«Aiuteremo i profughi veri», scontro Cisint-Morsolin sul post del sindaco

«Aiuteremo i profughi veri», scontro Cisint-Morsolin sul post del sindaco

Botta e risposta

«Aiuteremo i profughi veri», scontro Cisint-Morsolin sul post del sindaco

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 03 Mar 2022
Copertina per «Aiuteremo i profughi veri», scontro Cisint-Morsolin sul post del sindaco

Scintille a distanza tra la candidata della sinitra e il primo cittadino sulla visione dell'accoglienza.

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àˆ bastato un post su Facebook, come ormai capita sempre più spesso, per scatenare un botta e risposta politico. E un vespaio di commenti che, da buona “polemica social”, lasceranno sicuramente il tempo che trovano. In ogni caso, sul tema dell'aiuto ai profughi ucraini che stanno arrivando in Italia in queste ore il sindaco di Monfalcone, Anna Cisint, ha pubblicato, ieri mattina, un post al vetriolo. “Questa tragedia della guerra ci ha dimostrato che ci sono profughi e …'profughi'. Quelli veri, che ti fai in quattro per aiutare e quelli che sono arrivati a gruppi di soli uomini e con tutto il ‘contorno' che conosciamo, purtroppo”, ha scritto il primo cittadino. “Finché avrò possibilità  aiuterò quelli veri, il politicamente corretto non fa per me”.

Non si è fatta mancare la risposta della candidata sindaco per l'area del centrosinistra, Cristiana Morsolin. “C'è chi fa la classifica dei perseguitati. La sindaca di Monfalcone dice che lei aiuterà  solo i "veri" profughi. In Italia il procedimento per richiedere lo status di rifugiato coinvolge i singoli che presentano domande individuali, le apposite commissioni territoriali di valutazione, i magistrati che si occupano degli eventuali ricorsi. Nel percorso sono coinvolti servizi pubblici, associazioni che promuovono la tutela legale, singoli avvocati. Ma tutto questo spreco di risorse è inutile. Basterebbe chiedere alla sindaca leghista di Monfalcone quali sono i "veri” profughi e quali no. Lei la risolverebbe in un post”.

Morsolin sottolinea che “ben vengano le iniziative a sostegno dei profughi dalla guerra in Ucraina come dalle altre zone di guerra e devastazione. Il dolore della guerra non varia rispetto alla geografia di provenienza. Purtroppo, questo modo di fare ha diviso la città  e potrebbe alimentare un clima di intolleranza di cui non abbiamo bisogno mentre stiamo uscendo con fatica da una pandemia e con una guerra in corso”, conclude Morsolin.

La stessa Cisint non ha affatto fatto alcun passo indietro rispetto alle prime dichiarazioni. “Perché ora che c'è una guerra scappano donne e bambini mentre gli uomini restano a combattere e qui, da altre parti del mondo, arrivano uomini nerboruti che dicono di scappare da conflitti? Gli uomini restano a combattere. Queste affermazioni dimostrano il modo di ragionare di una certa parte politica con la quale la nostra città  ritornerebbe al Medioevo”, conclude Cisint. 

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