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Ambiente, pressing di Fratelli d'Italia: «Rapporto difficile con la Slovenia»
Appello all'eurodeputato Procaccini, dito puntato sulla gestione: «Troppa differenza in Europa».
Fratelli d'Italia punta sempre più sulla propria anima ecologista. Ieri pomeriggio, il partito di centrodestra ha accolto sul confine tra Italia e Slovenia il suo europarlamentare Nicola Procaccini, responsabile del dipartimento Ambiente ed energia della formazione. La scelta di piazza Transalpina, non è stata una scelta casuale: come evidenziato dal presidente del circolo cittadino Francesco del Sordi, il focus è sulla difficoltà a relazionarsi in tema ambientale con le istituzioni slovene, a partire dalla gestione congiunta del fiume Isonzo: “Siamo due mondi amministrativi diversi”.
Concetto, questo, rimarcato anche in contrapposizione ai rivali politici: “La sinistra vuole che le due città si fondano, noi invece puntiamo a valorizzare le nostre diversità ”. Per quanto riguarda invece la tutela del territorio, “la Slovenia - ha evidenziato l'esponente di Fratelli d'Italia - non parla con il Comune ma solo tra ministeri, direttamente con Roma, non capendo che l'inquinamento è un tema che ci riguarda tutti”. Problematiche che emergono periodicamente quando si scoprono sversamenti lungo il corso d'acqua transfrontaliero, “li veniamo a sapere solo tramite passaparola o su internet”.
Il dito è puntato anche sulla gestione idrica: “Usano la diga solo per produrre energia, senza pensare al resto della vita e provocando un disastro ambientale”. Il riferimento è alla moria di pesci registrata a marzo, nel tratto tra Gradisca e Sagrado, su cui però peserebbe anche il ruolo della vicina centralina idroelettrica. In ogni caso, “dopo decenni di battaglie - ancora Del Sordi - non abbiamo una gestione comune dei dati atmosferici, la nostra Arpa non riesce a comunicare con la loro Arso”. Oltre a queste tematiche, c'è il timore per un prossimo arrivo della peste suina africana, già registrata a Roma e tra Piemonte e Liguria.
“Sarebbe un danno ambientale ed economico - ha incalzato l'assessore uscente - non solo per gli allevamenti, ma anche per le coltivazioni. Si dovrebbe infatti individuare una zona rossa dove emergono i casi, da cui non può uscire nessun prodotto”. Preoccupazioni condivise dal ricandidato sindaco Rodolfo Ziberna, ponendo l'attenzione anche sulla gestione europea della pandemia, in cui Bruxelles “ha dato il peggio di sé, le aree che hanno pagato di più sono state a cavallo del confine e ci sono poche città come la nostra a Nova Gorica in Europa”. Da qui, l'annuncio di un prossimo vertice tra queste realtà , proprio in zona.
Appuntamento atteso per settembre, mentre l'appello rivolto all'onorevole è che “vogliamo essere messi in grado di aiutare l'Europa”. Dal canto suo, Procaccini - che raggiunse Gorizia già tempo fa come leader del movimento giovanile di Alleanza Nazionale, per un evento nazionale - ha ricordato che “ci definiscono euroscettici, ma noi inneggiavano all'Europa in tempi non sospetti. Anche se era un'idea diversa da quella attuale. Questa non deve invadere l'esistenza dei cittadini, come la larghezza della pizza o la lunghezza degli ortaggi” bensì intervenire sui servizi ai cittadini e nei rapporti tra le aree confinarie.
Richieste, queste, fatte anche dall'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente, Fabio Scoccimarro, e dalla coordinatrice provinciale Francesca Tubetti. L'esponente della giunta Fedriga ha rinnovato la propria contrarietà all'ampliamento della centrale nucleare di Krsko, evidenziando però che è stato avviato un dialogo positivo con il nuovo governo di Lubiana. Il dito, poi, è stato puntato nuovamente anche verso la scritta Tito sul Sabotino. Sottolineata anche la necessità di intervenire sull'economia di confine. Infine, l'ospite ha rimarcato che “sull'inquinamento dei fiumi, c'è troppo spesso un atteggiamento diverso in Europa”.
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