisa Bullian, di «un’iniziativa ludica fine a sé stessa», bensì «di una proposta didattica capace di rinnovare il modo di studiare la storia, attraverso percorsi più attrattivi per le giovani generazioni e non solo».

Richiamata l’importanza di promuovere e offrire tale approccio innovativo, il consigliere regionale conclude prospettando un possibile intreccio tra le iniziative di “living history” e la creazione dei parchi storico culturali che l’Amministrazione regionale a breve sosterrà con l’emanazione di un primo bando a carattere sperimentale. 

Foto d’archivio/Gruppo rievocatori “Monte sei Busi”

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