A Grado il rock che abbatté il Muro di Berlino: Meneghel e Olivieri al Grand Hotel Astoria per ‘Sabato in Astoria’

A Grado il rock che abbatté il Muro di Berlino: Meneghel e Olivieri al Grand Hotel Astoria per ‘Sabato in Astoria’

L’APPUNTAMENTO

A Grado il rock che abbatté il Muro di Berlino: Meneghel e Olivieri al Grand Hotel Astoria per ‘Sabato in Astoria’

Di Redazione • Pubblicato il 06 Ott 2026
Copertina per A Grado il rock che abbatté il Muro di Berlino: Meneghel e Olivieri al Grand Hotel Astoria per ‘Sabato in Astoria’

Sabato 17 ottobre alle 18 l'ultimo appuntamento della rassegna curata da Mario Fontana, che festeggia un anno di attività. I docenti Cristiano Meneghel e Andrea Olivieri terranno la conferenza sul mondo della musica rock.

Condividi
Tempo di lettura

La rassegna culturale Book Experience “Sabato in Astoria” compie un anno, tempo che ha portato importanti personaggi del mondo culturale di Grado e della regione davanti a un pubblico attento e numeroso. La rassegna, curata da Mario Fontana, si rinnova sabato 17 ottobre alle ore 18 con il docente di storia e ricercatore storico Cristiano Meneghel e il docente di filosofia e studioso delle controculture giovanili Andrea Olivieri. Un appuntamento denso di storia e ricerche inedite e sconosciute. Al Grand Hotel Astoria di Grado, Cristiano Meneghel e Andrea Olivieri presentano la conferenza “Il muro del suono”. Le controculture giovanili all’ombra del Muro di Berlino e la fine della Guerra Fredda.

La penetrazione della musica del blocco occidentale in Unione Sovietica e tra i Paesi del Patto di Varsavia è un capitolo molto importante della Guerra Fredda. E anche se può sembrare strano, il dilagare della musica rock nel blocco sovietico, dagli anni Sessanta in poi, ha contribuito ad accelerarne il crollo. Tema di questo incontro è il modo in cui un genere musicale, cioè nello specifico la musica rock, sia diventato un'arma politica. Un'arma del tutto involontaria, ma di una potenza devastante, capace non solo di far tremare i regimi della Guerra Fredda, ma proprio di contribuire materialmente ad abbattere il Muro di Berlino.

Temutissimo dai vertici dell’Unione Sovietica e dei Paesi allineati, per la portata naturalmente rivoluzionaria e conflittuale di questo genere, il rock, con la sua forte carica di libertà espressiva, proveniente da un mondo contro il quale ideologicamente si combatteva, costituiva una minaccia da cui l’uomo nuovo sovietico doveva essere difeso, così come da ogni possibile contaminazione dovuta all’influenza filo-capitalista nelle arti.

Da una parte un blocco sovietico che esigeva conformismo assoluto, dedizione allo Stato, controllo capillare sulla vita degli individui; dall'altra l'occidente capitalista da cui arrivava questo suono nuovo e travolgente: il rock. E per la propaganda del blocco orientale una chitarra elettrica era pericolosa quasi quanto un'arma da fuoco, perché il rock celebrava l'individualismo, la ribellione personale, il tempo libero fine a sé stesso. E incoraggiava il ballo scatenato. Un movimento fisico istintivo, incontrollabile, che si poneva in diretto contrasto con le rigide parate militari e le marce sincronizzate approvate dal regime. Se l'ideologia del blocco orientale voleva cittadini inquadrati, il rock era pronto a rispondere con il caos creativo. L’incontro presso il Piano Bar del Grand Hotel Astoria offrirà al pubblico l’occasione di dialogare con i relatori e di immergersi in storie, accadimenti e situazioni inediti, in un momento che unisce storia, musica, territorio e passione per la cultura con conversazioni e dialoghi attraverso testimonianze e documenti. L’ingresso è libero e gratuito. 

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.

Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione

×
Faber 2026