Il documento
Amianto diventi «questione sociale»: il Pd chiede fondi e personale per il Crua
Il capogruppo regionale Moretti sollecita la politica regionale. Per Fogar necessaria «dignità all'ambulatorio di Monfalcone».
Sul tema dell'amianto, se tanto è stato fatto, ancora molti passi devono essere compiuti. E il documento, sottoscritto da sindaci e rappresentanti del Pd del territorio, presentato questa mattina in municipio a Staranzano è una richiesta tangibile alla politica regionale, ma anche nazionale, per una consapevolezza più ampia e un'azione più decisa.
Partendo dall'assunto che, attualmente, nell'intero territorio regionale sono iscritti al Registro Regionale Esposti Amianto 12mila cittadini, dei quali quasi la metà nell'Isontino e che il numero di morti è in aumento – con un picco previsto attorno al 2030 – come sottolineato dall'ultima Conferenza Regionale Amianto, gli esponenti dem chiedono che il tema diventi una “questione sociale”.
Sul tavolo il consigliere regionale Diego Moretti, il sindaco staranzanese Riccardo Marchesan e il già consigliere comunale di Monfalcone Paolo Fogar. Non si è parlato di questioni legali, quanto di sanità e società . Tra le proposte concrete quella di prevedere che vi siano piani di investimento regionali e comunali coinvolgendo gli istituti universitari ma anche di proporre al Gect Go un percorso transfrontaliero che sviluppi la ricerca di nuove tecnologie, considerando non solo i cantieri monfalconesi ma anche la storica presenza del cementificio di Anhovo, già di proprietà Eternit. Il documento ricalca la necessità di investire sulla figura dello psico-oncologo quale supporto psicologico nella sanità territoriale. “Anche sulla questione del fine vita – hanno ribadito i dem – questa figura si inserirebbe in un percorso delicato attualmente dimenticato”.
Fogar ha puntato anche il dito sulla necessità di dare “dignità al Crua, il Centro Unico Regionale Amianto, che non ha le strutture adeguate: i pazienti, anche chi sa che dovrà morire – ha sottolineato Fogar – devono attendere in corridoio e i medici non hanno nemmeno un lavandino per lavarsi le mani”.
Il documento, firmato anche da Michela Percuzzi e Lucia Giurissa, segretario e capogruppo Pd Monfalcone, Savio Cumin, segretario e capogruppo di Ronchi dei Legionari, Antonella Bolletti e Sara Paronitti, segretario e capogruppo Pd Staranzano, Fabio Vizintin, sindaco di Doberdò del Lago, Michele Calligaris, sindaco di Romans d'Isonzo, Claudio Fratta, sindaco di San Canzian d'Isonzo, Sara Vito, responsabile ambiente del Pd regionale, Linda Tomasinsig, sindaco di Gradisca d'Isonzo, Marco Vittori, sindaco di Sagrado, Luca Pisk, sindaco di Savogna d'Isonzo ed Enrico Bullian, sindaco di Turriaco, chiede vari altri punti tra cui maggiori deleghe al Crua e il presidio pneumologico territoriale all'ospedale San Polo di Monfalcone. Non ultima la necessità di “implementare il personale del Crua, attualmente sotto organico in assistenti sanitari, medici e psico-oncologi”. Â
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