Alpini, Ziberna difende le penne nere: «Gorizia si candida per altri raduni»

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Alpini, Ziberna difende le penne nere: «Gorizia si candida per altri raduni»

Di Redazione • Pubblicato il 13 Mag 2022
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Il sindaco difende le penne nere: «Stessa ideologia di chi oggi vorrebbe togliere il tricolore dal castello».

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Il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, prende posizione dopo le notizie di molestie sessuali denunciate all'adunata degli alpini di Rimini. Una vicenda in cui, per il primo cittadino uscente, le penne nere "hanno dimostrato il loro incrollabile e intoccabile valore morale". Ziberna ricorda le parole dei vertici dell'associaizone, per i quali "nel momento in cui saranno individuati i colpevoli, saranno subito espulsi perché i valori degli alpini sono altri".

Parole che non sono bastate "a fermare chi oggi sta chiedendo di fermare le adunate - rimarca il sindaco -, a partire da quella di Udine dando vita ad una campagna denigratoria senza precedenti verso una delle realtà più prestigiose, di cui non si può che essere orgogliosi. Gli alpini ci sono sempre, ad aiutare chi ha bisogno, in ogni situazione e senza mai risparmiarsi, ma anche sostenere iniziative culturali, sociali, sportive, ad integrare i servizi pubblici nei momenti più delicati".

Il capo della giunta ricorda che "durante le fasi critiche del Covid-19, il loro apporto è stato fondamentale. Anche a Gorizia. Gli alpini, ancora oggi, portano avanti con forza valori che dovrebbero rappresentare l'ossatura della nostra società: senso del dovere e del sacrificio, solidarietà, amicizia, spirito di appartenenza e attaccamento alle tradizioni. Attaccare gli alpini in modo indiscriminato significa attaccare tutti questi valori e chi li rappresenta. Pericolosissimo. Perché è un attacco all'Italia migliore. La più bella".

"E non si fa neppure un favore alle donne - rimarca - perché la violenza contro di loro non si ferma così ma con leggi forti e coraggiose in cui si punisce severamente chiunque si macchi di violenza e attraverso un'educazione ancora più mirata nelle famiglie e nelle scuole. Non so chi sta cercando di sporcare l'immagine degli alpini e non so a quale scopo. Come peraltro è accaduto nei confronti delle forze dell'ordine. Temo che queste persone, purtroppo, siano impregnate della stessa ideologia di chi oggi vorrebbe togliere il tricolore dal castello e cancellare i nomi degli irredentisti italiani da vie e scuole".

"Gorizia non ci sta a questo gioco al massacro ed anzi si candida con orgoglio ad ospitare altri raduni. Ancora e sempre viva gli alpini" conclude il ricandidato del centrodestra. L'ultima occasione che ha visto migliaia di penne nere in riva all'Isonzo è stato nel 2016, in occasione del raduno Triveneto, quando arrivarono 35mila associati insieme all'adunata nazionale della Brigata “Julia”. Nel 1951, invece, in città ci fù la terza adunata nazionale del dopoguerra.

Nella foto: l'adunata degli alpini a Treviso (Ministero Difesa/Flickr)

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