Agrivoltaico al Brancolo, a Staranzano la palla passa in Consiglio comunale: no del centrosinistra

Agrivoltaico al Brancolo, a Staranzano la palla passa in Consiglio comunale: no del centrosinistra

VERSO L'ASSISE

Agrivoltaico al Brancolo, a Staranzano la palla passa in Consiglio comunale: no del centrosinistra

Di Federico De Giovannini • Pubblicato il 28 Set 2026
Copertina per Agrivoltaico al Brancolo, a Staranzano la palla passa in Consiglio comunale: no del centrosinistra

I capigruppo di maggioranza Banci, Bolletti e Negrari impegnano sindaco e giunta con una mozione. «Sì alle fonti rinnovabili ma tutelando ambiente, paesaggio e suolo agricolo». L'astensione di Panarito.

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I consiglieri comunali della maggioranza di centrosinistra di Staranzano presenteranno, al Consiglio comunale in programma oggi lunedì 28 settembre, una mozione incentrata sullo sviluppo del fotovoltaico e dell’agrivoltaico nel territorio comunale.

Antonella Bolletti del Partito Democratico, Alessia Banci di Staranzano Insieme e Matteo Negrari di Sinistra per Staranzano, chiariscono fin da subito la posizione del Centrosinistra: «L’amministrazione deve sostenere concretamente le fonti rinnovabili, ma conciliandole con la tutela dell’ambiente, del paesaggio e del suolo agricolo. La priorità deve essere data agli impianti installati sui tetti, sulle coperture dei parcheggi e nelle aree già edificate, impermeabilizzate o compromesse. Gli impianti devono inoltre avere dimensioni proporzionate ai consumi degli edifici e delle attività che li ospitano».

La criticità, proseguono, nasce «con i grandi impianti a terra, soprattutto quando occupano aree agricole o interessano zone di particolare valore ambientale e paesaggistico». Il riferimento è al territorio comunale a sud del Brancolo, area prossima al litorale e soprattutto alla Riserva naturale della Foce dell’Isonzo. Sta facendo infatti discutere, in queste settimane, il progetto proposto dall’azienda Parco solare friulano 7 srls che proprio in questa zona vorrebbe installare pannelli, integrandoli con l’attività dell’azienda agricola “Ai due aironi”, su una superficie totale di 60 ettari. L’impianto risultante avrebbe una potenza di circa 100 Megawatt.

I contorni dell’area su cui il parco agrivoltaico del Brancolo dovrebbe sorgere non sono ancora definiti con precisione: le caratteristiche morfologiche del terreno e la presenza di eventuali porzioni di proprietà privata rappresentano incognite decisive. Un altro fattore da tenere in conto riguarda poi il coinvolgimento di Monfalcone: una parte delle opere necessarie all’intervento ricade nel limitrofo territorio comunale. La valutazione finale sull’impatto ambientale della proposta spetterà in ogni caso alla Regione e il suo iter potrebbe richiedere almeno un anno di tempo; allo stato attuale, però, è certa la vicinanza dell’opera alle prime zone umide dell’Isola della Cona e al litorale staranzanese: preziosi presidi per il turismo lento, la natura e la biodiversità del territorio.

Queste notizie sono arrivate a non molta distanza dall’apertura dei cantieri nelle campagne vicine a Bistrigna per un parco fotovoltaico di dimensioni più contenute, ma comunque non indifferenti: 15 ettari per 12 Megawatt di potenza. In questo caso, però, il sito di costruzione rientra tra le aree indicate dalla pianificazione urbanistica come industriali e artigianali, soggette a «procedimenti autorizzativi che non dipendono esclusivamente dal Comune». «Anche in queste zone, tuttavia, la nostra mozione indica come prioritarie le coperture, le pensiline e le pertinenze delle aziende, evitando impianti sovradimensionati che sottraggano vaste superfici alle attività produttive» sottolineano Bolletti, Banci e Negrari.

Tornando invece all’agrivoltaico, l’orientamento delle tre liste è «favorevole soltanto a impianti di dimensioni contenute, indicativamente inferiori a un megawatt o a un ettaro, realmente integrati con un’agricoltura di qualità e sostenuti da un piano agronomico concreto e verificabile: l’agricoltura non può essere una presenza formale utilizzata per eludere il divieto di impianti a terra».

«Molte decisioni e procedure autorizzative non sono di competenza comunale – concludono i capigruppo di maggioranza - per questo sono benvenuti gli interventi legislativi regionali capaci di difendere tutti i territori agricoli del Friuli Venezia Giulia da operazioni speculative, inadeguate e sproporzionate». La mozione da discutere oggi in Aula intende allora impegnare sindaco e giunta a rappresentare questi indirizzi presso enti competenti, a informare tempestivamente il Consiglio comunale e la cittadinanza sui nuovi progetti e a proseguire con l’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici e dei parcheggi pubblici.

Un diverso indirizzo di voto, ovvero l’astensione, lo preannuncia il consigliere di Libertà e Moderazione Angelo Raffaele Panarito. L’esponente di minoranza guarda alla “questione agrivoltaico” da vari punti di vista, tra i «rischi geopolitici che ci dovrebbero indurre a pensare soluzioni più alternative per essere più indipendenti» a livello di fornitura energetica, la collocazione a suo avviso solo relativamente impattante sul paesaggio in virtù della «localizzazione molto periferica» e un maggiore possibile pericolo di «alterazione della biodiversità», più che dell’impiego agricolo dell’area («si parla di terreni salmastri e poco coltivati»).

«Se è vero che l'amministrazione comunale di Staranzano è contraria all'istallazione di questo mega impianto, è altrettanto vero che non sapremo mai come la pensano i cittadini di questo territorio» sottolinea infine, suggerendo che «si potrebbe chiedere il giudizio dei residenti di Staranzano, previo un referendum popolare, prima che gli uffici amministrativi regionali si pronuncino».  

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