Un cancello di Gorizia come quello di Auschwitz, polemica contro l'esponente di una lista civica

Un cancello di Gorizia come quello di Auschwitz, polemica contro l'esponente di una lista civica

l'attacco di Fdi

Un cancello di Gorizia come quello di Auschwitz, polemica contro l'esponente di una lista civica

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 19 Feb 2021
Copertina per Un cancello di Gorizia come quello di Auschwitz, polemica contro l'esponente di una lista civica

Ha chiesto scusa Lucio Gruden di Percosi goriziani: «Non avevo colto che fosse un montaggio di un campo di concentramento».

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L'accostamento non è stato dei più felici ed è stato lo stesso autore del post a rimuoverlo, scusandosi. La polemica riguarda Lucio Gruden, tra i fondatori della lista civica Percorsi goriziani, che alle ultime elezioni comunali a Gorizia ha sostenuto la candidatura di Roberto Collini, e un accostamento di foto condiviso sul suo profilo questa mattina. Si tratta di due scritte incise su altrettanti cancelli: uno è quello all'ingresso dell'ex sede delle aziende municipali di via IX agosto, dove oggi si trova Irisacqua (nella foto). L'altro è un fotomontaggio del varco di Auschwitz, con la scritta “Andrà  tutto bene”. Il riferimento al campo nazista, però, non è stato subito colto da Gruden.

“Trova le differenze” ha infatti scritto a commento. Il tutto non è piaciuto al gruppo comunale di Fratelli d'Italia, che in una nota ha attaccato l'autore del post: “àˆ assurdo che il rappresentante di una forza politica che siede in consiglio comunale si permetta di deridere in un solo colpo i morti nei campi di sterminio e allo stesso tempo i tanti morti per coronavirus”. Un episodio che “non può essere derubricato a leggerezza o a battuta, peraltro di pessimo gusto. Per questo invitiamo il signor Gruden a fare pubblica ammenda e i consiglieri comunali della lista Percorsi goriziani a prendere recisamente le distanze”. Da evidenziare, comunque, che lo stesso non siede in Assemblea.

“Anche se - proseguono - tale distanza appare già  sufficientemente marcata dal recente passaggio ad altro gruppo di una stimata consigliera comunale eletta con Percorsi Goriziani e dalla mancata condivisione da parte degli altri due eletti delle battaglie social più disparate”. Gruden ha quindi eliminato il post: “Avevo trovato quello con scritto ‘andrà  tutto bene' nello stesso stile di quello delle ex aziende municipalizzate di Gorizia e avevo scritto solo "trova le differenze". Ma non avevo colto che fosse un montaggio di un cancello di un campo di concentramento. Ammetto che fosse stata mia intenzione, sarebbe stato un gesto di cattivo gusto e chiedo nuovamente scusa”.

Sulla vicenda è intervenuto anche l'amministratore unico di Irisacqua, Gianbattista Graziani, che in una nota si dice "esterrefatto e indignato dell'accostamento, che è riuscito ad offendere la memoria dell'olocausto e le persone colpite dal Covid-19, ma anche a danneggiare l'immagine e il nome di Irisacqua. Vista la gravità  dell'accostamento, mi sento in dovere di condannare senza mezzi termini l'uso, in un simile contesto, di un elemento architettonico chiaramente riconducibile alla nostra azienda. Una pubblicazione questa che offende tutte le persone di Irisacqua e anche la storia lunghissima e l'eredità  preziosa delle migliaia che hanno lavorato nel corso del tempo alle Municipalizzate”.

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