A Gorizia il convegno ‘GECT: esperienze e prospettive per la cooperazione transfrontaliera’

A Gorizia il convegno ‘GECT: esperienze e prospettive per la cooperazione transfrontaliera’

L’APPUNTAMENTO

A Gorizia il convegno ‘GECT: esperienze e prospettive per la cooperazione transfrontaliera’

Di REDAZIONE • Pubblicato il 23 Ott 2026
Copertina per A Gorizia il convegno ‘GECT: esperienze e prospettive per la cooperazione transfrontaliera’

Il 30 ottobre due incontri dedicate alle esperienze e sfide dei GECT in Italia e al progetto BRIDGEforEU per superare gli ostacoli amministrativi e normativi tra Italia, Austria e Slovenia.

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Dalle differenze normative alle procedure amministrative che non dialogano tra loro, gli ostacoli transfrontalieri continuano a influire sulla vita quotidiana di cittadini, imprese e amministrazioni. A queste tematiche sarà dedicato il convegno "GECT: esperienze e prospettive per la cooperazione transfrontaliera", organizzato dal GECT GO, il GECT Euregio Senza Confini e dal Consiglio nazionale delle ricerche - Istituto sui Sistemi Territoriali e di Governo (CNR ISTeG), in programma il 30 ottobre a Gorizia, al conference center di via Alviano 18, sede dell’Università di Trieste.

La giornata riunirà rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni, del mondo economico e degli organismi di cooperazione territoriale per riflettere sul ruolo dei GECT nello sviluppo delle aree di confine e sulle prospettive della cooperazione transfrontaliera, anche alla luce delle innovazioni introdotte dal nuovo regolamento europeo e del contributo che i GECT italiani possono offrire.

Oltre alle autorità locali, porteranno il proprio saluto da remoto o in presenza Antonella Uneddu dalla Direzione Generale per l'Europa e la politica commerciale internazionale del MAECI (Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale), Giovanni Vetritto, dirigente presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e Luca Palazzo, dal Dipartimento per la politica di coesione, Ufficio V per le politiche territoriali e la cooperazione territoriale.

Il programma del convegno si articolerà in due appuntamenti complementari. La sessione del mattino, "I GECT in Italia: esperienze e sfide", sarà dedicata alla presentazione del volume I Gruppi europei di cooperazione territoriale in Italia (CNR Edizioni, 2026), commissionato dal Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomia (DARA) della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dedicato alle principali esperienze italiane del settore, contenente anche un approfondimento sul GECT GO. Interverranno Raffaella Coletti (CNR ISTeG) e Sara Parolari (EURAC Research), cui seguirà una tavola rotonda moderata da Roberto Louvin (Università di Trieste) con la partecipazione di Alice Valdesalici (Università di Verona - EURAC Research), Giulio Salerno (Università di Macerata - CNR ISTeG), Sandra Sodini (GECT Euregio Senza Confini), Romina Kocina (GECT GO) e Sergio Zilli (Università di Trieste).

Nel pomeriggio l'attenzione si sposterà invece sul tema "BRIDGEforEU, Cross Border Focal Point tra Italia, Austria e Slovenia: i progetti BE-EGTC ed EGTC-NET", con la moderazione di Moreno Zago (Università di Trieste). Dopo le relazioni introduttive di Gabriella Saputelli (CNR ISTeG) ed Ezio Benedetti (GECT GO), la tavola rotonda finale vedrà il confronto tra Loris Servillo (Politecnico di Torino - Centro FULL), Elisa Bertò (GECT Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino), Michael Luther (EURAC Research) e Leopoldo Coen (Università di Udine).

Tra i temi al centro dell'incontro vi sarà appunto il progetto BE-EGTC, iniziativa cofinanziata dalla Commissione europea che vede come partner il GECT Euregio Senza Confini (coordinatore del progetto) e il GECT GO. L'obiettivo di BE-EGTC è la creazione e la sperimentazione di un Cross-Border Coordination Point (CBCP) pilota, referente per l'area di confine tra Italia-Austria e Italia-Slovenia. Si tratta di uno strumento introdotto dalla Commissione europea nell'ambito del Regolamento (UE) 2025/925 BRIDGEforEU, pensato per facilitare la soluzione di ostacoli amministrativi, tecnici e normativi che possono emergere nelle situazioni transfrontaliere. Un regolamento che per la prima volta nella storia del processo d’integrazione europea mira ad una progressiva armonizzazione del diritto amministrativo ed al superamento degli ostacoli normativi, che tuttora impediscono il pieno sviluppo della cooperazione territori.

Il nuovo punto di coordinamento fungerà da riferimento stabile per pubbliche amministrazioni, imprese e cittadini, garantendo una gestione più efficiente delle problematiche che coinvolgono più ordinamenti nazionali e favorendo il dialogo con le autorità competenti dei tre Paesi. Particolarmente innovativo è il modello adottato dal progetto, che prevede la gestione congiunta del CBCP da parte dei due GECT, valorizzando le competenze maturate negli anni attraverso programmi e iniziative di cooperazione europea, tra cui Interreg Italia-Austria, Interreg Italia-Slovenia, b-solutions e il percorso legato a GO! 2025 Nova Gorica-Gorizia Capitale europea della cultura.

Durante la fase pilota verrà sviluppata una piattaforma digitale multilingue per la presentazione e il monitoraggio dei casi transfrontalieri, supportata da una rete di esperti legali e tecnici. Sarà inoltre realizzata una banca dati condivisa degli ostacoli e delle possibili soluzioni, con l'obiettivo di favorire il monitoraggio continuo delle criticità e la replicabilità del modello in altre regioni europee.

Tra i risultati attesi dal progetto figurano l'avvio operativo del CBCP pilota, la raccolta dei primi casi transfrontalieri in fascicoli da trasferire alle autorità competenti, il rafforzamento del coordinamento tra amministrazioni italiane, austriache e slovene e l'aumento della consapevolezza degli attori locali riguardo agli strumenti disponibili per affrontare le sfide della cooperazione oltreconfine. Il progetto, avviato ufficialmente il 1° luglio 2026 e della durata di 18 mesi, dispone di un budget complessivo di 128.400 euro, di cui 64.200 euro destinati al GECT GO. Attraverso queste attività, BE-EGTC punta a rendere i confini più permeabili contribuendo all’abbattimento degli ostacoli amministrativi, favorire lo sviluppo economico delle aree interessate e contribuire al rafforzamento del mercato unico europeo.

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