LA SCOMPARSA
Addio a Massimo Rapi, l'intellettuale fiorentino che aveva scelto Gorizia
Studioso di geografia economica e politica, aveva scelto Gorizia anche per il suo bilinguismo, pensando alle figlie e alle origini tedesche della moglie Giovanna.
È morto all'ospedale di Udine Massimo Rapi, intellettuale fiorentino che da un paio d'anni aveva scelto di stabilirsi a Gorizia insieme alla moglie Giovanna Campagna. Una malattia che non lascia scampo ha interrotto un progetto di vita maturato con convinzione, dopo un percorso personale e professionale segnato da molteplici interessi culturali e da una non comune curiosità intellettuale.
Studioso di geografia economica e politica, attento osservatore delle trasformazioni della società, Massimo Rapi aveva coltivato un particolare interesse per la storia e per le relazioni fra i popoli. Aveva partecipato alla vita culturale e civile, senza rinunciare al confronto e all'impegno politico. Era un uomo intelligente, colto, capace di affrontare argomenti complessi con originalità di pensiero e una visione aperta sul mondo.
Anche la decisione di trasferirsi a Gorizia era nata da una riflessione attenta. Dopo un'esperienza in Alto Adige, dove aveva cercato per le figlie un ambiente che favorisse il bilinguismo, anche in considerazione delle origini tedesche della moglie Giovanna, aveva individuato nella città isontina il luogo ideale in cui vivere. Lo avevano convinto la dimensione umana della città, la qualità della vita e soprattutto la sua particolare collocazione geografica e culturale, all'incontro fra il mondo italiano e quello sloveno.
Per uno studioso di geografia politica, Gorizia rappresentava qualcosa di più di una tranquilla città di provincia. Era un territorio nel quale la storia europea aveva lasciato tracce profonde e nel quale la frontiera, da elemento di separazione, poteva diventare occasione di incontro. Massimo aveva saputo cogliere le opportunità offerte da questa realtà, riconoscendo nel plurilinguismo e nella convivenza fra culture differenti una ricchezza da valorizzare e da trasmettere alle nuove generazioni.
La sua vicenda lascia una testimonianza significativa: quella di una persona che, arrivando da lontano e osservando Gorizia con occhi nuovi, aveva saputo riconoscerne qualità e potenzialità che talvolta sfuggono persino a chi vi è nato. Alla moglie Giovanna Campagna e alle figlie va il cordoglio affettuoso di quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo.
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